Harry’s House vince il Grammy come miglior album dell’anno. «Sono grato ai miei fan perché mi fanno sentire libero di fare quello che voglio fare»
Numeri da record. Successi discografici con vendite e ascolti che raggiungono ogni volta vette vertiginose. Harry Styles cavalca un’onda creativa incessante, dalla quale non scende.
Concerti sold out da un capo all’altro del Pianeta. Un tour senza precedenti che ha percorso l’Europa, l’Argentina il Brasile, il Messico, gli Stati Uniti facendo tappa per quindici serate consecutive sia al Madison Square Garden di New York che al Kia Forum di Los Angeles. Tra qualche settimana sarà la volta dell’Australia, Thailandia, Filippine e Giappone.

Da maggio Styles tornerà in Europa e, dopo due anni, Love On Tour concluderà il suo lungo viaggio il 22 luglio in Italia, a RCF Arena di Campovolo, a Reggio Emilia.
Il ragazzino inglese che debuttò 16enne nel 2010 all’audizione di X Factor cantando Isn’t She Lovely di Stevie Wonder è cresciuto. Dopo aver raggiunto successi planetari con i One Direction, aver imposto sin dall’inizio la sua spiccata personalità, la sua vocalità intensa e dai tratti indiscutibilmente distintivi rispetto agli altri, si è fatto conoscere come solista e cantautore attraverso tre album, il primo omonimo, Harry Styles, seguito da Fine Line e Harry’s House.
La sua è stata un’escalation musicale e artistica ben delineata, percorrendo sonorità diverse e una scrittura musicale e dei testi sempre più intima e personale. Non soltanto i fan l’hanno premiato ma anche la critica e gli addetti ai lavori.
Una notte scintillante di musicalità
La cerimonia dei Grammy è tornata a splendere in grande stile lo scorso 5 febbraio alla Crypto.com Arena di Los Angeles.

Nominato in sei categorie, Harry Styles ha ricevuto tre Grammy: Best Pop Vocal Album, Album of the Year e Best Engineered Album.
Recording Academy ha assegnato a lui il premio più prestigioso, il Grammy per l’album dell’anno, quello che viene considerato l’Oscar della musica.
Altri premi rilevanti sono andati a Lizzo per la registrazione dell’anno (About Damn Time) e alla 73enne Bonnie Raitt per aver scritto la canzone dell’anno Just Like That. Adele ha vinto nella categoria miglior performance pop per Easy on Me. Beyonce è stata incoronata regina dei Grammy conquistando la sua 32esima statuetta.
«In momenti diversi della mia vita mi sono sentito ispirato da ogni artista in questa categoria. Ascolto tutti loro quando sono da solo. Penso che in notti come questa sia importante ricordare che non esiste il meglio della musica. Nessuno di noi credo sieda in studio pensando di prendere decisioni in base a ciò che ci porterà a ricevere uno di questi premi.
Questo non succede alle persone come me molto spesso ed è così bello, sono grato. Grazie mille», ha detto Harry Styles sul palco, stringendo il Grammy tra le mani e visibilmente commosso.
Al suo fianco sul palco c’erano gli stretti collaboratori da anni, Tyler Johnson e Kid Harpoon. «È così difficile fare qualsiasi cosa nella vita senza una buona famiglia. Ma tutto questo sarebbe stato impossibile senza di te Harry, sei una leggenda», ha precisato Johnson.
Dopo un anno di grande successo come ti senti?
«Sono sopraffatto, non mi aspettavo di ottenere questo. Penso sia incredibilmente bello essere nominato per cose di questo tipo e sentire come la parte vincente venga riconosciuta dai tuoi colleghi. Sono così grato che abbiano pensato che il nostro album ne fosse degno. Sembra una sorta di conferma che sei sulla strada giusta nelle scelte che fai. Quando entriamo in studio e iniziamo un disco facciamo solo la musica che vogliamo fare. È bello rendersi conto che è la cosa giusta da fare, è pazzesco! Sono molto orgoglioso di tutti quelli che hanno fatto l’album con me. Non avrei potuto realizzarlo senza il supporto dei miei amici e delle persone della mia vita che mi hanno fatto sentire come se potessi fare tutto ciò che volevo», ha raccontato in conferenza stampa.
Harry live
Il grande successo di questo album è anche una conseguenza del modo in cui è stato eseguito dal vivo durante il Love On Tour. Le canzoni durante i concerti si sono trasformate e nello stesso modo anche i sentimenti nei confronti di ogni singolo brano.
«Penso che la bellezza della musica sia nel modo in cui vivi un album per tutto il tempo che lo stai facendo. Mi è sempre piaciuto così tanto esibirmi, è sempre stata la parte preferita del mio lavoro nella musica. Sono stato in grado di innamorarmi davvero del processo di creazione dell’album.

È incredibile vedere il modo in cui le canzoni che significano così tanto per me abbiano un significato per le persone quando le suono per loro. Sono così grato ai miei fan che hanno creato un ambiente in cui mi sento come se potessi fare proprio quello che voglio fare. Mi sento così libero quando mi esibisco e questo è un vero regalo che adoro», prosegue Harry.
Il potere terapeutico della musica
Durante l’incontro stampa dopo la vittoria ai Grammy, un giornalista ha sottolineato quanto tante persone che lo seguono da anni si siano sentite meno sole grazie all’arte che ha realizzato musicalmente.

«Penso che tu conosca il tipo di atmosfera che si crea nella musica dal vivo e il tipo di esperienza che si vive. Sento davvero che i fan creano quell’atmosfera per me in una stanza ed è quest’energia che sembra quasi troppo magica per assumermi qualsiasi responsabilità. Penso che sia la cosa di cui sono più orgoglioso nella mia vita. Questa sensazione che provo nella stanza, ogni sera, quando salgo sul palco per me è il massimo. Intendo suonare per un fantastico gruppo di persone ogni sera, è la cosa che preferisco fare», spiega.
Many Styles of Harry
Alla 65esima edizione dei Grammy il cantante britannico ha sfoggiato tre diversi look, tre cambi d’abito tutti firmati Gucci.
Sul red carpet si è imposto con un outfit più eccentrico e scintillante: una tuta a quadri EgonLab, realizzata con 250mila Swarovski in nove diversi colori.
Per la performance di As it Was sul palco ha sfoggiato una tuta argentata di paillettes con lunghe frange conferendo all’esibizione una magia incredibile. Si è proposto in maniera più formale ed elegante, senza tralasciare un tocco glam e luccicante, al momento della premiazione con un completo composto da una giacca smoking bianca, top tempestato di paillettes argentato e pantaloni beige.
I bring the pop to the cinema
Una canzone di Harry’s House si intitola Cinema Mr Styles strizza volentieri l’occhio ad Hollywood che ha scoperto anche le sue doti attoriali. Il merito di aver visto qualcosa oltre la musica va a un altro inglese d’eccezione, un regista di prima categoria come Christopher Nolan che nel 2016 gli fece tagliare i capelli per farlo debuttare in un ruolo drammatico e intenso in Dunkirk.

L’abbiamo poi visto nella scena extra credit in Eternals come Star Fox, preannunciando un progetto più ampio firmato Marvel.
Il 2022 è stato decisamente il suo anno. A Venezia ha presentato il thriller Don’t Worry Darling mostrandosi in un ruolo che si discosta totalmente dalla sua personalità solare. Ma forse il personaggio che più di tutti al momento ha dato prova delle sue possibilità come attore è Tom in My Policeman su Prime, un film carico di pathos e messaggi dove Harry Styles si mostra senza remore.
Destinazione Londra
Harry Styles intanto si prepara a conquistare un altro palco altrettanto prestigioso, quello dei BRIT Awards in programma sabato 11 febbraio a Londra. I premi musicali più importanti del Regno Unito, giunti alla 43esima edizione, si svolgeranno dal palco londinese The O2 Arena. Styles è candidato in quattro categorie, British Album of the Year, Song of The Year, British Artist of the Year e Best Pop/R&B Act e si esibirà durante la serata.
Alessandra Caputo
Foto © Alberto E. Rodriguez, Kevin Mazur, Kevin Winter, Johnny Nunez, Neilson Barnard/Getty Images for The Recording Academy













