Nel giorno in cui Mītsotakīs incontra Meloni la questione armamenti prioritaria per Atene per i rapporti con Roma (e Parigi)
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontrerà il premier greco Kyriakos Mītsotakīs questa sera ad Atene per una cena di lavoro dove, secondo il portavoce del Governo greco Pavlos Marinakis, saranno discusse questioni bilaterali e temi dell’agenda europea. La cena è prevista per le 19 (ora locale) al Palazzo Maximos, come riporta il sito di Kathimerini. Fonti italiane hanno sottolineato al sito di notizie Naftemporiki che Meloni intende chiedere la formazione di un fronte con la Grecia e altri Paesi del Sud europeo sulle regole del Patto di stabilità.
Si parlerà anche di navi militari di piccole dimensioni?
La visita del primo ministro italiano Giorgia Meloni ad Atene stasera ha dato origine alla questione del programma di acquisizione di corvette della Marina. Con la Francia e la propria Marina che, secondo quanto riferito, torneranno giovedì con una proposta aggiornata ad Atene. Si ricorda che le corvette sarebbero state, fino all’inizio dell’anno, una delle priorità di Atene negli armamenti, con le due offerte che si erano distinte tra quella dell’italiana Fincantieri e della francese Naval con la proposta rinnovata i francesi
Più specificamente, alcune fonti hanno dichiarato, senza fornire dettagli, che la rinnovata proposta francese sarà migliorata in termini di tempi di rimborso, l’esca per quanto riguarda la partecipazione dei cantieri navali greci, ma anche alcuni sistemi che le navi porteranno. La formulazione sia sulla questione economica che sui cantieri navali è particolarmente importante, poiché il “diavolo è nei dettagli” e sono questi che rendono attraente o meno una proposta. Dato che entrambe le offerte, sia francesi che italiane, soddisfano i requisiti della Marina greca, questi dettagli diventano ancora più importanti.
Ci si aspetta una proposta italiana
La cena di Meloni mostrerà se Meloni vorrà sollevare, tra le altre questioni da discutere, la questione delle corvette con Kyriakos Mītsotakīs, e se l’Italia ha deciso di mettere sul tavolo un “accordo di difesa” ad Atene, o una proposta altrettanto rinnovata – nei “dettagli“.
La domanda è se l’interesse di Atene per le corvette rimane vivo e, soprattutto, quanto sia immediato. Questo è legato alle risorse disponibili, che tutti sottolineano non sono inesauribili. Ciò potrebbe non consentire di dare risposte immediate.
In questo contesto, entra in gioco la possibilità di acquisire navi di seconda mano, che rimane aperta. Si ricorda che, come Kyriakos Mītsotakīs aveva dichiarato al suo ritorno da Vilnius (su Skai Tv), la Grecia sta discutendo la concessione di “Surplus Defense Materiel” (EDA, dall’acronimo inglese European Defence Agency, l’Agenzia europea per la difesa) da parte degli Usa. Cioè, sistemi di seconda mano che vengono forniti gratuitamente o a un prezzo ridotto. Con qualsiasi costo di manutenzione a carico del Paese che lo riceverà. Questi non escludono la possibilità di includere navi come LCS (Littoral Combat Ship), che sono state respinte dalla Marina come fregate in passato. Va notato, tuttavia, che pubblicamente, almeno, la Grecia non ha dichiarato che sta abbandonando la prospettiva delle corvette. Vedremo alla cena.
La proposta della Marina francese è legata ai cantieri navali di Scaramanga, per quanto riguarda la partecipazione greca alla costruzione di corvette, mentre la proposta
dell’italiana Fincantieri con i cantieri navali di Elefsina. Con sviluppi prevedibili. Principalmente sul fatto che il programma sarà implementato o abbandonato per soluzioni più economiche e cosa significherà per la Marina militare ellenica.
Il problema più urgente per i greci
Il Comando delle forze terrestri della Nato (Landcom), con sede a Smirne (Izmir per i turchi), ha pubblicato sul suo account sulla piattaforma X (ex Twitter), un messaggio di congratulazioni alla Turchia in occasione della celebrazione del cosiddetto “Giorno della Vittoria“, l’anniversario che coincide con la sconfitta delle forze greche in Asia Minore nel 1922.
Il Rappresentante permanente della Grecia presso la Nato ha compiuto un’iniziativa scritta ufficiale (reclamo) presso il segretario generale Jens Stoltenberg, seguendo le istruzioni pertinenti, secondo fonti diplomatiche, in merito al messaggio del quartier generale delle forze terrestri della Nato ad Ankara. Si ricorda che anche l’anno scorso un messaggio simile è stato pubblicato da Landcom.
Poi, grazie alle azioni del ministro degli Esteri che ha intrapreso un’iniziativa presso la NATO, il post è stato rimosso. Per Atene, la questione degli armamenti è diventata una carta diplomatica, che si sta tentando di sfruttare attraverso accordi di cooperazione in materia di difesa.
Questione armamenti di primo piano per Atene
Vale la pena notare che secondo il rapporto della Nato per il 2022, la Grecia è in testa agli armamenti, in relazione al suo Pil e ha il primo posto, con la sua spesa che raggiunge il 3,54%, superando in proporzione gli Usa che sono al 3,46%.
L’Italia per la Grecia rimane un obiettivo, dal momento che Roma ha una cooperazione con Ankara nel campo degli armamenti e anche importanti.
L’Italia gioca un ruolo importante anche in Libia. A gennaio, l’italiana Eni, che detiene l’80% della produzione di gas naturale della Libia, ha firmato un accordo da otto miliardi di euro, durante la visita del presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni a Tripoli. Per questo la cena del presidente Meloni con il primo ministro greco Mītsotakīs ha tanta importanza anche nel campo della difesa ellenica.
George Labrinopoulos
Foto © Greek Herald, Newsbreak, Euractiv













