La candidata socialista supera Andrey Ghiurov con una bassa partecipazione alle urne e conferma la linea pragmatica di Sofia sui rapporti con Mosca
Iliana Iotova è stata rieletta presidente della Bulgaria al ballottaggio delle elezioni presidenziali. La candidata socialista ha ottenuto, secondo le proiezioni, tra il 51 e il 58 per cento dei voti, contro il 38-44 per cento dell’ex primo ministro ad interim Andrey Ghiurov, sostenuto dagli europeisti. Una vittoria che conferma la continuità della linea politica bulgara, soprattutto in materia di rapporti con l’Unione europea e con la Russia.
La riconferma di Iotova arriva dopo un ballottaggio caratterizzato da una partecipazione molto bassa. Come già accaduto al primo turno, l’affluenza è rimasta limitata: poco più del 29 per cento degli aventi diritto si è recato alle urne, un dato che ridimensiona la portata politica del risultato.
Una vittoria con percentuali in crescita
Secondo la proiezione dell’agenzia demoscopica Miara, Iotova ha ottenuto il 58,2 per cento dei voti, mentre Ghiurov si è fermato al 38,6 per cento. La percentuale restante degli elettori ha scelto la scheda bianca, ovvero la casella “Non voto per nessuno”. Le proiezioni fornite da altre fonti collocavano la presidente rieletta tra il 51 e il 58 per cento delle preferenze, con l’avversario tra il 38 e il 44 per cento. Una forbice che, pur variando a seconda delle stime, conferma il vantaggio netto di Iotova sul candidato europeista.
La vittoria al ballottaggio era già emersa con chiarezza rispetto al primo turno, quando Iotova e Ghiurov erano risultati i due candidati più votati tra i 27 in competizione. La presidente aveva ottenuto il 34,76 per cento, mentre Ghiurov si era fermato al 31,95 per cento. Nessuno dei due aveva raggiunto la soglia necessaria per essere eletto subito.
Affluenza molto bassa alle urne
Il dato più critico delle elezioni resta la partecipazione. Al primo turno l’affluenza era stata poco superiore al 22 per cento, un livello estremamente basso per una consultazione presidenziale.
Anche al ballottaggio la tendenza non è cambiata. Alle ore 19 locali, un’ora prima della chiusura dei seggi, aveva votato poco più del 29 per cento degli aventi diritto. Un risultato che evidenzia un forte distacco tra gli elettori e la competizione politica, nonostante il ballottaggio coinvolgesse due visioni molto diverse della politica estera bulgara. La bassa affluenza rende la vittoria di Iotova meno incisiva sul piano della legittimazione popolare, anche se il risultato le consente di guidare il Paese per un nuovo mandato quinquennale.
Chi è la rieletta
Iliana Iotova ha 62 anni ed è una giornalista e attivista del Partito socialista bulgaro. È stata eurodeputata dal 2007 al 2017 e vicepresidente della Bulgaria dal 2017 fino allo scorso gennaio.
A gennaio aveva assunto la presidenza ad interim dopo le dimissioni di Rumen Radev, che aveva lasciato la carica per candidarsi alle elezioni parlamentari. Radev si era presentato alla competizione politica a capo di un nuovo partito, promettendo una lotta senza quartiere alla corruzione e alla criminalità organizzata.
Iotova si era candidata come indipendente, ma aveva ricevuto il sostegno di Bulgaria Progressista, il partito dell’ex presidente Radev, vincitore delle elezioni parlamentari dello scorso aprile, e del Partito Socialista, di orientamento filorusso.
Con la riconferma, Iotova diventa la prima donna eletta presidente della Bulgaria. Il suo profilo unisce l’esperienza giornalistica, il passato europeo come parlamentare a Bruxelles e un lungo legame con l’area politica socialista del Paese.
Il ruolo
In Bulgaria il presidente resta in carica per cinque anni e ha un ruolo prevalentemente cerimoniale. Tuttavia, la carica conserva poteri rilevanti: il capo dello Stato è anche il comandante delle forze armate, rappresenta il Paese nelle relazioni internazionali e può porre il veto sulle leggi approvate dal Parlamento. Questi margini di azione rendono la presidenza un luogo importante per orientare il dibattito sulla politica estera, sulla difesa e sulle relazioni con l’Unione europea, anche se le decisioni operative dipendono in larga misura dal Governo e dal Parlamento.
Una linea pragmatica verso Mosca
La guerra in Ucraina e i rapporti con la Russia sono stati tra i temi centrali della campagna elettorale. Iotova ha sostenuto che il conflitto debba terminare attraverso negoziati e si è espressa contro le sanzioni europee al Cremlino. Durante la campagna, la presidente rieletta non ha messo in discussione l’appartenenza della Bulgaria all’Unione europea e alla Nato. Ha però sottolineato la necessità di un approccio pragmatico in politica estera. «Per risolvere il conflitto in Ucraina bisogna ricorrere alla diplomazia e non alle armi», aveva affermato Iotova durante la campagna elettorale.
La sua posizione riflette l’orientamento già assunto dalla Bulgaria negli ultimi anni, soprattutto su temi legati all’approvvigionamento energetico europeo e alla possibilità di acquistare gas e petrolio russi. Sofia, più esposta di altri Paesi dell’Est Europa alle conseguenze delle sanzioni sull’energia di Mosca, ha più volte ribadito la necessità di rilanciare il dialogo diplomatico con la Federazione russa.
Contraria a nuovi aiuti militari all’Ucraina
Iotova è favorevole a un riavvicinamento alla Russia e contraria a nuovi aiuti militari all’Ucraina. Una posizione che la avvicina a Rumen Radev, il suo predecessore e sostenitore politico. Radev era stato presidente della Bulgaria prima di lei e, dopo essere diventato primo ministro, ha assunto posizioni molto critiche verso il sostegno militare a Kiev e verso le sanzioni europee contro Mosca. A giugno, il suo Governo aveva interrotto l’invio di aiuti militari all’Ucraina e si era opposto a nuove sanzioni europee contro la Russia, sostenendo che avrebbero danneggiato gli interessi economici della Bulgaria.
Anche da presidente, Radev aveva sostenuto un riavvicinamento alla Russia. La linea di Iotova appare quindi in continuità con quella del suo predecessore, pur all’interno di un quadro istituzionale in cui la Bulgaria resta membro dell’Unione europea e della Nato.
L’opposizione europeista
Sul versante opposto si era collocato Andrey Ghiurov, ex primo ministro ad interim e candidato sostenuto dagli europeisti. Ghiurov era appoggiato dai liberali di Bulgaria Democratica e dagli alleati del partito “Continuiamo il Cambiamento”. Il suo programma rappresentava un’alternativa più netta alla linea pragmatica di Iotova sui rapporti con Mosca. Tuttavia, il risultato del ballottaggio ha premiato la continuità della politica estera bulgara e l’approccio diplomatico sostenuto dalla presidente rieletta.
Attacchi russi nel mar Nero
Un tema trasversale della campagna è stato rappresentato dagli attacchi di droni russi contro navi mercantili nel mar Nero, al largo delle coste bulgare. Entrambi i candidati, Iotova e Ghiurov, avevano condannato questi episodi.
La questione ha evidenziato come la sicurezza del mar Nero rappresenti un interesse diretto per la Bulgaria, Paese affacciato su un’area resa ancora più instabile dal conflitto in Ucraina. Nonostante le differenze sui mezzi per affrontare la guerra, i due candidati hanno condiviso la condanna degli attacchi contro le infrastrutture commerciali e le rotte marittime.
Le congratulazioni di Von der Leyen
La vittoria di Iotova ha ricevuto le congratulazioni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. In un messaggio pubblicato su X, la capo della Commissione ha evidenziato la volontà di proseguire la collaborazione tra Bruxelles e Sofia. “Congratulazioni a Iliana Yotova per la sua vittoria alle elezioni presidenziali. Dalla sicurezza e difesa alla nostra competitività e indipendenza energetica, attendo con impazienza di continuare il nostro lavoro congiunto. Per una Bulgaria forte in una forte Europa”, ha scritto.
Il messaggio sottolinea il rapporto istituzionale tra la Bulgaria e l’Unione europea, un legame che Iotova non ha messo in discussione durante la campagna, pur difendendo un approccio più pragmatico sui rapporti con la Russia.
Continuità per la politica bulgara
La riconferma di Iliana Iotova segna una continuità nelle politiche bulgare, sia nel rapporto con l’Unione europea sia sul dialogo con la Russia. La presidente continuerà a guidare il Paese sostenendo l’approccio pragmatico che ha caratterizzato Sofia negli ultimi anni. Al centro resteranno temi come la sicurezza e la difesa, la competitività europea, l’indipendenza energetica e la gestione delle conseguenze delle sanzioni contro Mosca.
Il nuovo mandato di Iotova si apre dunque con una chiara continuità politica, ma anche con la sfida di governare un Paese chiamato a confrontarsi con una guerra alle porte, con pressioni europee sul sostegno all’Ucraina e con una società che, alle urne, ha mostrato un coinvolgimento molto limitato.
Stéphka Stoeva
Foto © Tvsvizzera, Digi24, Viaggiatori.net, Europarl.europa.eu













