Il Vietnam si staglia all’orizzonte tra i Paesi del Sud-Est asiatico

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GIOVANE VIETNAMITA CON MASCHERINA

Primo partner commerciale italiano nell’area, registra un segno positivo nella crescita economica. E non solo

Il Vietnam, che oggi emerge tra i Paesi del Sud-Est asiatico, ha da pochi giorni concluso il turno alla presidenza della organizzazione politica, economica e culturale denominata ASEAN (Association of South-East Asian Nations), dove occupa il quarto posto per Pil, è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2020-2021.

Il Paese asiatico è tra i pochi al mondo a registrare una crescita che, sebbene in leggero calo, non intende arrestarsi e si avvicina per il 2020 al + 3%.

Le iniziative del Vietnam per lo sviluppo economico

Accordo economico UELa crescita economica si associa alla promozione di azioni concrete per un ulteriore sviluppo della filiera produttiva. L’Accordo di libero scambio Ue – Vietnam (EVFTA),in vigore dal 1° agosto 2020, gli regala inoltre la soppressione quasi totale (99%), nell’arco temporale di 10 anni, dei dazi doganali tra le parti contraenti anche sui principali prodotti europei di esportazione verso il Vietnam.

Macchinari, automobili e prodotti chimici lo raggiungono perlopiù per via marittima, approdando in uno dei suoi 320 porti.

L’accordo con l’Europa garantirà peraltro, una volta ratificata la sua entrata in vigore a firma dei 27 Stati membri dell’Unione europea dell’accordo denominato EVIPA (Accordo di protezione degli investimenti Ue-Vietnam), una migliore protezione degli investimenti per gli investitori grazie a sconti fiscali, concessioni terriere e benefici di varia natura.

Italia in vetta nella cooperazione internazionale

Tra i Paesi europei l’Italia occupa una posizione di rilievo: il 9 settembre 2020, infatti, è stata approvata – in occasione della 53° riunione del ministri degli Esteri degli Stati membri dell’ASEAN – la sua candidatura come Partner per lo sviluppo dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico.

Roma e la FarnesinaL’annuncio, dato dalla Farnesina tramite un comunicato, sottolinea l’importanza del risultato, esito di un lungo lavoro negoziale rallentato solo dalla pandemia.

Il sostegno dell’Italia all’ASEAN – che rappresenta un esempio positivo di multilateralismo basato sul rispetto del diritto internazionale – è volto alla garanzia della stabilità, sicurezza e prosperità nella regione. Nel ruolo di partner per lo sviluppo, essa offrirà un significativo contributo in termini di esperienza e competenza in molteplici settori, tra cui la connettività, la lotta ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile, la gestione dei disastri naturali e la protezione del patrimonio culturale. Il suo apporto riguarderà inoltre la limitazione del diffusione della pandemia nella regione.

Le parole dell’ambasciatore italiano in Vietnam

L’ambasciatore italiano in Vietnam Antonio Alessandro, ha recentemente affermato in una intervista, relativamente all’esistenza di eventuali ulteriori margini di crescita che  «appaiono particolarmente interessanti […] logistica, infrastrutture, energia, architettura e design, “food processing”, farmaceutica e cosmetica, aero-spazio, industrie creative». L’ambasciatore ha aggiunto poi che «occorre puntare sui settori avanzati, dove vi è un elevato valore aggiunto creativo o tecnologico, perché il Vietnam vuole superare l’immagine di piattaforma manifatturiera a basso costo per affermarsi come protagonista della globalizzazione».

Accordi commerciali globali

Dopo l’ingresso del Vietnam nel World Trade Organization (WTO – organizzazione mondiale del commercio), avvenuto nel 2007, lo Stato ha ampliato la propria integrazione a livello internazionale, concludendo ad esempio il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP), entrato in vigore il 14 gennaio 2019.

VietnamMolteplici sono le intese commerciali che consentono al Vietnam di sfruttare tariffe ridotte per attirare le aziende esportatrici a produrre sul suo territorio ed esportare verso partner anche al di fuori dell’area ASEAN, quali tra gli altri il Canada, l’Australia, il Messico e il Brunei.

Oltre l’economia

Tali accordi commerciali non rivestono tuttavia grande importanza solo sul piano prettamente economico: essi garantiscono infatti anche il progressivo allineamento degli standard nazionali con le migliori pratiche internazionali sia in materia di diritti dei lavoratori che di protezione ambientale, come stabilito dagli obiettivi strategici dell’International Labor Organization – ILO.

L’Agenzia delle Nazioni Unite è specializzata sui temi del lavoro (principi e diritti fondamentali, aumento opportunità di occupazione e reddito adeguato sia per gli uomini che per le donne) e della politica sociale (estensione dei benefici e dell’efficacia della protezione sociale per tutti, rafforzamento del tripartitismo e del dialogo sociale).

Economia e salute camminano fianco a fianco

VIETNAM

Se oggi, a livello globale, i casi confermati di Covid-19 risultano essere 85.509.194, e i decessi dichiarati all’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS dalle autorità nazionali sono 1.868.622, i numeri della pandemia in Vietnam – Paese con oltre 97 milioni di abitanti – potrebbero sembrare un errore di battitura: 1505 casi confermati, 35 morti.

Il contact tracing ha funzionato

A questi numeri strabilianti si aggiunge un unico dato negativo, un nuovo caso. Una persona di cui certamente il governo traccerà ogni spostamento e contatto sino a svelare l’origine del contagio, isolare le persone con positività sospetta e fare loro, quand’anche fossero migliaia, un tampone.

Trovare la fonte della trasmissione è, al di là delle distanze di sicurezza portate a due metri, della disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) per i cittadini, della misurazione della temperatura, del lavaggio delle mani e dell’utilizzo di soluzioni disinfettanti, l’obiettivo principale da raggiungere. Ci si arriva con metodo, rigore, iniziative coordinate e tempestive.

Disposizioni efficaci

Contact tracing

Il Vietnam ha messo in atto misure di contenimento del virus non appena questo ha dato i segni di sé in Cina, ancor prima che il vocabolo pandemia fosse il più cliccato su Internet del 2020.

Lo ha fatto con l’immediata diffusioneunivoca e chiaradei protocolli da adottare trasmessi agli operatori sanitari, della campagna informativa veicolata a tutta la popolazione realizzata con tecniche di comunicazione aumentativa e alternativa. Ha inoltre inviato ai cittadini messaggi, prodotto cartellonistica, video e tutorial, e infine promosso l’utilizzo dei social media.

Ad essi ha aggiunto, in anticipo – come la parola e quindi il concetto di prevenzione dovrebbe suggerire – controlli obbligatori ai confini nazionali, chiusi all’occorrenza, e test di massa ovunque sul territorio.

È così che – in quel Vietnam che ha saputo crescere del 3% nell’anno di maggiore crisi del nuovo millennio e che si impegna ad arrivare nel 2021 a un + 6,5% – si cerca di evitare la chiusura prolungata e a singhiozzo dei negozi e delle scuole, l’allontanamento sociale, relazionale e umano che porta con sé un altro temibile nemico pubblico: il blocco dell’economia. Aspettando il quarto vaccino home made.

 

Chiara Francesca Caraffa

Foto © Thu Nguyen, Christopher Czermak, Peter Nguyen, Thijs Degenkamp, Mika Baumeister

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