America’s Cup, la regata più antica e moderna del Mondo

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Napoli è pienamente pronta a gestire i grandissimi eventi mondiali, il litorale partenopeo rinasce e Luna Rossa domina nel Golfo

Quanto vissuto a Napoli in occasione delle regate preliminari dell’America’s Cup, preludio alla sfida mondiale del prossimo anno, è un successo che va ben oltre il verdetto sportivo, che segna comunque una vittoria tutta tricolore. L’eccellenza italiana trionfa, in mare e a terra, il lungomare Caracciolo invaso da una folla immensa, centinaia di migliaia di turisti, appassionati di vela e non, in una città sold out in cui la macchina della sicurezza e dei trasporti ha retto alla perfezione. L’impatto economico per il commercio locale è stato immediato e massiccio. L’evento ha rappresentato infatti il “banco di prova” cruciale e ben superato in vista della fase finale della 38ª America’s Cup in programma a Napoli nel 2027.

Il vento che tutti aspettano per gonfiare le vele in regata ha invece innescato una scintilla che si attendeva da tempo per accelerare la bonifica e il rilancio di tutta una zona. Per troppi anni infatti, il quadrante occidentale della Città partenopea, l’area Bagnoli-Coroglio, è rimasto bloccato tra degrado e promesse mancate e, l’America’s Cup è ora la spinta decisiva che incanala il vento per pulire l’area, il litorale, e fare ripartire Bagnoli tutta a vele spiegate. Un quartiere che si prende la sua rivincita davanti agli occhi del Mondo e che finalmente può tornare ai cittadini ripartendo da ciò che ha di più bello e vero, il mare, lo sport, la sostenibilità e la voglia di fare comunità, l’area (oltre 323.000 metri quadri) diventerà un Parco dello Sport con impianti polisportivi all’aperto e al chiuso oltre che un polo turistico e balneare.

Bonifica ambientale e rigenerazione urbana a Bagnoli

Bagnoli, infatti è uno splendido affaccio sul mare che ha vissuto una lunghissima fase di stallo economico e sociale a causa del suo passato di sito industriale, tra poli siderurgici e fabbriche di amianto che dall’inizio del 1900, con fumi, idrocarburi e metalli pesanti (arsenico, piombo e mercurio), hanno ovviamente inquinato e reso tossico il litorale con terreni per decenni sotto sequestro e spiagge tassativamente interdette alla balneazione.

Un luogo già dichiarato Sito di interesse nazionale (Sin) per la bonifica ambientale, ma che per oltre 30 anni ha visto solo progetti impantanati e bloccati, mentre altre Città ex-industriali europee, come ad esempio Bilbao, si sono sapute reinventate rapidamente da situazioni analoghe.

L’investimento di circa 10 milioni di euro stanziato dalla Città Metropolitana e dagli enti locali per il programma “Napoli verso l’America’s Cup” ha già mostrato un ritorno eccellente sul territorio, finanziando la mobilità, la promozione turistica e l’allestimento della base logistica e operativa sull’isola di Nisida mentre fa da catalizzatore per gli importanti progetti di riqualificazione dell’area strategica del litorale di Bagnoli.

La svolta del Commissario straordinario

A sbloccare la situazione è stato l’arrivo di oltre 1,2 miliardi di euro legati ai fondi di sviluppo e coesione e agli accordi strategici con il Governo. Questi stanziamenti però, portavano con sé scadenze rigide e tassative. L’obbligo di rispettare questo calendario ha costretto quindi la macchina burocratica italiana a correre per non perdere il treno dei finanziamenti, spingendo i ministeri a rilasciare tutte le autorizzazioni ambientali e i visti necessari in tempi record, quantomeno per il nostro Paese. Questa volta i vari uffici hanno firmato e rilasciato tutte le autorizzazioni, i visti necessari e le carte sulla sicurezza senza i soliti rimpalli.

Si è quindi superato il vero nodo burocratico del passato dove la frammentazione tra enti diversi, Comune, Regione e Ministeri, che dovevano mettersi d’accordo su ogni singola autorizzazione allungava i tempi rischiando che un solo “no” di un solo ufficio bloccasse tutto per anni o che un intoppo burocratico mandasse tutto a monte. La ricetta attuata consiste allora nel passare da una burocrazia “difensiva” (fatta di veti e passamano di responsabilità) a una burocrazia centralizzata e commissariale, con un’unica catena di comando che risponde direttamente al Governo.

Lo Stato ha quindi, come si suol dire, tagliato la testa al toro, superando il blocco trentennale e accentrando il comando nelle mani del primo cittadino, il prof. Gaetano Manfredi, in qualità di commissario straordinario. In tal modo, grazie al sindaco che ha dei “poteri speciali” per guidare una cabina di regia nazionale, le lungaggini burocratiche spariscono e tutto è più agile, gli enti decidono insieme in un unico momento, in un unico tavolo e quel che si decide a quel tavolo diventa legge praticamente il giorno stesso e i provvedimenti presi divengono quasi immediatamente operativi nei cantieri.

ll Futuro è qui e non solo per Bagnoli

Questa straordinaria accelerazione ha permesso dunque di accogliere al meglio la seconda regata preliminare Louis Vuitton della 38ª America’s Cup nella splendida cornice del Golfo di Napoli dove il team senior di Luna Rossa Prada Pirelli ha dominato le ultime prove di flotta battendo i campioni in carica di Emirates Team New Zealand nella regata finale. Quattro giorni, quelli dal 24 al 27 settembre scorso, di competizioni serrate a bordo dei velocissimi monoscafi AC40, un bis del trionfo visto lo scorso maggio a Cagliari in più con un sailing team (che ha dato spazio alla linea giovane e femminile) “diverso”, cambiato del 75% rispetto alla versione vista nel Golfo degli Angeli. Una vittoria spettacolare sotto vari punti di vista che rivela la qualità di tutto l’equipaggio italiano che, attorno alla colonna portante Peter Burling, è, a detta di tutti, uno dei più forti.

Diego Botín, il marinaio spagnolo, tra i migliori al Mondo, medaglia d’oro olimpica nella classe 49er a Parigi 2024 compete con la squadra francese di La Roche-Posay Racing Team timonando insieme a Quentin Delapierre, per spiegare la natura frenetica “da videogioco” delle partenze a bordo dei velocissimi monoscafi AC40, ha sostenuto: «Quando scatta il segnale del via devi essere preciso ed essere a 2 centimetri dalla linea di partenza. Devi eseguire ogni manovra esattamente al momento giusto, con la coreografia giusta. Tutto è connesso. C’è pochissimo tempo per prendere decisioni e devi essere estremamente preciso nel modo in cui manovri».

Un mix di tecnologia informatica e istinto marino insomma, per i nuovi gamer del mare veloce. Oggi, infatti, timonieri e trimmer tengono tra le mani volantini e joystick compatti, il dinamismo dell’elemento mare/vento si fonde allora con l’approccio mentale e fisico tipico del mondo digitale dei videogiochi competitivi o delle competizioni automobilistiche di F1.

I gamer della vela foiling: joystick e istinto a 40 nodi

La vela è uno sport di equilibri dinamici, proprio come tutti gli equilibri in natura e proprio come l’acqua, elemento dinamico e vitale del nostro bel Pianeta blu. Ma ora, in questi scafi, e assai più a bordo dei prossimi e più grandi AC75, la complessità per i piloti ha sfide ulteriori e inedite per i sistemi estremamente articolati di pilotaggio e più ore di pratica si fanno in mare o al simulatore, più la memoria muscolare si allena e la manualità di manovre ad altissime velocità avvicina la vittoria con la naturalezza di chi gioca alla PlayStation.

E forse è il caso di dire che gli italiani con l’America’s Cup hanno trovato l’America un’altra volta. L’occasione di vedere il futuro come un’opportunità e non più come un dedalo infernale. Perché se finalmente si può uscire da anni di disastri che sono stati sotto i nostri occhi a Bagnoli, allora vuol dire che tutto (o quasi) si può fare. La vela non è allora più solo uno sport per noi e per il nostro Paese ma è la forza che ci spinge verso un’innovazione tecnologica e soprattutto mentale. Luna Rossa in mare e luna piena a terra a illuminare la strada nel buio della notte da cui finalmente stiamo forse uscendo.

 

Adamo De Palma

Foto © www.solovela.net, comune.napoli.it, wikipedia, fanpage.it.

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