Von der Leyen a Roma ma non vedrà Meloni

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Von der Leyen

Nel frattempo il Consiglio Ue Istruzione ha approvato la riforma mirata della Pac e la stretta sulle emissioni dei camion

Buongiorno Roma! Sono felice di essere nella Città eterna per la mia campagna. Non vedo l’ora di incontrare soprattutto i giovani italiani. Ci scambieremo sulle sfide che devono affrontare, sulle loro speranze e sui loro sogni. E su come possiamo costruire insieme un’Europa più forte”. Inizia con queste parole su X la giornata della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nella Capitale.

 

Il viaggio non è istituzionale e nemmeno di piacere, ma una campagna elettorale per le europee da spitzenkandidat (candidato indicato da un partito come prima scelta agli elettori nel caso di vittoria alle elezioni europee) dei Popolari. Non vedrà Giorgia Meloni, che ormai da un mese e mezzo ha iniziato a prendere le distanze dalla politica tedesca («Immagino un’Europa diversa», dichiarava a fine marzo da Bruxelles), visto che il bis al timone della Commissione Ue si sta facendo più complicato del previsto.

Collaborazione

«È più che mai importante che un’ampia coalizione di forze proeuropee cooperi nel Von der Leyenmomento in cui sono in gioco i nostri interessi comuni. Lavorerò quindi con tutti coloro che sono chiaramente impegnati a favore dello Stato di diritto, dell’Unione europea e dell’Ucraina», afferma, in un’intervista all’Ansa, la presidente. «La situazione per l’Europa è grave e le sfide che ci attendono sono enormi. Insieme a queste forze politiche nei Paesi membri e nel Parlamento europeo, vorrei lottare per un’Europa sicura, pacifica, economicamente forte e socialmente equilibrata».

«Questo vale non solo per le guerre in corso nel nostro vicinato» – sottolinea la von der Leyen – «ma anche per la lotta al cambiamento climatico e all’immigrazione clandestina, per i giochi di potere geopolitici contro l’Europa o per i pericoli posti alle nostre democrazie dalla disinformazione diffusa digitalmente dall’interno e dall’esterno». Oggi la presidente sarà con il vice premier, ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani.

Prosperità, sicurezza, democraticità, libertà

«Non c’è dubbio: l’Europa si trova in una fase cruciale. Il Mondo è più incerto e pericoloso di cinque anni fa. La concorrenza globale è feroce e non sempre equa. Il 6-9 giugno gli europei andranno alle urne. E dovranno fare scelte importanti. Abbiamo una democrazia forte, capace di offrire soluzioni concrete e realistiche alle preoccupazioni dei cittadini. Soluzioni che proteggano il nostro stile di vita e che rendano l’Europa più forte. Perché non possiamo permetterci il lusso di essere deboli in questo Mondo. Voglio costruire una maggioranza per questa Europa più forte. Continuerò a lavorare per un’Europa prospera, che non lasci indietro nessuno. Un’Europa sicura, che possa difendersi dagli attacchi dei nostri nemici, sia dall’esterno che dall’interno delle nostre società. E un’Europa che preservi i nostri valori di democrazia e libertà. Il mio messaggio agli elettori di tutta l’Unione è: andate a votare in queste elezioni», ha sottolineato la von der Leyen.

Investimenti per la Difesa

«La guerra di aggressione della Russia ha cambiato per sempre la sicurezza del nostro Continente. E ha anche dato all’Europa un impulso comune in materia di difesa, come mai prima d’ora. Il bilancio dell’Ue è già al lavoro per potenziare il settore della difesa. Ora dobbiamo guardare al futuro. Perché le nostre esigenze di difesa e sicurezza non potranno che aumentare. Per questo ritengo che il prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue debba tenere conto di questo aspetto. Propongo inoltre di avere un commissario per la Difesa a tempo pieno, per sostenere e investire in un’industria europea all’avanguardia all’interno del nostro mercato unico. Proporrò una serie di progetti di difesa di interesse comune europeo, realizzati in Europa. E continuerò a sollecitare i nostri finanziatori pubblici e privati a sostenere la nostra industria della difesa e in particolare le piccole e medie imprese. Gli Stati membri rimarranno sempre responsabili delle loro truppe», ha sottolineato la presidente della Commissione uscente.

Riforma mirata della Pac

E mentre la von der Leyen è in campagna elettorale i Paesi membri hanno approvato al Consiglio Ue Istruzione le misure di riforma mirata della Politica agricola comune (Pac) proposte dalla Commissione europea per rispondere alle proteste dei trattori degli ultimi mesi in tutta Europa. Unica ad astenersi la Germania. L’emendamento prevede meno controlli a carico degli agricoltori, deroghe agli obblighi ambientali per accedere ai fondi Ue e procedure riviste per la modifica dei piani strategici nazionali.

Stretta sulle emissioni dei camion

Nel corso del Consiglio Istruzione (il primo appuntamento utile per l’ok), i ministri dei Von der LeyenVentisette hanno approvato l’accordo politico raggiunto a gennaio con il Parlamento europeo. L’Italia ha votato contro, insieme alla Polonia e alla Slovacchia. La Repubblica Ceca si è invece astenuta. Gli obiettivi del nuovo regolamento prevedono un taglio del 45% delle emissioni al 2030, del 65% al 2035, e del 90% al 2040, oltre al target del 15% al 2025 già previsto dalla normativa vigente. I target si applicheranno ai camion superiori alle 7,5 tonnellate e agli autobus privati.

 

Ginevra Larosa

Foto © Comune di Vezzano sul Crostolo, AP News, Europarl, TruckLabs

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