Multa Apple, una fetta della “Mela” per altri membri Ue?

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Spagna e Austria vogliono una quota in base ai profitti generati dal colosso di Cupertino. Dijsselbloem: «Apple si prepari a pagare». Italia potrebbe chiedere integrazione

13 settembre 2016 | di | Attualità - Economia - Europa
Apple

Se l’Irlanda si mostra restia a incassare i 13,5 miliardi di euro dalla multa inflitta dall’Unione Europea alla Apple, per aver beneficiato di un’imposta sugli utili pari allo 0,005% considerata da Bruxelles aiuto di Stato, ci sono altri membri Ue che invece avanzano richieste per una quota della maxisanzione. Il caso Apple-Dublino ha tenuto banco durante la due-giorni dell’Ecofin tenutasi a Bratislava, dove il ministro delle Finanze olandese e presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem non è parso intenzionato a far sconti alla creatura di Steve Jobs nè a venire incontro ai ricorsi presentati dal governo irlandese: «Apple si prepari a pagare ciò che le spetta in base le norme fiscali europee: i tempi stanno cambiando e le multinazionali devono versare le loro tasse in maniera giusta».

Parlamento europeoLa novità che emerge da Bratislava è però che parte della multa potrebbe essere richiesta e suddivisa tra gli Stati dove sono stati generati i ricavi di Apple, tra questi Spagna e Austria, che hanno annunciato l’avvio delle indagini su eventuali mancanze da parte del colosso di Cupertino verso i loro erari. «Stiamo sostenendo enormi sforzi per ridurre il nostro debito pubblico – ha affermato il ministro dell’Economia spagnolo Luis de Guindos, – è perciò essenziale che questo rimborso non vada perduto». Al rappresentante di Madrid ha fatto eco il suo collega austriaco Hans Joerg Schelling: «State certi che se ci sono le possibilità, noi presenteremo una richiesta di rimborso». Più attendista il ministro tedesco Wolfgang Schäuble: Berlino si muoverà conseguentemente alla decisione della Commissione Europea sulla questione, attesa per il prossimo mese. La Francia invece non presenterà alcuna richiesta.

E l’Italia? Il nostro Paese, si ricorderà, ha già concluso a fine 2015 una sanatoria con Apple, ottenendo un saldo da 318 milioni di euro a chiusura di un contenzioso fiscale: tuttavia, anche Roma potrebbe accodarsi ai partner europei e richiedere un ulteriore rimborso per il periodo non compreso nel precedente accordo bonario.

Alessandro Ronga
Foto © European Community, Wikicommons / Dwidwer

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