Democrazie digitali: AI, deepfake e autonomia europea

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A Roma il confronto di Angi con il Parlamento europeo su innovazione responsabile, investimenti, sicurezza informatica e tutela dei cittadini online

Rafforzare il ruolo dell’Europa nell’innovazione, investire nelle nuove tecnologie e garantire che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale proceda insieme alla tutela dei diritti e della democrazia. Sono questi i temi al centro dell’incontro “Il valore delle democrazie nell’era digitale: deep fake, AI generativa e nuove strategie dell’autocrazia”, svoltosi il 29 ottobre presso la Sala Europa di Roma.

Un confronto tra istituzioni, imprese e ricerca

L’iniziativa, promossa dall’Associazione nazionale giovani innovatori (Angi) in collaborazione con gli Uffici del Parlamento europeo in Italia, rappresenta un nuovo momento del percorso di dialogo e valorizzazione dell’innovazione che l’associazione porta avanti con le istituzioni europee. Un confronto che ha riunito eurodeputati, rappresentanti istituzionali, mondo accademico e imprese per approfondire le opportunità dell’intelligenza artificiale e le sfide che la trasformazione digitale pone alla società.

L’iniziativa è rientrata inoltre nel programma della XVII edizione del Festival della Diplomazia, confermando l’importanza di promuovere occasioni di confronto sul futuro della trasformazione digitale e sul ruolo dell’Europa nello sviluppo di tecnologie capaci di coniugare innovazione, sicurezza e partecipazione democratica.

«L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità per rafforzare la partecipazione, migliorare l’accesso alle informazioni e sostenere la crescita delle nostre società», sottolinea Gabriele Ferrieri, presidente Angi. «Il confronto di oggi dimostra quanto sia importante costruire un dialogo concreto tra istituzioni, imprese, ricerca e nuove generazioni, valorizzando un’innovazione responsabile e capace di generare nuove opportunità per i cittadini».

Autonomia tecnologica europea

Uno dei temi centrali è stato quello dell’autonomia tecnologica europea. Nicola Zingaretti, eurodeputato, ha sottolineato come l’Europa, protagonista della rivoluzione industriale, debba recuperare terreno in quella digitale attraverso maggiori investimenti e una strategia condivisa. «Dobbiamo investire per costruire l’ecosistema digitale europeo», ha affermato, ricordando che nessun Paese può affrontare da solo questa sfida. L’obiettivo, ha precisato, non è chiudersi al mercato internazionale: «Noi non vogliamo l’autarchia, ma l’autonomia strategica».

Le regole europee contro disinformazione e deepfake

Il ruolo delle regole europee è stato approfondito da Brando Benifei, eurodeputato e tra i principali negoziatori dell’AI Act, intervenuto con un contributo registrato. Benifei ha ricordato l’importanza dell’AI Act e del Digital Services Act nel contrasto alla disinformazione e ai deepfake, sottolineando che «abbiamo bisogno di un’implementazione che funzioni». Un obiettivo che richiede non soltanto norme efficaci, ma anche formazione e collaborazione tra istituzioni, imprese, scuola e mondo dell’informazione.

Investimenti e competitività

Accanto alla regolamentazione, è emersa la necessità di sostenere economicamente l’innovazione. Pierfrancesco Maran, eurodeputato, ha evidenziato le difficoltà incontrate dalle imprese europee nell’accesso ai capitali necessari per trasformare le idee in progetti concreti. «Il problema non è togliere la potestà regolatoria, ma creare il contesto economico che consenta di investire», ha spiegato, aggiungendo che «se non creiamo le condizioni finanziarie per investimenti pubblici e privati sull’innovazione, difficilmente otterremo risultati».

Sul divario tra gli investimenti europei e quelli delle grandi potenze tecnologiche si è soffermato Francesco Torselli, eurodeputato, che ha richiamato la necessità di agire anche attraverso strumenti normativi e semplificazione. «In Europa devono esserci regole chiare sulla transizione digitale, semplificazione e anche un approccio etico», ha osservato, sottolineando l’importanza di rendere le nuove tecnologie più accessibili a imprese e cittadini e di rafforzare la competitività europea.

Cybersecurity e formazione

La sicurezza informatica e la formazione sono state al centro dell’intervento di Marco Valerio Cervellini, capo della Divisione consapevolezza dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), che ha illustrato le iniziative dell’Agenzia a sostegno dei giovani talenti, tra borse di studio, finanziamenti alle startup e tirocini. «Pensiamo alla cybersecurity solo quando c’è un attacco cibernetico, ma dimentichiamo che tutti i giorni ci sono tecnici informatici che monitorano i sistemi», ha osservato, ricordando che «la sicurezza informatica passa attraverso la sicurezza di ciascuno di noi».

La tutela dei cittadini

Sul tema della protezione dei cittadini è intervenuto anche Cristiano Leggeri, dirigente della Polizia di Stato e direttore della III Divisione del servizio Polizia postale e delle comunicazioni, che ha sottolineato la necessità di adeguare gli strumenti di sicurezza pubblica alle nuove sfide tecnologiche. «Dobbiamo avere la capacità di rimodellare ciò che abbiamo fatto finora», ha spiegato, richiamando l’importanza di sviluppare «una sicurezza generativa» capace di affrontare i rischi digitali, coniugando innovazione e tutela dei diritti.

Il punto di vista delle imprese

Il confronto ha coinvolto anche il mondo delle imprese tecnologiche, con Mattia Tarelli, Government Affairs and Public Policy Manager di Google Italia, che ha ribadito come «Google in Europa sottostà interamente alla legislazione europea». Tarelli ha inoltre ricordato il sostegno offerto alle piccole e medie imprese italiane nella digitalizzazione, sottolineando che «negli ultimi vent’anni siamo stati a supporto di tantissime piccole e medie imprese italiane che si sono affacciate al mondo del digitale», e l’importanza della collaborazione con il settore dell’editoria.

Gli altri relatori

Ai lavori hanno partecipato inoltre Fabio Bacchini, dirigente di Ricerca Istat, in distacco presso la Corte dei conti – Struttura di supporto delle Sezioni Riunite in sede di controllo; Massimiliano Pierro, direttore generale di Intent Group; Eugenio Prosperetti, avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie e docente di Informatica giuridica presso l’Università Luiss Guido Carli; Luca Di Donna, professore ordinario di Diritto privato europeo presso la Sapienza Università di Roma e Presidente del Corso di Studi in European Studies; Anna Carla Nazzaro, professoressa ordinaria di Diritto privato presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (Unint).

Giuseppe Corasaniti, professore ordinario di informatica giuridica presso Universitas Mercatorum e docente presso l’Università Luiss Guido Carli; Mirko Lapi, presidente di Osintitalia Aps, ceo di Proteggimi Srl ed esperto di Intelligence e Open Source Intelligence (Osint); Gaia Greco, ricercatrice presso l’Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni (Icar) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr); Corrado Giustozzi, esperto di cybersecurity, Founding Partner & Chief Strategist di Rexilience e membro del Consiglio direttivo di Clusit; Gianluca Duretto, professore presso l’Università Unint di Roma; e Roberto Baldassari, direttore del Comitato scientifico Angi e direttore LAB21.

Un paper per il dibattito europeo

Proprio Roberto Baldassari, insieme all’Ufficio di presidenza Angi, curerà l’elaborazione di un paper che raccoglierà le principali riflessioni e proposte emerse durante il confronto. Il documento sarà condiviso con i rappresentanti del Parlamento europeo come contributo al dibattito sulle democrazie digitali, sull’intelligenza artificiale e sulle nuove strategie dell’autocrazia, dando continuità al lavoro avviato durante l’iniziativa.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, e a Fabrizio Spada, responsabile delle relazioni istituzionali presso gli Uffici del Parlamento europeo in Italia, per la disponibilità e l’ospitalità nella Sala Europa, che ha accolto questo momento di dialogo tra istituzioni, esperti e protagonisti dell’innovazione.

 

Matteo Vinci

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