La variante Delta preoccupa con la sua elevata contagiosità anche tra i vaccinati con una sola dose. Possibile, infatti, il cambiamento della validità del Green pass
Vacanze più brevi quest’anno per gli italiani rispetto al 2019. Ovviamente il 2020, che resterà bollato come l’anno della pandemia, non è da prendersi in considerazione per le stime del turismo in Italia. Sono 15 milioni i connazionali pronti a partire, 10 milioni, invece, sono ancora indecisi. Le incertezze si devono soprattutto al Covid–19 e alle relative varianti che fanno slittare dal 38 al 29% la quota dei perplessi.
Secondo la rilevazione di giugno dell’indice del viaggiatore di Confturismo – Confcommercio, si riduce la lunghezza della vacanza principale. Infatti, la percentuale di coloro che staranno via per non più di una settimana passa dal 51% al 60% degli intervistati. Si riducono, anche, da 17 al 12% quelli che faranno vacanze di 11–14 giorni.
Sulla spesa media si può parlare di stabilità, in quanto, si aggira intorno ai 1.015 euro a persona comprensivi di trasporto, alloggio e pasti. Cresce però dal 16 al 25% tra maggio e giugno la quota di coloro che dichiarano che spenderanno più di 1.200 euro a testa.
La campagna vaccinale ha dato un ottima scossa al turismo in Italia
Ad aiutare i turisti nell’organizzazione dei viaggi è proprio il green pass europeo in vigore dal 1°luglio. Conseguenza immediata della campagna vaccinale portata avanti dalle Nazioni di tutto il Mondo. Nel Belpaese il Lazio è la prima Regione per numero di vaccinati tra gli over 60, la categoria più a rischio.
Mare, montagna e città d’arte attendono, anche, i turisti stranieri. Ma la quarantena obbligatoria all’ingresso del Paese ostacola comunque la venuta, soprattutto per l’arrivo di 2,1 milioni di persone dal Regno Unito. Oltre le mete dei viaggi, gli stranieri prestano particolare attenzione anche all’alimentazione, e infatti, le campagne italiane sono molto richieste. La cura del cibo potrebbe essere un ottimo vantaggio per tutti gli esercizi più colpiti dalla pandemia come negozi alimentari, bancarelle, pizzerie e ristoranti. Proprio il settore enogastronomico è, da sempre, uno dei punti forza del turismo in Italia che può contare sul maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciuti. Si parla di 526 vini Dop/Igp e 5.266 prodotti alimentari tradizionali custoditi lungo tutta la Penisola da generazioni dagli agricoltori.
«Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura e una tradizione che è rimasta nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio. La necessità di valorizzare questo patrimonio anche per aumentare la spinta propulsiva del Made in Italy sui mercati esteri», afferma il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.
Mare, un amore che non tramonta mai
Sale ulteriormente, seppur solo di 2 punti percentuali, dal 62 al 64%, la quota di coloro che scelgono il mare e le coste italiane come meta per l’estate 2021.
Mentre restano sostanzialmente stabili le altre tipologie di destinazione, con quote ampiamente sotto il 10% per città d’arte e borghi. Stabile anche la ripartizione dei viaggi tra mete nazionali ed estere, con un 87% di preferenze per le prime. Mentre per le seconde il 13% continua a distribuirsi quasi esclusivamente su Spagna, Grecia e Francia. Quindi in pratica si parla di turismo europeo, invece, il traffico intercontinentale rinvia al 2022 la possibile ripresa.
Tirata d’orecchi per il Governo
«Giugno è stato debolissimo anche per la domanda nazionale. Europei se ne continuano a vedere pochi, americani e asiatici praticamente nessuno e settembre non decolla nelle intenzioni di vacanza», dichiara, Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio. «La ripresa del turismo in Italia» – aggiunge – «è molto più lenta e parziale del previsto. Mentre per il settore, uscito da un 2020 disastroso e reduce da un primo trimestre 2021 con riduzioni di arrivi e presenze nell’ordine del 70% rispetto all’anno prima, continuano ad arrivare con il contagocce gli aiuti stanziati da inizio pandemia. Siamo o non siamo il 13% del Pil nazionale? E allora basta perdere tempo. Si affronti la situazione con provvedimenti urgenti e immediatamente operativi».
Situazione varianti
Secondo il monitoraggio settimanale dell’Iss (Istituto superiore di sanità) in Italia la proporzione di casi di infezione da virus Sars-CoV-2 causati da varianti Delta e Kappa è in aumento. Ciò, nonostante, i nuovi casi siano in diminuzione. A preoccupare sono i numeri crescenti anche in Paesi dove la copertura vaccinale è alta. I tecnici dell’Iss, infatti, chiedono un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi e il completamento dei cicli vaccinali il più presto possibile.
Cosa serve per viaggiare in Italia?
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha dichiarato che sono 13 milioni e 700.000 i cittadini che hanno già scaricato il certificato verde. Considerato da tutti uno strumento da portare con sé, ma in realtà non sempre bisogna averlo. Infatti, al momento, il Green pass italiano serve solo per spostarsi tra Regioni in zona arancione e rossa, e per partecipare a eventi e cerimonie. Non è necessario esibirlo durante gli spostamenti tra zone bianche e gialle (da ultima ordinanza del ministero della Salute del 28 giugno tutta Italia è attualmente bianca). Ciò vuol dire che anche per viaggiare in aereo in Italia non è necessario esibirlo.
Per le isole si utilizza lo stesso metro di misura, infatti, dal 16 giugno, per entrare in Sardegna non servono tamponi, certificati di avvenuta vaccinazione e nemmeno l’obbligo di registrazione dei passeggeri sul portale “Sardegna sicura“. Per la Sicilia, dal 23 maggio è cessata l’efficacia dell’ordinanza regionale n. 36 del 7 aprile che prevedeva la registrazione sul portale regionale e il tampone a chiunque entrasse.
Diversa la questione delle autocertificazioni che vengono ancora richieste da alcune compagnie aeree al momento del check in. Ma si ricorda che in aeroporto e a bordo dei velivoli vige ancora l’obbligo di indossare la mascherina durante tutto il tempo del viaggio, pena il negato imbarco.
Green pass italiano diverso da quello europeo
In Italia, al momento, a differenza, di quanto avviene con il Green pass europeo, il certificato verde viene rilasciato anche dopo la prima dose di vaccino. Ma tutto potrebbe cambiare in base alla variante Delta che, sembra, colpisca anche chi abbia avuto una sola inoculazione.
Ginevra Larosa
Foto © Media in Canada, Foodandsoon, Confturismo, Thewam













