Sul clima in Italia l’aria si fa pesante

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Cresce la tensione sul tema ambiente. Spunta l’ipotesi di un’Assemblea nazionale dei cittadini

Cresce la tensione in Italia sul tema ambiente e, ancora una volta, è Extinction Rebellion contro lo Stato e lo Stato contro Extinction Rebellion. Dopo l’attacco di martedì e mercoledì scorso alla sede del ministero della Transizione ecologica, i rappresentanti della campagna “Ultima Generazione – Assemblea Cittadina Ora” denunciano il clima repressivo dalle autorità contro di loro.

«Prima delle azioni al MiTe, sono state inviate oltre 26.000 mail dai sostenitori della nostra campagna al Governo per chiedere un incontro pubblico. Non è arrivata alcuna risposta». Da qui, la frustrazione che avrebbe dato il là al vandalismo e, da allora, l’escalation repressiva delle autorità, culminata con l’irruzione, la mattina di venerdì 4 Febbraio, delle Forze dell’Ordine in un appartamento in cui alloggiavano alcuni dei ragazzi, compresa una minorenne.

Il pedinamento e l’irruzione

«Nella mattinata di venerdì sei dei nostri attivisti sono stati fermati dopo il blocco stradale di Largo Susanna a Roma e sono stati trascinati via di peso» spiegano i rappresentanti. «Poi verso le ore 12 le Forze dell’Ordine sono entrate, sprovviste di mandato di perquisizione, nell’appartamento Airbnb di via Carlo Cattaneo. Qui alloggiavano alcune persone che nei giorni scorsi avevano preso parte alle manifestazioni». Le Forze dell’Ordine riferiscono ad alcuni giornalisti che si tratterebbe di un’operazione legata al mancato rispetto delle norme anti-Covid dell’alloggio. «Li hanno tenuti chiusi nell’appartamento per diverse ore senza possibilità di comunicare con l’esterno, né di mostrare striscioni alla finestra».

«Stupisce» continuano «la giustificazione degli agenti che, sprovvisti di mandato, sono intervenuti solo nell’appartamento in cui c’erano gli attivisti, ma non negli altri immobili dell’edificio affittati ugualmente con modalità Airbnb. Verso le 14.45 la Polizia ha portato fuori tutti e sei i giovani, compresa una persona in manette, per condurli alla questura di San Vitale. Nell’appartamento non erano presenti armi o droga, nè tantomeno qualcuno ha opposto resistenza alle autorità. Se questa è la risposta dello Stato ai ragazzi spaventati per la crisi climatica, che chiedono di avere un semplice incontro con i ministri, la situazione è grave. La repressione che respiriamo è intollerabile».

Accanimento giustificato?

Raccontano i rappresentanti di Ultima Generazione che, dopo le azioni alla sede del MiTe, il gruppo di cittadini coinvolti nella manifestazione sarebbe stato trattenuto in questura fino a tarda notte. Alcuni dei ragazzi sarebbero stati poi portati alla Stazione Termini per lasciare la città, mentre altri sarebbero rientrati nella loro temporanea abitazione a Roma. Da allora, gli attivisti riportano di essere stati pedinati e fermati dalle Forze dell’ordine. Gli agenti avrebbero localizzato e presidiato l’ingresso della loro abitazione e avrebbero nuovamente portato in questura tre dei giovani mentre facevano la spesa. «Non ci fermeremo» commentano. «Finché le nostre richieste non saranno considerate, il gruppo di attiviste e attivisti coinvolti nella campagna Ultima Generazione continuerà con le azioni di disobbedienza civile non violenta».

Le richieste degli attivisti

«Siamo a Roma per chiedere un incontro con sei membri del Governo: il presidente Draghi e i ministri Carfagna, Patuanelli, Cingolani, Giorgetti e Orlando» spiegano. «Due i nostri intenti: in primis, un’occasione di confronto in merito alla necessità di agire radicalmente per contrastare la crisi ecologica e climatica. In secondo luogo, chiediamo di indire un’Assemblea cittadina nazionale deliberativa e vincolante su questo tema. Il potere decisionale dovrebbe essere attribuito direttamente ai cittadini».

Politici Per Caso

Un’iniziativa promossa anche attraverso la proposta di legge “Cittadini per il clima”. Tra i sostenitori, oltre che Extinction Rebellion, il movimento paneuropeo di iniziativa popolare Eumans di Marco Cappato e la coalizione di “Politici per caso – Informàti per decidere” che riunisce, tra gli altri le Sardine, Volt e Democrazia radicale. La proposta di legge (che si può firmare online con spid o firma digitale: https://raccoltafirme.cloud/app/user.html?codice=CLIMA) chiede di istituire anche in Italia il modello internazionale delle “Climate Citizens’ Assembly”: cittadini estratti a sorte e informati da esperti per deliberare sulle misure più urgenti di contrasto al cambiamento climatico. Una prassi che all’estero sta prendendo sempre più piede.

In linea col resto del Pianeta

«C’è un motivo se questo modo di decidere si è diffuso con successo nel mondo: si guardi alla “Convention Citoyenne pour le Climat” in Francia nel 2020 o alla “Asamblea Ciudadana para el Clima” in corso in Spagna» spiega Lorenzo Mineo, coordinatore di Politici per Caso. «Consideriamo l’urgenza dell’emergenza climatica. Abbiamo bisogno di istituzioni civiche che aiutino a legittimare azioni immediate basate su visioni di lungo periodo. Cosa che le istituzioni elette faticano sempre più a fare». Roberto Cingolani

Quel che è certo, è che il clima in Italia si sta facendo sempre più pesante sui temi di forte attualità, tra cui l’ambiente. Complice anche la decisione del ministero guidato da Roberto Cingolani di chiedere l’inclusione di gas e nucleare nella tassonomia “sostenibile” del New Green Deal europeo. Posizione che ha scatenato le reazioni del mondo ambientalista e non solo. Ricordiamo la vittoria proprio in Italia di due referendum contro il nucleare. Oltre che la bollatura da parte dell’IPCC del metano come uno dei principali fattori antropici a contribuire al riscaldamento climatico. Un dato che non è passato inosservato all’attenzione di migliaia di attivisti che si oppongono alle proposte del Governo e che chiedono di essere ascoltati.

 

Diana Zogno

Foto © Extinction Rebellion, Stefano Disegni, Ansa

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