Frammenti di contemporaneità negli scatti del grande fotografo giapponese
Vi è un qualcosa di profondamente sensuale nell’approccio all’immagine di Daido Moriyama, fotografo giapponese la cui arte appare refrattaria ad ogni confine e limitazione. Un percorso creativo lontano da qualsivoglia elemento precostituito, in grado di documentare l’evoluzione della società giapponese, costantemente in bilico fra tradizione e urgenze innovative, gettando nel contempo uno sguardo sul mondo nella sua interezza.
Addentrarsi nelle metropoli contemporanee significa per lui approcciare organismi viventi, cercare i propri desideri all’interno delle aspirazioni della popolazione che le abita, strappare brandelli di vita all’incessante fluire dell’universo. La sua esistenza erratica lo spinge a costruirsi un’identità fatta di frammenti, raccolti nel corso di una febbrile attività. Per questo la fotografia sfugge il mero ambito documentale per farsi memoria, nel senso proustiano del termine.
A questo infaticabile viaggiatore e cantore della realtà contemporanea il CIAC di Foligno dedica una mostra, aperta fino al 25 gennaio prossimo. I suoi scatti in bianco e nero sono pregni di una formidabile carica erotica. Il colore gli appare volgare, non per una posa intellettualista, ma per una aderenza sincera alla realtà monocromatica.
Moriyama pare spinto da un’urgenza inarrestabile. Cammina in fretta, ritraendo tutto quello che gli appare degno di nota, sottraendo immagini ad un mondo in rapida disgregazione. La realtà non gli appare mai monotona. La fotografia conserva ai suoi occhi un sentore di ambiguità, dato dalla singolare alchimia fra il lavoro dell’artista e l’occhio di chi guarda.
Un desiderio incessante è il motore della sua ricerca. Gli scatti in mostra testimoniano di una passione che non diventa mai routine. Classe 1938, pur avendo collaborato con numerose e prestigiose riviste, Moriyama non ha mai tradito il suo spirito libero e anarchico. Non a caso l’immagine del cane randagio è divenuta una sorta di marchio di fabbrica, quasi un simbolo dello stesso autore.
Alla creazione della sua poetica contribuisce la lettura di On the road di Kerouac, manifesto della Beat Generation. Da questo momento, siamo all’incirca nel 1968, il vagabondaggio diviene cifra peculiare della sua arte. Seguiranno periodi di sperimentazione profonda, nei quali l’immagine si colloca ai limite del riconoscibile, momenti di crisi e di temporanea sospensione dell’attività, periodi di riflessione durante i quali l’artista cerca rifugio nelle atmosfere senza tempo della campagna giapponese.
Di questa complessa sensibilità la mostra offre uno spaccato ampio e interessante. In un mondo nel quale la parola sta perdendo di senso, a causa del proliferare eccessivo della comunicazione, l’immagine rivendica con prepotenza il proprio ruolo. In questo consiste la modernità di Moriyama, il valore di un’opera che non cessa di stupire per la sua spiccata originalità.
Riccardo Cenci
Daido Moriyama
Visioni del mondo
A cura di Filippo Maggia e Italo Tomassoni
22 novembre 2014 – 25 gennaio 2015
Ufficio stampa: Lucia Crespi
Catalogo: Skira
www.centroitalianoartecontemporanea.com
Foto:
in alto On the Bed I, Tokyo, 1969
al centro Hippie Crime, 1969
in basso Tokyo, 1978
courtesy l’artista













