La celebrazione dei 150 anni dalla nascita sono una occasione per considerare il ruolo degli errori nella innovazione scientifica
Il 12 dicembre del 1901 su una collina vicino al porto di St. John di Terranova, in Canada, Guglielmo Marconi ebbe la conferma di una sua intuizione destinata a trasformare la storia delle telecomunicazioni. I tre brevi segnali, la lettera “s” del codice morse, lanciati da Poldhu in Cornovaglia, a oltre 3.000 Km di distanza, aprirono l’era del wireless, della radio e delle comunicazioni a distanza.
Le celebrazioni della Fondazione Marconi
La Fondazione Guglielmo Marconi ha predisposto un ricco programma per l’anno del 150° anniversario dalla sua nascita. Prevede lo svolgimento di numerose manifestazioni in Italia e all’estero.
Giulia Fortunato, presidente della Fondazione e del Comitato per le celebrazioni, parla di una conferenza internazionale con il premio Nobel per la Fisica Anne L’Huillier e il direttore Nasa Mark Clampin. Inoltre spettacoli multimediali, mostre e il Marconi Prize a Bologna. E ancora, le collaborazioni con il Museo nazionale scienza e tecnologia Leonardo da Vinci a Milano e la miniserie Rai con Stefano Accorsi. Ci sarà anche un francobollo commemorativo.
La partecipazione del Governo
La sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha affermato «Marconi è un grandissimo italiano, inventore, imprenditore, conosciuto da ingegneri e studiosi, ma molto poco dal largo pubblico. Ecco, vorrei che questa cosa venisse sanata.
Cercheremo di arrivare a tutti con iniziative per raccontarlo, anche a bambini e ragazzi, oltre a incontri altamente scientifici. Insomma, faremo tutto il possibile per ricordarlo, quest’anno e oltre. Non solo in Italia, ma anche all’estero». Perché, aggiunge, «siamo pieni di grandi italiani che poi magari riscopriamo quando arriva la produzione americana che ce li racconta. Noi invece li avevamo dimenticati. Ora con il tax credit cercheremo di valorizzarli anche nell’audiovisivo».
Non segue studi accademici e viene avversato dalla scienza ufficiale
Guglielmo Marconi nasce a Bologna il 25 aprile 1874. Non compie studi regolari e viene educato privatamente a Bologna e Firenze. Nel settembre 1895, dal suo studio a Villa Griffone, a Sasso Marconi, dopo molti tentativi, da ventunenne, riesce a lanciare un segnale senza fili superando una collina che aveva di fronte. Fu, forse, proprio per la sua ignoranza accademica che realizzò ciò che per la scienza ufficiale era impossibile: trasmettere messaggi con onde elettromagnetiche (e.m.) superando gli ostacoli naturali. Marconi ignorò tutto questo e continuò a fare i suoi esperimenti a distanze sempre maggiori.
La scienza e le avversioni di Righi e Poincarè
La teoria di Maxwell del 1861, prevedeva l’esistenza di onde e.m. effettivamente osservate da Hertz e Righi nel 1881. Queste onde (chiamate all’epoca hertziane) viaggiano nel vuoto in linea retta alla velocità della luce e hanno diverse lunghezze d’onda. Può assumere praticamente qualsiasi valore, dal kilometro delle onde radio al decimiliardesimo di metro dei raggi gamma.
Ai tempi di Righi e Hertz, le onde e.m. producibili artificialmente avevano lunghezza di qualche centinaio di metri, cosicché potevano superare una collina ma non potevano andare oltre. Propagandosi solo in linea retta, la presenza della curvatura terrestre impediva anche in pianura la trasmissione oltre l’orizzonte. All’epoca quindi nessuna persona con un minimo di cultura elettromagnetica pensava a inventare la radio. Hertz sosteneva: «Le onde elettromagnetiche non avranno mai nessuna applicazione». Il grande Poincarè, sollecitato dalla stampa, chiedeva: «Ma come si può essere così ignoranti, ce monsieur Marconi non lo sa che la Terra è sferica?!».
Il colpo di fortuna: esiste la ionosfera!
Caparbiamente Marconi continuava con i suoi esperimenti a distanze sempre maggiori. Si dovette trasferire in Inghilterra, dove poteva avere maggior credito e finanziamenti. A Londra fondò la sua prima società con un capitale, dato sulla fiducia, di 15.000 sterline. In breve tempo realizzò la prima trasmissione transatlantica.
L’impresa fu piena di difficoltà ma il 12 dicembre 1901 fu un giorno memorabile e passò alla storia. Il primo segnale radio mai lanciato attraversò l’Oceano mettendo in comunicazione l’Europa con l’America. Il mondo scientifico rimase senza parole. Rapidamente si capì che gli strati alti dell’atmosfera riflettono le onde e.m. consentendo loro di superare la curvatura terrestre. Questa ulteriore sfera di molecole cariche venne chiamata ionosfera. Marconi aveva fatto centro senza saperlo!
Una valanga di fama e riconoscimenti
Nel 1909 l’uomo che si era sempre definito ”un dilettante” ottenne il premio Nobel condiviso con il fisico tedesco Braun “… a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”. Ma un riconoscimento forse anche più importante gli arrivò nel 1912 dai 706 superstiti del Titanic salvati grazie agli SOS lanciati dal suo telegrafo senza fili. Tra il 1920 e il 1922 le prime trasmissioni alla radio e il 1927 diede vita alla British Broadcasting Corporation, la BBC. Gli furono conferite 16 lauree honoris causa (di cui due in legge), 25 onorificenze di alto rango, 12 cittadinanze onorarie. Con Regio Decreto del 18 luglio 1936 Marconi fu promosso contrammiraglio nella riserva per meriti eccezionali. Le sue spoglie sono custodite a Sasso Marconi presso la casa paterna di villa Griffone, dove hanno sede anche un museo e una fondazione a lui dedicati.
Il ruolo degli errori nel progresso della scienza
Il grande fisico Feynman diceva che le teorie scientifiche si ottengono “tirando a indovinare”, cioè per tentativi ed errori. Naturalmente questo significa provare idee originali non coerenti con il mainstream e anche strampalate e, perché no, anche ottenute per errore. Un altro grandissimo fisico italiano, Fermi, sosteneva che quando il risultato di un esperimento è conforme alle aspettative, cioè quando non sono stati fatti errori, abbiamo fatto una misura. Se invece non è conforme, cioè se ci sono stati errori, abbiamo fatto una scoperta!
Nicola Sparvieri
Foto © Cinecittà, Nautica Report, ExtraBo, Museo Marconi, Altervista













