Dal palco del PalaOlimpico di Torino la musica lancia il suo messaggio di pace al Mondo
La Kalush Orchestra con Stefania conquista il podio dell’Eurovision Song Contest. Al grido di “Slava Ukraïni!” l’Ucraina viene accolta dal calore del pubblico del PalaOlimpico di Torino.
Si piazza al secondo posto il Regno Unito e a seguire la Spagna, la Svezia e la Serbia. L’Italia con Blanco e Mahmood si ferma al sesto posto.
Si conclude così un’edizione spettacolare e colorata condotta da un trio eccezionale e affiatato, Alessandro Cattelan, Laura Pausini e Mika. Insieme sul palco hanno trasmesso energia, calore e tutta la loro arte.
Dall’inno alla pace della musica di Lennon a Laura Pausini
Ad aprire la serata è stato un inno alla pace, a cura dei Rockin’ 1000. I tre presentatori, accompagnati da tutto il pubblico, hanno cantato Give Peace a Chance di John Lennon. Un momento corale, bello, intenso e d’impatto che ha creato l’atmosfera giusta di apertura della finale di Eurovision. Nessuno si è risparmiato e la potenza della bellezza della musica è arrivata nelle case di tutti gli spettatori.

A seguire è stato il momento di una grande performance di Laura Pausini, protagonista di un medley dei suoi più grandi successi: Benvenuto, Io canto, La Solitudine, Le cose che vivi, e Scatola. I cambi d’abito dell’artista hanno ulteriormente arricchito lo spettacolo, avvolgendo la Pausini in un’atmosfera speciale. Lei arriva, infiamma il palco e riesce ad abbracciare tutti attraverso la sua voce e la sua presenza scenica.
The Sound of Beauty
Prima dello spoglio dei voti delle 25 canzoni in gara, Torino ha accolto esibizioni entusiasmanti.
Attesissimi i vincitori dell’ultima edizione, i Måneskin, che hanno infiammato il palco con la nuovissima Supermodel e regalando poi un estratto dell’iconica hit If I Can Dream che fa parte della Elvis Original Motion Picture Soundtrack in uscita il 24 giugno tramite RCA Records, per l’atteso nuovo film di Baz Luhrmann, Elvis.
È tornata sul palco dell’Eurovision Gigliola Cinquetti, la prima italiana a vincere il concorso e ha cantato Non ho l’età.
Stupefacente l’esibizione di Mika con un medley delle sue hit: Love Today, Grace Kelly, Yo Yo, Happy Ending. Uno spettacolo di musica eclettico e gioioso nel quale il cantante ha dimostrato tutta la sua professionalità.
I Brividi italiani
Blanco e Mahmood
hanno cantato la loro Brividi con cui hanno vinto la 72esima edizione del Festival di Sanremo. Una canzone profonda e significativa che non ha ottenuto il giusto riscontro da parte del pubblico internazionale.
Avrebbe potuto essere premiata con qualche voto in più, totalmente meritato. L’esibizione è stata vissuta con emozione facendo volare i due ragazzi su una bici di diamanti abbracciati dalle voci del pubblico che ha cantato a squarciagola tutta la canzone.
La musica ucraina e il sound inglese
Stefania ha un valore che va al di là della vittoria dell’Eurovision. Nel testo dei Kalush Orchestra non si parla di guerra ma chiaramente da oggi le note di questa canzone diventeranno il simbolo per tutto il popolo ucraino di una voglia di libertà e di pace.

La vittoria dell’Ucraina, attraverso un sound un po’ rap, folk e beat hip hop, ci mostra che la musica unisce e non ha confini e quando ne ha voglia è in grado come pochi di lanciare un messaggio.
Si classifica al secondo posto la star di TikTok, Sam Ryder con Space Man, una canzone coinvolgente, entusiasmante firmata non solo da Ryder ma anche da Max Wolfgang e Amy Wadge (co-autrice di Thinking out loud di Ed Sheeran).
Sound latino e le altre canzoni più belle
Terzo posto per la Spagna con Chanel Terrero e la sua SloMo che sul podio porta un sound latin-pop, orecchiabile e ballabile contornato da un’esibizione movimentata, sensuale e festaiola.

Tante le canzoni belle portate sul palco della finale. Sicuramente non dimenticheremo la Norvegia con i Subwoolfer e Give that wolf a banana che non hanno rivelato la loro identità, il ritmo della Repubblica Ceca con We Are Domi e Lights Off e il sound rock dei The Rasmus della Finlandia con Jezebel; degna di nota la bellissima Snap di Rosa Linn per l’Armenia resa ancora più speciale da una scenografia particolare. Significativa e profonda la voce di Marius Bear con Boys do cry per la Svizzera ma anche divertente il brano pop Rockstars di Malik Harris per la Germania.
La profondità di un suono
La magia di un evento come Eurovision sta nel condividere in un’unica formula tanta musica descrittiva di ogni singolo Paese di appartenenza. La potenza di un suono, la musicalità di un vocalizzo, la magnificenza di una performance, ogni dettaglio ha la capacità di unire tanti Paesi in una sola notte. Torino è stata assolutamente all’altezza di un evento unico che il prossimo anno cambierà indirizzo, sarà accolto dall’Ucraina che tutti noi auspichiamo in un clima di pace, di rinascita. Di ripresa economica e di una vita normale.
Alessandra Caputo
Foto © Eurovision.tv













