Macedonia, Unhcr chiede che l’Unione europea agisca

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L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha espresso oggi preoccupazione per la situazione sempre più precaria al confine con la Grecia

23 agosto 2015 | di | Attualità - Europa - Mondo

L’Alto Commissario ONU per i Rifugiati (UNHCR), il portoghese António Guterres, ha lanciato l’allarme sull’uso dei lacrimogeni e della forza da parte dell’esercito e della polizia di Skopje, che ha decretato lo stato di emergenza e chiuso la frontiera a Gevgelija, paesino dell’ex repubblica yugoslava di Macedonia (vedi precedente post) che per i profughi provenienti dalla Siria e dalle altre zone di guerra rappresenta la stazione di partenza di quei treni che, attraverso la Serbia, li può portare verso l’Ungheria e quindi l’Unione europea.

Da giorni migliaia di migranti, tra cui donne e bambini, sono bloccati nella terra di nessuno tra Grecia e Macedonia, in mezzo all’immondizia, polvere e al filo spinato, sotto il sole cocente del giorno e al freddo della notte, senza acqua né cibo. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ne ha parlato con Nikola Poposki, ministro degli Affari esteri della Macedonia, ricevendo rassicurazioni sul fatto che, in futuro, i confini non saranno chiusi.

unhcr2Guterres ha espresso particolare preoccupazione per le migliaia di rifugiati e migranti vulnerabili, donne e bambini in particolare, che si trovano ammassati nella parte greca del confine in condizioni che continuano a peggiorare. L’Agenzia Onu, conscia delle pressioni affrontate in questo momento dalla Macedonia e delle legittime preoccupazioni sulla sicurezza, ha fatto appello al governo per mettere in atto meccanismi che consentano di garantire una gestione ordinata delle frontiere senza trascurare le esigenze di protezione.

In particolare, l’Agenzia ha detto di aver incoraggiato l’esecutivo a lavorare con l’UNHCR per realizzare adeguate capacità di accoglienza nel Paese, così come una procedura organizzata per la registrazione e l’identificazione. «L’UNHCR sta anche facendo appello alle autorità greche per rafforzare le modalità di registrazione e di accoglienza per le persone bisognose di protezione internazionale, per fornire assistenza urgente alle persone bloccate nella parte greca e per aiutarle a trasferirsi verso strutture di accoglienza lontane dal confine», sottolinea in un comunicato stampa l’Alto Commissario.

unhcr3L’UNHCR dichiara di essere pronta a fornire assistenza a entrambi i governi per affrontare tali gravosi impegni, reiterando i precedenti appelli all’Unione europea affinchè «intensifichi il sostegno ai Paesi interessati e coinvolti nel flusso dei rifugiati nell’Europa sud-orientale, anche attraverso una robusta attuazione dell’Agenda Ue sulla migrazione e l’aumento delle alternative legali per l’ingresso in Europa», come riporta la nota. L’UNHCR ha, infine, invitato l’Europa ad agire insieme per rispondere a questa crisi crescente e aiutare i Paesi maggiormente interessati, come Grecia, Macedonia e Serbia.

La Commissione Ue dal canto suo sta aspettando di stabilire esattamente i fatti, facendo presente di avere già assegnato 90mila euro di aiuti alla Macedonia e di avere pronto un programma per la gestione dei migranti, in collaborazione con la Turchia e gli altri Paesi dei Balcani occidentali, da realizzare a settembre. Da Bruxelles si sottolinea di stare «seguendo da vicino gli sviluppi» della situazione, per esser «pronti ad aiutare con ulteriore assistenza».

 

Margit Szucs

Foto © UNHCR

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