ADM, pesante eredità per il nuovo Dg

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Il Governo Meloni indica un cambio di rotta all’Agenzia Accise, Dogane e Monopoli. Roberto Alesse é stato nominato ieri per succedere a Marcello Minenna. Si troverà ora con molte delicate situazioni da affrontare

Nonostante abbia combattuto sino all’ultimo istante per il suo rinnovo, Marcello Minenna non é stato rinnovato, come sperava, alla testa dell’ADM, Agenzia Accise, Dogane e Monopoli.

Il Governo Meloni ha avuto la forza, e forse anche il coraggio che non ha avuto il Governo di Mario Draghi, di non rinnovarlo nell’incarico. Nonostante le tante criticità da più parti e da tempo segnalate, sulla gestione molto personalistica, e spesso fuori dal seminato, di ADM da parte di quello che molti hanno definito “l’economista dei 5 Stelle”.

Roberto Alesse é stato nominato ieri per succedere a Minenna. E si troverà ora con molte delicate situazioni da affrontare.

Roberto Alesse, nuovo Direttore Genera le di Adm, era stato nominato poche settimane fa come capo di gabinetto per il Ministero del Sud. Prima ancora era stato direttore generale degli affari generali del ministero dell’ambiente.

E per questo non possiamo che augurargli ogni fortuna. Nell’interesse di ADM e del Paese. Perché l’eredità che riceverà dall’economista pugliese, nonostante scintillanti e pirotecniche apparenze, é piena di insidie e problemi da risolvere.

A cominciare dai rapporti con la Guardia di Finanza. Che non non sono mai stati a livelli così bassi nei quasi 250 di storia e convivenza tra le due branche dell’amministrazione finanziaria.

Voglio provare a riassumere in questo articolo alcune delle diverse criticità segnalate.

Le spese folli di Minenna, coperte dal silenzio stampa di gran parte dei media

Qualche giorno fa, il 6 gennaio, Ilsole24ore titolava già un articolo “In uscita Minenna dalle Dogane”. Ma nel pomeriggio l’articolo non si trovava più on line sul sito del giornale.

E la cosa mi ha ricordato qualcosa da me stesso vissuta due volte. E raccontata su Eurocomunicazione l’8 dicembre scorso  (Vigilanza delle frontiere Ue, l’Italia spende molto ma incassa poco) e Infosec News il 15 marzo 2021 (Il sistema di Marcello Minenna imbarazza Il Riformista anti «sistema»).

Eurocomunicazione e Infosec News sono state due delle rare testate che hanno osato pubblicare articoli critici verso la gestione di ADM (Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli) e delle sue spese folli sotto la guida del, sino a ieri, molto sicuro di sé direttore generale Marcello Minenna. 

Spese folli che, unite ad alcune discutibili iniziative, al di là della presunta correttezza sul piano legale, fino a prova contraria, nell’attuale situazione economica del nostro Paese lasciano più di qualche perplessità sul piano dell’opportunità. Se non proprio della decenza. In ogni caso per l’interesse dei cittadini. Ed é qualcosa con la quale il nuovo direttore generale si troverà a fare i conti. Nella speranza che non trovi troppi pozzi avvelenati.

La sofferenza di molti all’interno dell’Agenzia

Su Infosec, nel 2021, avevo ironicamente parlato delle ambizioni da «generale», da «ammiraglio» e da «monarca di ADM» di Minenna.

Più precisamente il 2 marzo (Marcello Minenna: il Direttore (quasi generale) dell’Agenzia Dogane e Monopoli), l’8 ottobre (Marcello Minenna: il direttore generale, quasi ammiraglio, di ADM), il 29 ottobre  (Marcello Minenna, Imperatore di ADM, Re delle Dogane e dei Monopoli) ed il 2 luglio del 2022 (ADM – Ai confini della realtà). 

Ma pochissimi altri sono stati gli organi di informazione che hanno dato voce alla sofferenza di tanti funzionari e dirigenti di ADM. Alcuni costretti a fuggire dall’Agenzia. Che il nuovo direttore generale non potrà non ascoltare.

Da quando ho cominciato a scrivere di ADM, ho ricevuto diversi appelli da parte di dipendenti che hanno lamentato la frustrazione del loro desiderio di rafforzare ed esprimere la propria professionalità. Che dovrebbe essere utilizzata per alimentare le casse dello Stato e facilitare, invece di rallentare, i traffici commerciali da e per l’Italia. Piuttosto che in coreografiche e vuote attività disceriffizzazionedi tre gloriose amministrazioni finanziarie, e civili, dello Stato. Quelle delle Dogane, delle Accise e dei Monopoli. Oggi ricomprese nell’Agenzia.

Coreografie scenografiche basate persino su comparsate pagate da ADM (300 mila euro di soldi del contribuente) a TV fiction, come Un posto al Sole. 

Secondo Il Giornale, Adm avrebbe versato alla Rai (finanziata dal canone dei cittadini) un «contributo» alle riprese della Fiction TV “Un posto al Sole” , andata in onda proprio in questi giorni di 300mila euro, quale corrispettivo per la pubblicità offerta all’Agenzia.

Facendo finta di ignorare che per l’attività di polizia doganale, oltre che di polizia economicafinanziaria, dal 1774 in Italia esiste la Guardia di Finanza. E che ogni doppione o sovrapposizione, oltre ad essere completamente ingiustificato, viene finanziato col denaro del contribuente e contro l’interesse dei cittadini.

 

 

Minenna è stato senza dubbio un grande comunicatore

A Minenna bisogna tuttavia riconoscere una infaticabile e caparbia determinazione nell’aver promosso la sua immagine. Seppure malcelata dietro la dichiarata intenzione di voler promuovere ADM. Alla quale ha dimostrato di sapere unire anche una indubbia capacità comunicativa. 

Capacità che é stata aiutata – non si capisce né perché né come – da ben 2,7 milioni di euro che sono stati attribuiti all’Agenzia per la propria comunicazione istituzionale. Ed è una cifra della quale nessun’altra amministrazione dello Stato ci risulta aver mai disposto. E grazie alla quale, avvalendosi di agenzie di comunicazione private, ha dimostrato un’auto-promozione che ha superato persino quella di uno dei suoi più controversi predecessori. L’ex magistrato, ex deputato PD, ex commissario anti-contraffazione, ex Presidente del Consiglio provinciale di Trento ed ex direttore generale dell’OLAF, Giovanni Kessler. Il quale, quanto a comunicazione pirotecnica e rappresentazione ottimista dei propri risultati, sembrava essere insuperabile.

Quando arrivò all’OLAF, ad esempio, una delle prime cose che fece Kessler fu modificare il logo dell’Ufficio Europeo per la lotta alla Frode. Dando l’impressione, assieme ad altre discutibili iniziative, che l’OLAF avesse cominciato ad esistere solo dal suo arrivo. Fece persino sparire dal sito web dell’Ufficio gran parte di quanto era stato fatto nel decennio precedente al suo arrivo. E giunto presso ADM fece praticamente la stessa cosa. 

Fu sempre Giovanni Kessler – che non aveva fatto il servizio militare, perché obiettore di coscienza, a differenza di Minenna, che è stato ufficiale di complemento della Marina – che iniziò il progetto di fornire di gradi militari e di uniformi i dipendenti civili di ADM. E nel farlo tentò persino di liberarsi della presenza della Guardia di Finanzanata nel 1774 proprio come polizia doganale, alle frontiere del Regno di Sardegna – da porti e aeroporti. Ricevendo tuttavia in risposta la più cortese, ironicamente sorridente, ma indiscutibile chiusura da parte dell’allora comandante generale del Corpo. Il coriaceo Giorgio Toschi. Oggi Consigliere di Stato, oltre che consigliere per i rapporti istituzionali e la sicurezza, con particolare riferimento ai profili economico-finanziari, del vicepresidente del Consiglio dei ministri Antonio Tajani.

Minenna, dopo la gestione di Benedetto Mineo, che molti in ADM ricordano come un grande signore dal solido bagaglio professionale, è riuscito invece in ciò che persino Kessler non era riuscito.

Giovanni Kessler, ex direttore generale di ADM, già deputato del PD, che dichiarò essere stato rimosso all’arrivo del Governo Giallo-Verde in un’operazione di “pulizia politica”.

La sera del 6 gennaio, dopo che in giornata Il Sole 24 Ore aveva rimosso dal sito l’articolo che lo dava in uscita da ADM, i telespettatori della trasmissione “I soliti Ignoti – Il ritorno”, abbinata alla Lotteria Italia 2022, hanno visto un Minenna baldanzoso su Rai 1. Nonostante i non brillanti incassi provenienti quest’anno dalle vendite dei biglietti della lotteria. Circondato da impiegati di ADM in uniforme, ha sorpreso gli addetti ai lavori, che non avevano mai visto prima un direttore generale dei Monopoli partecipare personalmente alle estrazioni della Lotteria.  Perché compito, in passato, svolto da funzionari di livello inferiore. Assistiti, per la vigilanza, soltanto dai militari della Guardia di Finanza in uniforme. Tradizionale braccio armato dell’amministrazione doganale.

Benedetto Mineo, che molti in ADM rimpiangono e definiscono un grande signore dal solido bagaglio professionale, a differenza di Minenna, aveva degli ottimi rapporti di collaborazione anche con la Guardia di Finanza

Molti eventi scenografici e pubbliche relazioni

Ma il presenzialismo e la passione per gli eventi di Minenna non sono di oggi. Nel giugno scorso la sigla sindacale «USB Pubblico ImpiegoAgenzie Fiscali», ad esempio, con un comunicato nazionale datato dal titolo «ADM – Ai confini della realtà…», denunciava già che «mentre il Documento di Economia e Finanza 2022 preannuncia una nuova stagione di spending review, legando i prossimi rinnovi contrattuali ai risparmi delle pubbliche amministrazioni, all’ADM non si bada a spese e qualsiasi cosa diventa un evento, un’occasione per il nostro direttore di fare pubbliche relazioni davanti a ricchi buffet».

La sede di Adm a Roma, in Piazza Mastai

Un tema che a chi ha letto i miei articoli era già ben noto

«Che si tratti di ristrutturare immobili di “rappresentanza” in posti che a noi appaiono assurdi (ma accolti con favore dai politici eletti in quel collegio), ristrutturare yacht o acquisire macchine di lusso sequestrate per elargirle a enti vari (piuttosto che mandarle all’asta), tutto diventa un’occasione per creare l’evento a favore di telecamere e “migliorare” l’immagine dell’Agenzia », prosegue la nota sindacale.

La ciliegina sulla torta viene messa il 28 giugno, con l’Almanacco di ADM. Secondo il sindacato, «decine di colleghi sono stati chiamati in divisa a piazza Mastai (sede principesca del direttore di ADM, che ha abbandonato la sede operativa dell’Agenzia, nella periferia Sud di Roma, alla Cecchignola, ndr) per fare foto. Se poi la divisa non ce l’avevi perché hai sempre lavorato al personale, nessun problema, te ne consegnavano una nuova nuova apposta per fare le foto. Se il tuo ufficio è in difficoltà per le carenze di organico e le ferie estive, nessun problema, l’Almanacco ha la priorità e persino una ventina di persone possono essere distolte da Fiumicino per andare a fare le foto!!! ». Ma sulle ciliegine possono sempre aggiungersi altre ciliegine. 

Abbiamo già denunciato che la militarizzazione, o meglio la miliziazione di ADM, messa in atto dal pugliese Minenna, ad alcuni ha fatto pensare al «facite ammunina» della Marina Borbonica: «All’ordine “Facite Ammuina”: tutti chilli che stanno a propra vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a propra, chilli che stann’a destra vann’ a sinistra e chilli che stann’ a sinistra vann’ a destra, tutti chilli che stanno abbiscio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso preteso, chi nun tiene nient’ a ffà, s’aremeni a ccc e a llà».

Un articolo di Dagospia del 2021, prima di essere rimosso dal sito

Chi scrive ha osservato, sino a ieri con rassegnata sofferenza per le esangui casse dello Stato, sprechi inaccettabili in attività che nulla hanno a che fare con l’interesse dei cittadini, compresi i funzionari di ADM. I quali, come già detto, avrebbero bisogno di ben altro riconoscimento, diverso dai teatrini in uniforme, per essere aiutati a rafforzare la propria preparazione e dotazione professionale. Al servizio di un Paese che dovrebbe saper attirare importexport, invece di dissuaderlo con lentezze e complicazioni burocratiche inaudite. Accentuate ora da atteggiamenti coreografici da sceriffi «de’ noantri». Come la recente previsione dei controlli di Adm sul territorio, fuori cioé dai tradizionali spazi doganali. Sovrapponendosi così, una volta di più, all’attività della Guardia di Finanza. E facendo correre il rischio alle imprese di subire gli stessi controlli due o più volte, da diverse amministrazioni.

“Ci ricorderemo dei ministri e dei politici che affolleranno l’ennesimo teatrino”

«Ci ricorderemo dei ministri e dei politici che sicuramente affolleranno l’ennesimo teatrino e ricorderemo loro i ricchi buffet e i soldi buttati se si azzarderanno a chiedere ulteriori sacrifici ai lavoratori …», concludeva la nota sindacale di giugno. 

E i sindacalisti avevano certamente ragione. Ed è per questo che non può che accogliersi positivamente l’apparente volontà, ma anche la forza, del Governo Meloni di mettere fine a questo teatrino. Che nulla ha a che fare, ad opinione di molti, con l’interesse dei cittadini.

Il ruolo che Adm dovrebbe svolgere nell’interesse dei cittadini non è sovrapporsi alla Guardia di Finanza, aumentando inutilmente le spese dello Stato

Su Eurocomunicazione, l’8 dicembre (Vigilanza delle frontiere Ue, l’Italia spende molto ma incassa poco) avevo segnalato la necessità per l’Italia di difendere meglio, sui tavoli di Bruxelles, i propri interessi finanziari. 

Auspico quindi che ADM, sotto una nuova guida, possa giocare un importante ruolo per il nostro Paese. Che non può certamente essere svolto dalla Guardia di Finanza. Quello di cominciare a ricercare le giuste alleanze a Bruxelles, con altri Stati Membri. Penalizzati come l’Italia dal poco equo sistema di rimborso dellespese di riscossione” (25% fisso che va allo Stato che li incassa per l’Unione europea, indipendentemente dalle effettive spese sostenute) dei diritti doganali. Che sono appunto una “risorsa propriadell’Ue.

Ricordavo infatti che la Germania, con solo la frontiera Svizzera e 2.389 Km di frontiera Ue marittima da vigilare, grazie soprattutto al porto di Amburgo, nel 2019, secondo i dati di Eurostat, ha effettuato importazioni di merci per 367 miliardi di euro, riscuotendo 4,1 miliardi. Dai quali ha trattenuto 1 miliardo di a titolo “spese di riscossione”.

Il Belgio, con soli 66 Km di frontiera Ue marittima da vigilare, grazie prevalentemente al porto di Anversa, nel 2019 ha effettuato importazioni di merci per 136 miliardi di euro. Riscuotendo 1,6 miliardi. Dai quali ha trattenuto 400 milioni a titolo di “spese di riscossione”.

Paesi Bassi, con soli 451 Km di frontiera Ue marittima da vigilare, grazie prevalentemente al porto di Rotterdam, hanno effettuato importazioni di merci per 311 miliardi. Riscuotendo ben 2,7 miliardi, dei quali 700 milioni sono andati al proprio bilancio nazionale.

Mentre l’Italia, a fronte di un enorme, ma anche oneroso, dispositivo messo in campo dalla Guardia di Finanza – cui l’Adm di Minenna voleva sovrapporsi aggiungendo altri onerosi mezzi navali – per vigilare oltre 7.000 km di frontiere esterne marittimecui va aggiunto il confine alpino con la Svizzera, sempre nel 2019, ha effettuato l’importazione di merci per soli 172 miliardi di euro. Poco più di quelle importate dal Belgio, e poco più che la metà di quelle importate dalla Germanie e dai piccoli Paesi Bassi. Riscuotendo unicamente 1,8 miliardi di dazi doganali. Dai quali solo 500 milioni sono andati a beneficio del bilancio nazionale.

Il Libro blu di Minenna per i risultati Adm 2022

«Natale, tempo di strenne in Parlamento – oggi alla Camera sono stati avvistati diversi deputati con in mano uno shopper bianco griffato dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli», riferiva Dagospia il 13 dicembre. «All’interno c’era una scatola blu, alcuni documenti e un libro di pregio: sarà mica una «captatio benevoletia di Marcello Minenna, posto al vertice dell’Agenzia dal Movimento 5 Stelle, per continuare al vertice? Ah, saperlo…», esordiva la Dagonews.

In una lettera di chiarimento, pubblicata da Dagospia il 14 Dicembre, il direttore di Adm si è affrettato a precisare, tra l’altro, che: “venendo alla shopper alle autorità intervenute è stato consegnato il Rapporto del G20 Policy Monitor, i calendari ADM e il crest istituzionale. Si tratta di materiale realizzato in-house o con il supporto del Poligrafico dello Stato quindi nessun dono prezioso né libri rari”.

Ulteriore conferma delle capacità promozionali di Minenna in piena campagna di spoils system. Il quale, grazie alle grandi risorse ottenute per la comunicazione istituzionale, ha appaltato la comunicazione ai professionisti di un’agenzia esterna. Anche se a Dagospia parla di materiale “realizzato in-house o con il supporto del Poligrafico dello Stato”. Sorvoliamo sul fatto che, in ogni caso, vi è un costo a carico del bilancio dello Stato. Perché non credo proprio che il direttore di ADM abbia pagato di tasca propria lo stipendio dei suoi dipendenti, e nemmeno quello dei dipendenti del Poligrafico dello Stato che hanno realizzato “in house” il materiale. Oltre ai costi di produzione. E la stessa cosa vale per il costo dei calendari storici degli anni precedenti al 2022. Che, secondo fonti interne ad ADM, avrebbe fatto realizzare nel 2022. Con l’intento di coprire tutto il periodo della sua direzione dell’Agenzia.

Non voglio soffermarmi oltre su questo fatto. Limitandomi a registrare l’ironia di chi fa notare che i Faraoni, per passare alla storia, costruivano piramidi. Minenna, invece, si limita a stampare retroattivamente calendari storici di ADM degli anni della sua gestione. 

Voglio invece soffermarmi sui dati più tecnici che ha diffuso, assieme a molto materiale promozionale. 

Annunciato un gettito enorme

Dal sito dell’Agenzia, che ha diretto dalla fine di gennaio 2020, il dato di gettito totale dichiarato anche nel Libro Blu (il rapporto statistico dei risultati operativi di ADM) per il 2020 era di 62,39 miliardi di euro. 

Nel primo anno di gestione Minenna il gettito risulta crollato di ben 13 miliardi rispetto a quello annunciato da Giovanni Kessler. Il quale, come ricordato, era pure noto per una presentazione alquanto ottimista dei propri risultati. E aveva dichiarato 75,7 miliardi di euro per il 2019 (stessa fonte, Libro Blu ADM).

Nel 2021, le entrate complessive riportate nel Libro Blu risultano essere 73,08 miliardi. Quindi ancora inferiori all’era Kessler, e pre-Covid.

Per il 2022, Minenna ha invece annunciato un gettito complessivo di 83 miliardi. Pur non specificando a cosa si riferisca questo gettito. Se riguardi cioè incassi reali o semplici accertamenti. Che solo in futuro potrebbero portare ad incassi eventuali. Dopo cioé una lunga fase contenziosa con il contribuente, dall’esito spesso incerto,. 

Nell’ultimo bollettino trimestrale di ADM, ad esempio, per il periodo gennaiosettembre 2022 viene riportato un gettito totale di 58,03 miliardi. Ciò dovrebbe significare che nell’ultimo trimestre 2022 l’Agenzia avrebbe dovuto incassare circa 25 miliardi di euro, per raggiungere gli 83 miliardi dichiarati da Minenna quali entrate complessive del 2022.

Tuttavia, confrontando gli ultimi dati pubblicati da ADM con i dati ufficiali del ministero dell’Economia e delle Finanze (Dipartimento Finanze, Bollettino Tributario 2022 n.248) non si riesce davvero a comprendere come vengano calcolati i dati.

Facendo un semplice confronto con due grandezze macro, come i diritti doganali percepiti all’importazione e il gettito proveniente dal monopolio sui tabacchi da parte di ADM, i dati non corrispondono affatto con quelli del bollettino del Mef.

I dati presentati da Minenna non coincidono con quelli del ministero dell’Economia e delle Finanze

Confrontando il bollettino trimestrale Adm relativo al terzo trimestre 2022 per i diritti doganali sulle importazioni abbiamo i seguenti risultati:

–       ADM Cumulato gennaiosettembre 2022 (Dogane): 19,6 M (pag. 8, Boll. III Trim. 2022);

–       MEF CumulatoCompetenza GennaioSettembre 2022 (Iva importazioni): 17,1 M (pag. 7, Boll. 248/22);

–       MEF Cumulato Incassi, GennaioSettembre 2022 (Iva Importazioni): 16,2 M (pag. 15, Boll.248/22);

Mentre per il gettito derivante dal monopolio sui tabacchi, abbiamo:

–       ADM Cumulato, GennaioSettembre 2022: 11,05 M (pag. 8, Boll. III Trim. 2022);

–       MEF CumulatoCompetenza GennaioSettembre 2022:€ 8,17 M (pag. 7, Boll. 248/22);

–       MEF CumulatoIncassi, Gennaio-Settembre 2022:€ 7,78 M (pag. 15, Boll.248/22).

Secondo il Dipartimento delle Finanze, l’analisi dei flussi riportata nel bollettino è costruita secondo i criteri contabili del SEC 2010, che rappresenta il quadro di riferimento per la determinazione dei saldi di finanza pubblica (deficit e debito), rilevanti ai fini del Patto di Stabilità e Sviluppo, siglato tra i Paesi dell’Unione europea. Non è invece chiaro se i dati riportati nel bollettino ADM rispondano a criteri europei, nazionali o di settore. 

Ci auguriamo quindi che, nei prossimi rapporti e comunicati stampa, ADM fornisca maggiori e più chiare informazioni sulla composizione dei dati pubblicati sotto la direzione di Minenna. Specificando in particolare, alla luce delle segnalate differenze rispetto ai dati del Dipartimento delle Finanze, se si tratti di dati di competenza o di cassa. Ma anche chiarendo perché i dati di Adm sono superiori a quelli del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Se le cifre di Minenna fossero reali avrebbe meritato davvero una lode e la riconferma

Come detto, le cifre indicate dal Rapporto di ADM meritano un’approfondita analisi. Che sono certo il Mef avrà già fatto. Perché, come osservato, vi sono diverse imprecisioni. Quale la scarsa chiarezza nel distinguere, ad esempio, le somme contestate o accertate, da quelle effettivamente incassate dallo Stato.

In aggiunta alle osservazioni già fatte, appare macroscopica l’indicazione dei «contributi all’erario» (cioè alle casse dello Stato) dichiarate da Minenna come risultati dall’attività di ADM nel 2021 in materia doganale. 

Sul sito web dell’agenzia è indicata la ragguardevole cifra di 18 miliardi di euro. Che nel 2019, secondo i dati di Eurostat (l’Istituto di Statistica dell’Ue) era soltanto di 500 milioni. Mentre all’Unione europea, sempre nel 2019 (e sempre fonte Eurostat), erano andati solo 1,8 miliardi di euro. Quindi un decimo di quello che le cifre pubblicate e celebrate da Minenna indicano come incassate dall’Erario nel 2021, sotto la sua gestione.

Se ciò fosse vero, Minenna meriterebbe davvero una lode. E certamente di essere riconfermato nell’incarico. Come sostenuto in alcuni articoli di giornali più benevoli di noi. I quali, sulla base di una forse meno attenta analisi delle cifre, sostenevano che Minenna ha portato alle stelle i risultati dell’Agenzia.

L’annuncio di risultati troppo ottimisti può diventare un boomerang per il bilancio dello Stato

Come dimostrato, chi scrive non si é mai accontentato di una lettura acritica dei comunicati stampa e dei rapporti non sempre chiari diffusi dall’Adm di Minenna. Conscio che cifre generosamente trascinate verso l’alto, se nell’immediato possono provocare un risultato di immagine per chi le presenta e se ne attribuisce il merito, a lungo andare possono diventare un boomerang per l’esangue bilancio dello Stato. E per chi si troverà con il cerino in mano. Che dalla nomina di ieri si chiama Roberto Alesse.

Non va infatti dimenticato che, secondo la regolamentazione Ue, le Risorse Proprie Tradizionali (Rpt), cioè i diritti doganali, sono messe a disposizione della Commissione mensilmente. Due mesi dopo l’accertamento del diritto. E gli Stati membri devono comunicare alla Commissione l’importo delle Rpt da accreditare sul conto, mediante un prospetto dettagliato dei diritti. Ma soprattutto non va dimenticato che qualsiasi ritardo nella messa a disposizione delle Rpt alla Commissione dà luogo al pagamento di un interesse.

La Corte dei conti europea ha constatato che gli Stati membri che eseguono più controlli doganali spesso finiscono col subire le conseguenze finanziarie delle proprie azioni se non riescono a recuperare i dazi dovuti dagli importatori. Per ottimizzare le loro attività, gli importatori potrebbero dar preferenza a punti di ingresso con meno controlli doganali.

In altre parole, i Paesi membri sono finanziariamente responsabili delle perdite di Rpt che hanno annunciato avere accertato, dovute a loro possibili errori amministrativi. E questo fatto, a fronte di recenti annunci pubblici che abbiamo ragione di pensare essere stati un po’ troppo ottimisti, se non trionfalistici, di accertamenti doganali più che raddoppiati negli ultimi due anni, ci pone qualche preoccupazione. Perché, come già ricordato, se quelle somme accertate (che non vuol dire affatto essere state incassate) non saranno effettivamente riscosse dalle dogane italiane – magari al termine di lunghi ricorsi e procedure giudiziarie, contro verbalizzazioni che potrebbero risultare essere state anche eccessive, se non temerarie – il rischio è che a rifondere il bilancio Ue delle mancate entrate sia poi quello dello Stato. Cioè il solito e ignaro Pantalone.

Ma siccome Minenna non é stato rinnovato nell’incarico, nonostante la tempistica campagna promozionale, con la messa in campo anche di comparsate a pagamento nella fiction televisiva “Un Posto al sole”, la pesante eredità di questi grandi numeri da gestire con Bruxelles ricade ora su chi gli succede. Il quale si troverà da oggi, appunto, col famoso cerino in mano.

In pieno spoils system, Minenna non ha esitato a prorogare i dirigenti e cercato di prescegliere anche i nuovi

Già l’11 ottobre scorso, Felice Manti, su il Giornale (Le Dogane anticipano lo spoil system) denunciava uno strano concorso di selezione dei vertici di ADM organizzato in tempi record: “Il bando favorisce chi ha incarichi fiduciari e alcuni indagati. L’ex M5s Dessì: “È scritto su misura per gli amici del capo”

Si salvi chi può. Pd e Cinque stelle si danno da fare per piazzare uomini di fiducia nei gangli vitali del Paese. Ma quello che sta accadendo all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli guidata dal grillino Marcello Minenna «è un record – dicono al Giornale fonti interne – 40 dirigenti nominati prima che il prossimo esecutivo lo rimuova», scriveva Manti. Riportando le stranezze e i vantaggi per il cerchio magico di Minenna derivante da alcune modalità di questo concorso. Ma anche dalle proroghe arbitrarie di alcuni dirigenti. Che ha agitato molti dipendenti di Adm. Che hanno la quasi certezza che ci sarà lavoro per la giustizia amministrativa. Con il probabile annullamento di tutti gli atti firmati dai dirigenti che risultassero essere stati prorogati in violazione della legge.

ADM come il Titanic? Noi speriamo di no

Gli atti firmati dai dirigenti prorogati in violazione della legge, e che potrebbero rischiare di essere annullati, sono atti che possono avere gravi conseguenze per il personale di ADM. Ma anche per le aziende che operano nei settori doganale, delle accise o dei monopoli. Aziende composte da operatori che hanno soprattutto bisogno di certezza del diritto da parte dell’Agenzia. E non di quelle che, agli occhi di molti, sono divenute ormai insopportabili sceneggiate in uniforme, accompagnate da continui tagli di nastro. Provocando l’indignazione di tanti. All’interno e all’esterno di Adm. Come testimoniato, oltre che dai sindacati, da diversi commenti apparsi anche sui social. 

Come quello postato recentemente su Facebook: “L’orchestra di ADM presente in Piazza Fiera a Trento, ha suonato l’inno ufficiale nel cuore dei tipici mercatini natalizi. Mentre presso molte Dogane i colleghi si fanno in tre per sopperire le carenze di personale c’è chi suona. Proprio come sul Titanic…

Noi speriamo davvero che ADM, guidata da un nuovo direttore generale, non faccia la fine del Titanic. Per rispetto dell’antica professionalità del suo personale, e delle importanti funzioni che svolge nell’interesse delle finanze italiane ed europee.

Vogliamo quindi essere ottimisti. E sperare. Che col cambio del Direttore Generale, vi sia un rapido cambio di rotta.

 

Alessandro Butticé

Foto © Adnkronos, Agimeg, Blog Sicilia, Ufficio Pubblicazioni Unione europea, Guardia di Finanza, ADM, Unione europea, Facebook

1 commento

  1. Grazie per aver dato voce a tanti lavoratori dell’agenzia, che con serietà e senso del dovere si impegnano ogni giorno per tenere alta la loro dignità professionale. Eccellenze lavorative poco valorizzate e mal pagate per i servizi che svolgono nella totale indifferenza dell’opinione pubblica, che quando non li dileggia, li considera un costo per la società, da tagliare. Un paese moderno si distingue anche per come tratta i propri figli, risorse su cui investire e non limoni da spremere per poi gettarli via.

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