Intervista a Prizzi, fra i maggiori esperti di intelligence in Italia

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“Cultural Intelligence, comunicazione strategica e negoziazione operativa”, corso di alta formazione presso ItaliensPR

Federico Prizzi è un antropologo presso ItaliensPR ed è un esperto di intelligence culturale militare. Ha svolto numerose ricerche sul campo in Asia Centrale, SudEst Asiatico, Medio Oriente e Balcani. Ha lavorato per la Nato, le Nazioni Unite, l’Istituto geografico polare italiano, il Punt Institute (Puntland) e per diverse università italiane e internazionali. È Subject Matter Expert di Cooperazione civile-militare (CIMIC) e di Negoziazione in aree di crisi. Inoltre, ha un master in “Archeologia classica e Storia antica della Macedonia” conseguito presso l’International Hellenic University di Salonicco (Grecia), è specializzato in Protezione dei beni culturali e qualificato Monuments Man dall’esercito degli Stati Uniti. Autore di numerose pubblicazioni, il suo ultimo libro “Cultural Intelligence ed Etnografia di Guerra – Il ruolo dell’antropologia nello studio dell’Information Warfare di Al Shabaab” è stato tradotto in turco dalla casa editrice Pankus nel 2023 e presentato alla Fiera del libro di Ankara nello stesso anno.

Infine, ha conseguito una laurea magistrale in “Antropologia Culturale, Etnologia, Etnomusicologia” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, una laurea magistrale in “Scienze Politiche” presso l’Università di Trieste, una laurea magistrale in “Scienze Strategiche” presso l’Università di Torino e una laurea triennale in “Scienze Strategiche” presso l’Università di Modena e Reggio Emilia.

ItaliensPR è una piattaforma cross culturale globale e di cross intelligence. Per ItaliensPR, la cultura è lo strumento più importante per la pace e la stabilità nel Mondo e costituisce l’insieme di valori che dà senso alla comunità, creando una rete di connessioni interculturali tra gli esseri umani. Il loro hub-team globale è composto da professionisti multidisciplinari e multiculturali di grande formazione e talento, in grado di elaborare, produrre e promuovere progetti e iniziative internazionali altamente complessi.

L’intervista

ItaliensPR organizzerà prossimamente un corso intitolato “Cultural Intelligence, comunicazione strategica e negoziazione operativa”, di che cosa si tratta?

«Si tratta di rispondere a una precisa esigenza etica in un Mondo che ha dimenticato come la Cultura, appunto con la “C” maiuscola, sia il più importante strumento per la pace e intelligencela stabilità. Il nostro scopo è, parafrasando la definizione di viaggio data da Marcel Proust, dare “nuovi occhi” per osservare la realtà che ci circonda abbinando le conoscenze tipiche dell’antropologia alle tecniche della comunicazione mediatica internazionale e applicarle al settore della sicurezza».

Pertanto un corso per esperti di Intelligence?

«Non solo per gli addetti al mondo della sicurezza e per gli analisti dell’intelligence, ma per tutti coloro che operano in zone di crisi o di guerra come, ad esempio, giornalisti, personale sanitario, operatori di Organizzazioni governative e non-governative, così come imprenditori e dipendenti di aziende private. Un’esigenza che consiste nel sapere come muoversi e comunicare in contesti culturali complessi. D’altronde, lo vediamo in televisione e sui nostri telefonini tutti i giorni. Il Mondo, soprattutto quella porzione intorno al nostro Paese, è sempre più sconvolto da guerre intra-statali e interstatali. Noi vogliamo spiegare come muoversi e lavorare in questo contesto complesso».

E ciò è possibile attraverso la cultura?

«Certamente. Come anche affermato questo anno dalla Conferenza di Monaco, la cultura è una componente fondamentale del sistema sicurezza e noi, come ItaliensPR, intendiamo fornire i mezzi per incrementare la sicurezza attraverso una specifica cultura antropologica applicata alla negoziazione e alla comunicazione».

Cosa intendete con Cultural Intelligence, comunicazione strategica e negoziazione operativa?

intelligence«Sono tre discipline che, mettendo a sistema le loro metodologie di lavoro, permettono di creare un metodo efficace per l’analisi e la raccolta dei dati sul campo. Un metodo valido sia per gli staff militari che per le aziende, per gli operatori umanitari così come per gli esperti di comunicazione. In particolare, per Cultural Intelligence si intende l’analisi socioculturale fatta da personale qualificato che studia il terreno umano, cioè l’ambiente civile e le organizzazioni armate presenti, sulla base dei dati raccolti durante la ricerca etnografica in zone di guerra. Un’analisi, pertanto, svolta in zona di operazioni sia a livello tattico che operativo».

«La comunicazione strategica, invece, è quel tipo di comunicazione che intende generare degli effetti specifici nella dimensione cognitiva di un determinato target audience (ad esempio, dei consumatori) attraverso il raggiungimento di specifici obiettivi comunicativi. Infine, la negoziazione operativa è l’interazione con le autorità locali, con la popolazione locale e, soprattutto, con i gruppi armati non statuali presenti in una specifica zona di rischio. Nessuna negoziazione può realmente conseguire obiettivi duraturi se non vi è una profonda conoscenza delle dinamiche culturali del contesto in cui si opera. Inoltre, quando negoziamo noi comunichiamo. Quando si comunica con un Key Leader noi vogliamo soprattutto influenzarlo e condizionarlo nelle scelte, nelle sue decisioni presenti e future. Saper comunicare, e saperlo fare bene, nel momento opportuno, con le parole appropriate, è fondamentale. Tutto ciò noi lo insegneremo nei nostri corsi».

Come è nato questo sodalizio tra ItaliensPR e lei?

«Proprio per questa comune visione etica e valoriale. ItaliensPR è una realtà solida che lavora da anni come piattaforma cross cultural a livello globale grazie alla magistrale visione di Cecilia Sandroni. Da antropologo non potevo non essere affascinato da come ItaliensPR abbia utilizzato la cultura quale strumento per anticipare gli attuali sconvolgimenti sociopolitici e di come li abbia poi applicati alla diplomazia culturale e alla protezione dei beni culturali. Essendo un esperto in Cultural Intelligence volevo far parte di un gruppo di professionisti che avessero anche una vocazione pedagogica volta a formare esperti, ma anche giovani che stanno muovendo i primi passi nel Mondo del lavoro, attraverso programmi di coaching dedicati e attagliate attività di consulenza».

Pertanto una formazione utile anche alle aziende che devono operare all’estero, anche in zone di crisi?

«Esattamente. Il Cultural Intelligence è antropologia applicata alla negoziazione sul campo. Abbinata con una strutturata e pianificata strategia comunicativa la si può adattare perfettamente alle esigenze delle imprese che vogliono investire e lavorare nei mercati esteri al fine di vendere o acquistare merci e servizi. D’altronde, come si può pensare di fare investimenti o di aprire delle realtà commerciali in un Paese straniero senza comprenderne appieno le dinamiche culturali in ambito lavorativo, commerciale e sociale? Ciò è maggiormente vero quando un’impresa deve operare in una zona politicamente non stabile, che vede la presenza di organizzazioni paramilitari o criminali che ne condizionano la vita economica. Sapersi muovere in realtà culturalmente difficili usando la corretta strategia negoziale e comunicativa dovrebbe essere alla base di qualsiasi seria realtà commerciale».

Tutto questo adattando le esperienze maturate nelle zone di crisi dagli esperti di intelligence e di negoziazione militare al contesto commerciale?

«Per prima cosa, l’intelligence è un modo di pensare e di osservare la realtà che ci circonda intelligencein modo critico, in modo analitico. Perciò, non è un lavoro esclusivo del personale dei servizi segreti o di chi raccoglie informazioni per motivi professionali, ma appartiene a chiunque voglia comprendere e approfondire seriamente le dinamiche che causano, o che possono scatenare, un conflitto all’interno di una o più comunità. Questa volontà di realizzare un corso per personale anche non militare ha proprio lo scopo di dare a tutti gli strumenti per incrementare la propria sicurezza e la capacità di saper comunicare in maniera efficace in un contesto culturale globale sempre più difficile».

 

Ginevra Larosa

Foto © ItaliensPR

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