Nel sempre mutabile panorama dell’intelligence e della sicurezza nazionale, l’emergere delle tecnologie della quarta rivoluzione industriale ha aperto le porte a una nuova era di possibilità e sfide
Il 13 aprile si è svolta in modalità telematica “Intelligence e infosfera: strategie per la sicurezza nazionale in un Mondo governato dall’intelligenza artificiale”. La conferenza si è occupata proprio di analizzare queste nuove tematiche che i più recenti sviluppi tecnologici hanno messo in evidenza.
La lezione si è svolta all’ interno della tredicesima edizione del Master in Intelligence organizzato dall’Università della Calabria in collaborazione con la Società italiana di Intelligence (Socint). Attraverso l’esposizione di Fabio Vanorio, professore, autore, esperto di geopolitica dell’infosfera, sicurezza e metaverso ed esperto di Ia, gli studenti hanno avuto un’opportunità unica per confrontarsi con un professionista del settore, che attraverso la sua esperienza ha potuto dare una testimonianza d’eccezione sull’evoluzione del lavoro d’intelligence nel Mondo moderno.
Numerosi i temi trattati: dai big data all’intelligenza artificiale, dalle tecnologie ubique al controspionaggio, l’evento è poi terminato con una piccola esercitazione volta a dimostrare l’efficacia dell’intelligenza artificiale nei contesti di intelligence.
La domanda di ricerca sulla quale il dottor Vanorio ha centrato la lezione è stata “in che modo l’Infosfera, ossia l’insieme delle tecnologie immersive della quarta rivoluzione industriale, ha un impatto sull’Intelligence e sulla tutela della sicurezza nazionale?”.
Tutti gli argomenti trattati analizzano un aspetto specifico per poter alla fine dare un quadro complessivo che possa aiutare i partecipanti a rispondere a questa domanda.
Il primo tema cruciale è quello dell’analisi del rapporto tra big data e intelligence. Dopo aver dato una definizione di intelligence e aver definito a grandi linee il suo funzionamento, Vanorio ha sottolineato che «la sorveglianza elettronica non solo in termini di telecamere ma soprattutto di sistemi aerei senza pilota, sensori remoti, aerei da ricognizione avanzati, ha potenziato la fase della raccolta informativa al punto che gli analisti oggi hanno spesso più dati di quanti ne possano elaborare». Questo tipo di analisi è quindi affidata a piattaforme provviste di modelli linguistici di grandi dimensioni programmate appositamente per svolgere un ben definito Intelligence Cycle, ovvero una sequenza di azioni di raccoglimento, analisi ed elaborazione di dati sulle quali si baserà il lavoro dell’analista.
I vantaggi di un ciclo intelligence potenziato dall’intelligenza artificiale sono riassumibili in: ottimizzazione di tempo e risorse dell’aggregazione dei dati, capacità di supporto del ragionamento, in particolare relativo all’analisi di immagini e notizie false e all’origine di queste e ottimizzazione della reportistica automatica che fornisce resoconti nelle analisi di intelligence.
Una definizione per questa nuova tecnologia
Dopo aver mostrato come le piattaforme di intelligenza artificiale generativa abbiano un ruolo cruciale nell’aiutare il mondo dell’Intelligence moderna, è stato necessario dare una definizione per questa nuova tecnologia. Questo ha permesso di citare il nuovo
regolamento dell’Unione europea sul tema, l’AI act, che la definisce come un “sistema basato su macchine, progettato per operare con vari livelli di autonomia, che può mostrare capacità di adattamento dopo l’implementazione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce, dagli input ricevuti, come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali”. L’utilizzo di questa piattaforma sta creando le premesse per quella che da alcuni studiosi è già stata definita quarta rivoluzione industriale, che sta sottolineando l’importanza delle «tecniche di intelligence aumentate con l’Ia sono fondamentali nella raccolta di informazioni, in particolare, nel Sigint, di impronte dello spettro elettromagnetico e di comunicazioni da tracciare e cifrare.
La rimozione degli umani dal ciclo è utile a gestire, in maniera puramente tecnica, l’intera scala e la complessità dell’operazione», come sottolineato dallo stesso Vanorio. Questo determina una tendenza alla creazione di una rete di dispositivi interagenti tra loro che operano come uno sciame, caratteristica che sarebbe impossibile da replicare da un personale umano.
Libertà d’espressione e abusi
Infine, un altro tema cruciale affrontato nel corso della conferenza è stato quello della cosiddetta guerra cognitiva, che, come sottolinea il professore rappresenta «la manipolazione per eccellenza non solo dei dati, ma anche delle menti, dei sistemi delle organizzazioni e la presenza di algoritmi non riguarda solo i processi socio-economici ma la comunicazione interpersonale che nell’epoca attuale trova la sua espressione e i suoi spazi su internet». Questa “guerra d’informazione” è caratterizzata dalla difficile necessità di bilanciare la libertà d’espressione sul World Wide Web con il bisogno di regolarne gli abusi e determina un bisogno di introdurre norme più stringenti per regolamentare la presenza online.
Vanorio aggiunge che «i media online hanno acquisito il potere di trasferire il processo di disinformazione dal mondo virtuale al reale. La manipolazione e la disinformazione oggi condizionano ogni partecipazione alla vita pubblica. […] Il warfare
cognitivo integra capacità cibernetiche, informative, psicologiche e di ingegneria sociale per raggiungere gli scopi. Sfrutta Internet e i social media per seminare il dubbio, introdurre narrazioni contrastanti, polarizzare l’opinione, radicalizzare i gruppi, e motivarli a realizzare atti che possono interrompere o frammentare la società. È possibile quindi affermare che per questo modello di battaglia cognitiva l’obiettivo sia cambiare ciò che la gente pensa, come pensa e come agisce. Il warfare cognitivo modella e influenza le credenze e i comportamenti individuali e di gruppo per favorire gli obiettivi tattici o strategici di un aggressore, fratturando e frammentando l’intera società, in modo che non abbia più la volontà collettiva di resistere alle intenzioni di un avversario».
ChatGPT
Nel corso della Conferenza sono stati trattati anche altri approfondimenti sui temi dell’operatività, della segretezza e del controspionaggio all’interno del contesto dell’infosfera. Uno spazio finale è stato poi dedicato a una esercitazione pratica che attraverso l’utilizzo della piattaforma ChatGPT ha mostrato anche le modalità di prompt engineering necessarie per “addestrare” l’intelligenza artificiale e ottimizzare il suo utilizzo nelle attività di Intelligence.
In conclusione, la conferenza “Intelligence e Infosfera: strategie per la sicurezza nazionale in un mondo governato dall’intelligenza artificiale” ha sottolineato gli intricati legami tra l’evoluzione tecnologica e il campo dell’intelligence. Attraverso l’analisi di Fabio Vanorio e l’esposizione di temi cruciali come l’utilizzo dei big data, l’intelligenza artificiale generativa e la guerra cognitiva, è emerso un quadro complesso ma ricco di opportunità e sfide.
Evoluzione del panorama digitale
È chiaro che l’emergere di tecnologie avanzate offre vantaggi significativi nel processo di raccolta, analisi ed elaborazione delle informazioni, consentendo un uso più efficiente delle risorse e una maggiore capacità di adattamento alle sfide mutevoli del panorama globale. Tuttavia, insieme a tali vantaggi sorgono anche questioni cruciali legate alla protezione dei dati, alla sicurezza informatica e alla manipolazione delle informazioni, che richiedono un’attenzione costante e una risposta strategica da parte delle autorità competenti. Inoltre, la discussione sulla guerra cognitiva sottolinea l’importanza di trovare un equilibrio tra la libertà di espressione online e la necessità di contrastare l’abuso e la manipolazione delle informazioni a fini malevoli. È evidente che l’evoluzione del panorama digitale ha reso cruciale la capacità di comprendere e gestire le dinamiche complesse della comunicazione online per garantire la sicurezza e la stabilità nazionale.
In definitiva, la conferenza ha offerto uno sguardo approfondito sulle sfide e le opportunità che emergono dall’intersezione tra tecnologia, intelligence e sicurezza nazionale, sottolineando l’importanza di un approccio collaborativo e innovativo per affrontare con successo le sfide del mondo moderno.
Giovanni Bartolozzi













