Il pontefice compie un gesto simbolico sul monumento di Paladino, memoria delle vittime delle traversate e richiamo alle politiche di accoglienza
La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa, a un anno dalla morte di Papa Francesco, riporta l’attenzione a una delle opere più significative anche da un punto di vista geopolitico di Mimmo Paladino: la Porta d’Europa, il monumento dedicato alla memoria dei migranti morti nel Mediterraneo. Il monumento è collocato sull’estremo promontorio meridionale dell’isola. E il Pontefice l’ha varcata toccando con un gesto simbolico la scultura, divenuta iconica.
La scultura è stata inaugurata il 28 giugno 2008, su impulso di Amani, una organizzazione umanitaria non governativa che si occupa di giovani africani in Kenya, Zambia e Sudan, insieme a Arnoldo Mosca Mondadori. La Porta di Lampedusa – Porta d’Europa prende forma dal desiderio di realizzare un memoriale per le migliaia di persone morte nel Mediterraneo nel tentativo di arrivare in Europa. Ma l’idea risale al 1996 quando si volle ricordare il naufragio di Portopalo, una tragedia invisibile dimenticata dall’opinione pubblica, che spinse i promotori a immaginare un luogo della memoria, quando ancora il fenomeno migratorio non aveva acceso i riflettori quotidiani e aperto un dibattito politico europeo.
Un risveglio alle politiche capaci di accogliere
L’opera fu progettata da Mimmo Paladino che la donò al Comune di Lampedusa, che all’unanimità decise di collocarla sulla punta di Cavallo Bianco, l’estremo lembo meridionale dell’isola che guarda sulle coste africane. L’opera fu commissionata e realizzata nello stesso anno in cui l’Italia presentava le proprie scuse e raggiunse un accordo con la Libia firmato il 30 agosto 2008 dai presidenti Gheddafi e Berlusconi, per le atrocità commesse durante l’occupazione coloniale italiana del territorio e il dominio sul paese dal 1911 al 1943.
Alta quasi cinque metri e larga tre, la Porta è stata realizzata in ceramica e ferro zincato e costruita da Paladino fra Faenza e Paduli, per poi raggiungere Lampedusa via terra e via mare.
Ma che significato ha dato Mimmo Paladino alla porta? «L’artista non dovrebbe celebrare ma raccontare. Ho provato a spiegare qualcosa che avesse a che fare con un esodo forzato, qualcosa di comprensibile a tutti i popoli. Per questo ho voluto la porta il più lontano possibile dal centro abitato e il più vicino possibile all’acqua e quindi all’Africa». Un’opera metamorfica che riflette la luce del sole e della luna, trasformandola in un faro a mare aperto, il primo segnale per molti migranti dopo ore di navigazione.
La poesia di Alda Merini, essenza poetica della Porta
L’inaugurazione della Porta ebbe un valore commemorativo collettivo. Per l’occasione la grande poetessa milanese Alda Merini inviò a Lampedusa una poesia in cui immaginava l’isola come una tartaruga marina che offre rifugio a chi rischia di affondare:
«Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
(…)
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiori
e tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.
(…)
Così, figli miei,
una volta vi hanno buttato nell’acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra
che vi salva
dalla morte dell’acqua».
Una metafora sulla memoria di una tragedia e possibilità di salvezza. La Porta d’Europa è una soglia e in senso archetipico racchiude il senso del passaggio, dell’accoglienza, della separazione e della rinascita.
Il gesto simbolico di papa Leone XIV
Il gesto del pontefice americano durante la visita, accompagnato da due bambini arrivati con le loro famiglie attraverso le rotte migratorie, ha avuto un significato simbolico in ricordo delle persone morte nel Mediterraneo e ha richiamato l’Europa alla necessità di sviluppare politiche capaci di accogliere, proteggere e integrare.
La Porta di Paladino ha avuto una grande risonanza nel mondo dell’arte contemporanea, tanto da essere ripresa nella Porta dell’accoglienza realizzata dall’artista per il Refettorio Ambrosiano di Milano. Altri progetti e sculture di numerosi artisti hanno interessato questa problematica migratoria, ma la Porta di Paladino appartiene a quel nucleo di lavori che maggiormente hanno denunciato le tragedie del Mediterraneo.
Paolo Montanari
Foto © Mediterranea Online, Il Giornale dell’Arte, Vatican Media













