In Europa un esempio virtuoso per la sostenibilità ambientale è guidato dall’Italia attraverso un progetto che ha come principale obiettivo il coinvolgimento dei giovani
Secondo quanto previsto dalla normativa europea sul clima, i Paesi dell’Unione europea devono ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030. L’obiettivo è rendere l’Ue climaticamente neutra entro il 2050.
Neutralità climatica significa emettere nell’atmosfera solo la quantità di gas a effetto serra che può essere assorbita dalla natura, ovvero da foreste, oceani e suolo. Nel dicembre 2020, i leader dell’UE hanno adottato un’ulteriore misura. Come passo intermedio verso l’obiettivo fissato al 2050, hanno convenuto che entro il 2030 le emissioni di gas a effetto serra dovranno essere meno della metà rispetto ai livelli del 1990.
Nel luglio 2021 è entrata in vigore la legge europea sul clima, un elemento chiave del Green Deal europeo. Sempre nello stesso anno il Consiglio ha approvato conclusioni in cui promuove la nuova strategia dell’Ue di adattamento ai cambiamenti climatici presentata dalla Commissione europea. La strategia delinea una visione a lungo termine affinché l’Ue diventi, entro il 2050, una società resiliente ai cambiamenti climatici e pienamente adeguata ai loro inevitabili impatti.
Finanziamenti
I Paesi si sono impegnati a spendere il 30% del bilancio a lungo termine dell’Ue per il periodo 2021-2027 e dello strumento per la ripresa Next Generation EU in progetti legati al clima. Per garantire l’equità della transizione climatica, è stato introdotto un meccanismo per una transizione giusta al fine di fornire sostegno finanziario e assistenza tecnica alle Regioni più colpite dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2. A tal fine saranno mobilitati fino a 90 miliardi di euro.
L’Italia, un esempio virtuoso
Agorize in Francia, Gimnazija in Croatia, Universitat Autonoma de Barcelona in Spagna, la tedesca Climate Risk Analysis, la romena Royal School of Transilvania, Agogi in Grecia, la finlandese MAYK e, per l’Italia, l’Università telematica internazionale Uninettuno: questi i
partner del programma Green Scent che sino al 31 dicembre 2024 formerà cittadini consapevoli in grado di agire sulla sostenibilità ambientale attraverso politiche di sviluppo rispettose dell’ambiente e un fattivo impegno civico.
«Voglio che l’Europa diventi il primo continente clima–neutrale entro il 2050», ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, sottolineando l’importanza della partecipazione dei cittadini per la definizione di appropriate politiche ambientaliste. Ma comprendere la sostenibilità, controllare le numerose variabili a essa connesse e operare modifiche comportamentali, necessitano di un’azione multidisciplinare, per raggiungere reali cambiamenti sociali da un punto di vista anche emozionale.
È per questo che nasce GreenScent – Educazione Smart dei cittadini per un futuro verde, che mira a cambiare i comportamenti degli abitanti del Pianeta, affinché siano proprio loro ad attuare le politiche della Commissione europea nell’ambito del Green Deal.
Coinvolgimento
«Il progetto GreenScent, di cui l’Università telematica internazionale Uninettuno è coordinatore, segue l’invito della Commissione europea a presentare proposte, nell’ambito del programma di Ricerca Horizon 2020, per abilitare i cittadini ad agire a favore di uno sviluppo sostenibile attraverso l’educazione scientifica e iniziative di osservazione e coinvolgimento civico. Nel settore della sostenibilità Uninettuno è molto attiva sia in ambito di ricerca che in attività formativa. Per questo all’interno di questo progetto stiamo elaborando Eccel, la Certificazione europea di competenza su lettura e conoscenza climatica ed ambientale» spiega Maria Amata Garito, rettrice di Uninettuno.
Obiettivo principale di GreenScent è quello di coinvolgere in particolare i giovani nella co-creazione, sperimentazione e validazione di un framework europeo di competenze multi-disciplinari che copra le principali tematiche del Green Deal, favorendo la sua accettazione e adozione con un approccio partecipativo di tutte le parti interessate, e misurando la sua efficacia in termini di consapevolezza, competenza e attitudine implicita, fattori chiave per un effettivo cambiamento comportamentale.
Il primo scopo è l’abbattimento degli stereotipi esistenti, la trasformazione delle attitudini scettiche e l’incremento della consapevolezza ambientalista di cittadini, studenti e della società nel suo insieme, attraverso educazione, sperimentazione e approcci scientifici inclusivi e accessibili a tutti gli abitanti della Terra.
Altri progetti
Ma l’impegno dell’Ateneo italiano non si ferma qui. Un altro progetto di interesse europeo di
Uninettuno è GIF “Green Innovation in the Fashion Industry Management”, una Cooperation partnership in vocational education and training finanziata dal programma Erasmus+ il cui obiettivo principale è migliorare l’impronta ambientale delle Pmi del settore moda/tessile.
GIF intende sviluppare, testare e validare un Competence Framework per le imprese del settore, coinvolgendo esperti accademici, formatori professionali, dirigenti di Pmi e produrre guide e materiali che permettano di implementare attività educative, formative e di valutazione delle competenze. A questo progetto si aggiunge L2C “Linear Turns Circular – Fostering SMEs Circular Economy Transition”, una Cooperation partnerships in vocational education and training finanziata dal programma Erasmus+, coordinata da Fachhochschule Des Mittelstands con Uninettuno tra i partner strategici. L2C mira a sviluppare le competenze dei leader delle Pmi sull’economia circolare, incoraggiando i manager ad avviare processi di cambiamento e a sviluppare politiche di produzione e consumo che implichino condivisione, prestito, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.
Una visione innovativa e lungimirante che ha portato l’Ateneo a inserire nel percorso di laurea magistrale in Economia il modulo propedeutico di Economia circolare e ad arricchire il percorso di laurea magistrale in Ingegneria Civile con l’indirizzo di Architettura e Ingegneria per la sostenibilità, l’ambiente e le infrastrutture. Perché per salvare il Pianeta occorre fare squadra internazionale, a partire dai giovani laureati del Mondo.
Eleonora De Nardis
Foto © Innovation Cloud













