Crisi migranti tra Polonia e Bielorussia, qui prodest?

0
1123
Crisi migranti

L’Unione europea annuncia nuove sanzioni contro il regime di Lukashenko

Da lunedì, i tentativi di centinaia di migranti, principalmente del Medio Oriente, di attraversare la Polonia dalla Bielorussia hanno suscitato una grave crisi.
Varsavia ha schierato 15.000 soldati nella zona, oltre alla polizia e alle guardie di confine.

Per settimane gli europei hanno indicato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko come responsabile della crisi migratoria. Avrebbe rilasciato visti ai migranti e noleggiato voli, in particolare dalla Turchia, in risposta alle sanzioni imposte dall’Unione europea lo scorso anno per la dura repressione delle manifestazioni organizzate  dopo la sua “rielezione”, ritenuta fraudolenta. Da agosto, la Polonia ha registrato un totale di più di 32.000 tentativi di entrare illegalmente nel suo territorio, di cui 17.300 in ottobre.

Riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

La crisi in Europa centrale sta causando crescente preoccupazione nella comunità internazionale. È stata oggetto di una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite giovedì 10 novembre. In una dichiarazione congiunta rilasciata dopo l’incontro, Estonia, Francia, Irlanda, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti hanno dichiarato che l’obiettivo della Bielorussia era anche quello di “destabilizzare i Paesi vicini” e “distogliere l’attenzione dalle proprie crescenti violazioni dei diritti umani“. “Questa tattica è inaccettabile e richiede una forte risposta internazionale e una cooperazione per chiedere conto alla Bielorussia”, hanno spiegato i firmatari, senza menzionare alcuna misura concreta.

In precedenza, durante una conversazione telefonica con la cancelliera tedesca Angela Merkel, la seconda in due giorni, il presidente russo Vladimir Putin, secondo un comunicato del Cremlino, aveva sostenuto che la risoluzione di questa “grave crisi migratoria” richiederebbe il “ristabilimento dei contatti tra i Paesi dell’Ue e la Bielorussia“.

Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è detta “molto preoccupata” per la situazione sanitaria dei migranti che cercano di entrare nell’Unione europea dai confini bielorussi.

L’Unione europea annuncia nuove sanzioni all’inizio della prossima settimana

“L’Unione europea estenderà e rafforzerà le sue sanzioni contro il regime di Lukashenko” ha dichiarato Heiko Maas, ministro degli Esteri tedesco. Una decisione in questo senso sarà presa lunedì 15 novembre in una riunione dei ministri degli Affari esteri dei 27 Stati membri dell’Unione europea a Bruxelles. Oltre a estendere le sanzioni contro personalità vicine al presidente bielorusso, il ministro tedesco ha affermato di essere a favore di misure contro “settori economici importanti come l’industria del potassio”. La Bielorussia è il secondo esportatore mondiale di potassio, un ingrediente nella fabbricazione di fertilizzanti. Suggerite anche sanzioni per le compagnie aeree, in particolare la Belavia.

A rischio le forniture di gas?

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko giovedì ha annunciato di rivalersi contro eventuali nuove sanzioni europee tagliando le forniture di gas dal suo Paese. Mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha assicurato venerdì che le consegne di gas russo all’Europa non saranno sospese, nonostante le promesse della Bielorussia di chiudere un gasdotto che passa attraverso il suo suolo in caso di nuove sanzioni europee. La Russia “è e rimarrà un Paese che rispetta tutti i suoi obblighi di fornire gas ai consumatori europei”, ha assicurato Dmitry Peskov.

Venerdì, gli eserciti russo e bielorusso hanno annunciato che stavano conducendo esercitazioni aeree congiunte nella Bielorussia occidentale, vicino al confine polacco.

L’Ue cerca da giorni di arginare il flusso di migranti verso la Bielorussia

L’Unione europea invita i Paesi, soprattutto quelli del Medio Oriente,  a impedire l’imbarco di persone sui voli per Minsk. Ora ai cittadini di Iraq, Siria e Yemen è vietatoacquistare biglietti e imbarcarsi su voli per la Bielorussia dagli aeroporti della Turchia“, ha informato venerdì l’autorità turca per l’aviazione. La misura è giustificata su Twitter come dovuta a “problemi di attraversamento illegale delle frontiere tra la Bielorussia e l’Ue”, e rimarrà in vigore “fino a nuovo avviso”. Belavia, la principale compagnia aerea bielorussa, ha confermato il rispetto della restrizione.

La Turchia è il primo Paese ad aver risposto all’appello

Istanbul ha due aeroporti internazionali che la rendono un importante hub per il traffico aereo tra il Medio Oriente e l’Europa. Questo è un primo “successo” dei colloqui guidati dall’Ue sulla crisi migratoria ai suoi confini, hanno commentato dalla Germania venerdì.
La Commissione europea ha accolto con favore i progressi “su tutti i fronti”.

La Polonia ha schierato 15.000 truppe, eretto una recinzione di filo spinato e approvato la costruzione di un muro di confine. Temendo di essere trascinata nella crisi, la vicina Ucraina ha annunciato che avrebbe schierato altre 8.500 truppe al confine.

Bussola strategica per la politica di difesa europea

Il conflitto attuale, illustra i nuovi pericoli che incombono sull’Europa.
Come la strumentalizzazione del maggio scorso di giovani, a volte minorenni, da parte del Marocco contro la Spagna, che aveva accolto il leader del Fronte Polisario sul suo suolo. Questo tipo di “attacchi migratori” è stato analizzato da Josep Borrell, l’Alto Rappresentante per Politica Estera e di Sicurezza dell’Ue, in occasione della presentazione della “bussola strategica“, il piano di cooperazione per la difesa europea, proposto mercoledì al collegio dei commissari. Una “guida per l’azione”, perchè l’Europa sia meno dipendente dagli Stati Uniti o dalla Nato nella gestione delle crisi ai suoi confini e oltre. Il testo, che pone le basi della nuova politica di difesa europea per i prossimi cinque o dieci anni, a fine novembre sarà presentato alla riunione dei ministri della Difesa e degli Esteri, per poi concretizzarsi con l’approvazione del Consiglio europeo del marzo 2022.

 

Rossella Vezzosi

Foto © Franceinfo, AFP, GlobalVoices, GiornaleDiplomatico

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui