Il museo del tappeto. L’Azerbaigian e l’Italia

In attesa delle prossime iniziative presso l’ambasciata di Roma, vi illustriamo un originale centro culturale

Il 2020, anno della cultura dell’Azerbaigian in Italia, ha avuto la sua inaugurazione ufficiale il 20 febbraio, in occasione della visita di Stato del presidente Ilham Aliyev. Una data importante cui è seguito il Business Forum Italia – Azerbaigian, il giorno successivo, presso la Farnesina, con l’obiettivo di consolidare gli ottimi rapporti anche in ambito economico e commerciale tra i due Paesi, alla presenza del presidente stesso, del ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio e del sottosegretario agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano. Al Forum, cui ha avuto luogo la firma di nove accordi, di natura economico-commerciale, hanno partecipato circa centosettanta imprese italiane e per lo Stato azero circa novanta rappresentanti, tra enti, associazioni e imprese, tra i settori agro-industriali, infrastrutture, energia, tessile, e altro.

Uno Stato confinante a est con il mar Caspio, a nord con la Russia, a ovest con la Georgia e l’Armenia e a sud con l’Iran. Una posizione geografica che, anche se non direttamente europea, vede l’Azerbaigian membro appartenente del Consiglio d’Europa, nonché dell’Unione europea di radiodiffusione (EUR) e considerato europeo anche per motivi storici e culturali. La sua capitale, Baku, affacciata sul mare, centro dei commerci, conserva numerose attrattive culturali, tra le quali il museo del tappeto. Come ben noto, il tappeto costituisce parte integrante della cultura del Medio Oriente e lo stesso Azerbaigian conserva importanti laboratori di tessitura, la cui manifattura è tra le più antiche al mondo, all’interno dei quali vengono realizzati anche molti tipici abiti tradizionali.

Un museo nato nel 1967, la cui odierna sede è stata inaugurata nel 2014, nella zona costiera, ad opera di un’azienda della provincia di Bolzano e progettata dall’architetto austriaco Franz Janz. Dalla foto, l’edificio avveniristico si distingue anche per le dimensioni e la bizzarra forma di tappeto arrotolato. Al suo interno, in tre piani espositivi, sono conservati importanti collezioni, risalenti al XVII secolo, nonché esemplari di uso quotidiano o per particolari occasioni come matrimoni. Un’esposizione di oltre diecimila pezzi, cui non potevano mancare reperti archeologici e artigianato popolare autoctono. Un’arte di cui il Paese ne va fiero, con riconoscimento ulteriore grazie anche all’inclusione, avvenuta nel 2010, nella lista dei patrimoni culturali immateriali dell’Umanità, da parte dell’Unesco.

A causa dell’emergenza per il coronavirus, anche questo museo è chiuso, e come spesso avviene in questo periodo, è visitabile online, all’interno della pagina Facebook dell’Ambasciata Azerbaigian Roma, come nella pagina Instagram. All’interno oltre gli aggiornamenti sulle attività, in questo particolare momento è stata inserita una rubrica dedicata ai musei azeri, visitabili virtualmente. Con un particolare ringraziamento all’ambasciatore in Italia Mammad Ahmadzada, per l’attenzione riservata al Belpaese, rimaniamo in attesa di sviluppi futuri, in attesa di tutte le attività, vista la complessa situazione a livello globale a causa di questa pandemia.

 

Alessandra Broglia

Foto © Museo del tappeto Azerbaigian

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