Inchiesta sulla storia dei primi secoli della chiesa

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Chiesa

Incontri dal 27 al 29 ottobre con studiosi di storia antica per raccogliere prove certe della protostoria del cristianesimo

Inizia a Roma, presso l’Istituto Maria Santissima Bambina a due passi da Piazza San Pietro, il Convegno Internazionale organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche, con la collaborazione di insigni relatori provenienti dall’Universitè Catholique de Lyon.

Il convegno è stato presentato in Sala stampa Vaticana da Padre Bernard Ardura, O. Praem presidente del Pontificio Consiglio di Scienze storiche e dal Prof. Gaetano Lettieri, direttore del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo, dell’Università La Sapienza di Roma.

Nel suo intervento Padre Ardura ha precisato che: «Il Pontificio Comitato di Scienze Storiche è incaricato di promuovere lo studio della storia della Chiesa, di tutta la storia, ossia di venti secoli che ci separano dalla vita terrena di Cristo e dei suoi apostoli. In questi anni le istituzioni cattoliche, ma anche tutti gli storici e specialisti delle scienze ausiliare della storia, hanno iniziato a lavorare insieme nella ricerca della verità, tenendo solo in conto le loro competenze scientifiche». Si parlerà quindi di Eusebio e della sua Storia ecclesiastica, della storia della Chiesa, dagli albori al tempo degli apostoli. Ma anche, della decadenza della Chiesa fino a una corruzione del cristianesimo con le eresie, nonché dei martiri.

Eusebio vescovo storico e teologo

Padre Ardura spiega, anche, che fu Eusebio di Cesarea (Cesarea Marittima 265 – 340) il primo a raccontare la storia dei vescovi, delle eresie, dei martiri della Chiesa del suo tempo. Inoltre, dopo essere sfuggito alla persecuzione di Diocleziano, nel 313 fu eletto vescovo di Cesarea.

Abbracciò una concezione della Trinità diffusa in Siria secondo cui il Figlio era subordinato al Padre, e simpatizzò con il predicatore alessandrino Ario. Il quale, nella sua dottrina, affermava la posizione subordinata del Figlio sino a considerarlo non co-eterno al Padre. Quando, nel 318, Ario fu scomunicato dal patriarca Alessandro, Eusebio lo accolse presso di se. La sua condotta venne condannata dal sinodo di Antiochia nel 325. In quello stesso anno, Eusebio partecipò al Concilio di Nicea convocato da Costantino I proprio per risolvere la questione ariana svolgendo un ruolo da protagonista. Eusebio pubblicò anche opere, andate purtroppo perdute, che riguardavano i Nomi dei Popoli della Bibbia, uno scritto sulla Palestina antica con la divisione in dodici tribù, una pianta di Gerusalemme e del Tempio.

L’Indagine sui primi secoli di storia della Chiesa

Padre Ardura spiega come in sostanza gli autori luterani descrivano la Storia della Chiesa come una decadenza ma che «in ogni secolo sono rimasti nuclei di cristiani fedeli alla parola di Dio. E che essi formano un ponte verso la Riforma del XVI secolo».

“L’inchiesta” tende a dimostrare che sin dai primi secoli dopo la morte e la resurrezione del Nazareno, studiando le comunicazioni, il commercio, gli aspetti geografici dell’epoca, indicano sviluppi importanti nella storia del cristianesimo. Così vi sono testimonianze di influssi letterari del cristianesimo in mondi non cristiani, ed è quindi necessario rimettere al centro l’asse della storiografia. L’indagine determinerà quali elementi possono essere considerati certi e probabili o superati da conoscenze di recente acquisite attraverso documenti.

Nascita del Cristianesimo in India diffuso da Tommaso

ChiesaRacconti della tradizione narrano dell’arrivo in India dell’apostolo Tommaso, nel 52 (d.C). Sarebbe sbarcato a Muzirys, all’epoca importante porto di destinazione di molte navi commerciali provenienti dall’Occidente. Qui cominciò a predicare dapprima alla fiorente comunità ebraica ivi esistente, e poi agli stessi abitanti dell’India, la maggioranza dei convertiti apparteneva alle caste superiori e ciò fu molto utile a Tommaso per proseguire la sua opera di evangelizzazione. Anche i primi sacerdoti provenivano da famiglie altolocate. Numerose furono le città del Kerala ove Tommaso fondò comunità cristiane. Sia gli ebrei che gli indiani convertiti furono inizialmente chiamati “cristiani di San Tommaso” oppure “Nazareni”.

L’apostolo sarebbe stato ucciso nel 72 (d.C) trafitto da una lancia sul monte Parangi Marai nei dintorni di Mailapur, di ritorno da un viaggio in Cina, ove sembra vi siano testimonianze del suo passaggio. Marco Polo nel 1293 nel suo libro, riferisce di aver veduto cristiani e musulmani visitare la tomba di Mailapur ove l’apostolo era stato inumato.

La comunità cristiana crebbe ulteriormente nel IV secolo. Notizie riportano che nel 345 giunse a Crangamore, proveniente dal vicino Oriente, un certo Thomman Hnai o Kinayi, un giudeo cristiano di fede nestoriana che fondò una vasta comunità cristiana di rito siriaco orientale. Con il passare dei secoli e con la crescita della comunità si rafforzò il legame con la Chiesa di Oriente sulla comunità di San Tommaso. E, tra il 649 ed il 660, fu istituita la provincia ecclesiastica dell’India della Chiesa d’Oriente.

Maria Maddalena partecipe della diffusione del cristianesimo

Venerata come Santa dalla Chiesa cattolica, la sua figura è descritta sia nel Nuovo Testamento che nei Vangeli apocrifi come una delle più importanti e devote discepole di Gesù. Tra le poche a poter assistere alla crocifissione Maria Maddalena divenne la prima testimone e la prima annunciatrice della avvenuta resurrezione. Nella “Legenda Aurea “ di Jacopo da Varazze si narra che dopo la resurrezione del Cristo, Lazzaro, Maria Salomè, Marta di Betania, Maria Jacobè e Maria Maddalena assieme alla serva Sara la Nera, vagarono in mare su una barca priva di remi giungendo in territorio francese denominato ora Camargue. Da qui approdarono a Saintes Maries de la Mer. Qui si separarono e Maddalena si diresse verso Saint Maximin la Sainte Baume, Lazzaro a Marsiglia, Marta a Tarascona. Mentre Maria Salomè, Maria Jacobè e Sara si sarebbero stabilite in quel luogo e avrebbero evangelizzato la regione.

L’affresco di Giotto su Maria Maddalena

Nella cappella della Basilica inferiore di Assisi un affresco di Giotto, indica che l’approdo della Maddalena è avvenuto a Marsiglia.

Nella Chiesa gotica di Saint Maximin la Sainte Baume, in Provenza, nel sud della Francia, è conservato quello che si dice il teschio della Santa. Fu Carlo II d’Angiò, detto “lo zoppo”, a effettuare “l’inventio” di tale reliquia nel 1279 convalidata poi da Bonifacio VIII nel 1295. La Chiesa è stata costruita sopra la cima più alta della montagna, dove vi sarebbe stata una grotta, dove, secondo la tradizione, viveva la Santa. Sul luogo vi è una fonte d’acqua e un convento domenicano. Il corpo della Santa sarebbe stato violato durante la Rivoluzione francese, le sue ossa disperse tranne la testa. Si racconta di miracoli ricevute nei secoli da chi impetrava la Santa. La reliquia di un piede di Maria Maddalena è oggi contenuta in una teca nella Basilica di San Giovanni de Fiorentini a Roma.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco, Wikipedia, Avvenire

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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