È morto all’età di 80 anni mostrandoci che la scienza nell’antichità classica conteneva già scoperte avvenute secoli dopo
Il professor Lucio Russo è deceduto il 12 luglio 2025, a Bologna, all’età di 80 anni. È stato fisico e storico della scienza, lucido ricercatore dei sistemi complessi e studioso della scienza nell’antichità classica. La sua doppia anima, scientifica e umanistica, caratterizzerà tutta la sua produzione intellettuale. Nel corso della sua vita ha trascorso periodi di studio presso prestigiose istituzioni internazionali come l’Institut des Hautes Études Scientifiques in Francia e la Princeton University negli Stati Uniti. Ha insegnato in molte università italiane concludendo la sua carriera in quella di Roma Tor Vergata.
La rivoluzione dimenticata
È come storico della scienza che Lucio Russo raggiunse la massima notorietà, soprattutto con il suo libro “La rivoluzione dimenticata” del1996. Con quest’opera fu finalista del premio Viareggio per la saggistica nel 1997 e fu tradotto in inglese, tedesco, polacco e greco. In questo saggio Russo sostenne che la scienza moderna non nacque con Galileo e Newton nel XVII secolo. La tesi afferma che questo avvenne quasi duemila anni prima, nel periodo ellenistico (IV-II secolo a.C.), ad Alessandria d’Egitto e in altri centri culturali del Mediterraneo. Attingendo a circa 450 testi antichi, Russo documentò come in quell’epoca fossero state raggiunte conquiste scientifiche e tecnologiche straordinarie in matematica, ottica, astronomia, meccanica, geografia e medicina, spesso superiori a quelle dei secoli successivi.
La scienza del periodo ellenistico
“La scienza ellenistica non era semplicemente una precorritrice, ma aveva effettivamente raggiunto risultati di grande importanza”, scriveva Russo, citando come esempi le scoperte di Euclide, Archimede ed Eratostene.
Secondo la sua tesi, molti scienziati rinascimentali attribuirono a sé stessi scoperte che in realtà appartenevano al periodo ellenistico. Il libro suscitò accesi dibattiti nella comunità accademica. Alcuni autori come Sandro Graffi, un fisico membro dell’Accademia dei Lincei, lodarono “la quantità impressionante di prove testuali” portate da Russo. Altri ritennero eccessivo l’entusiasmo per la scienza ellenistica. Mott Greene, storico della scienza statunitense, su Nature riconobbe che le tesi di Russo erano corrette.
La scoperta dell’America
Nel 2013 Russo pubblicò “L’America dimenticata“, in cui avanzò l’ipotesi che le civiltà mediterranee antiche avessero scoperto l’America già nel II secolo AC. Egli sostenne che i fenici, probabilmente i cartaginesi, attraversarono l’Atlantico raggiungendo il nuovo Mondo molto prima di Colombo. Questa conoscenza fu poi perduta a seguito della distruzione di Cartagine dopo le guerre puniche. Russo basò la sua tesi su pitture romane che sembravano raffigurare frutti americani come l’ananas e su giocattoli mesoamericani con ruote, nonostante la ruota non fosse stata inventata nel mondo precolombiano .
La scuola italiana e il sistema di istruzione culturale
Lucio Russo non fu solo uno studioso, ma anche un intellettuale impegnato nella battaglia per la qualità dell’istruzione e della ricerca. Nel libro “Segmenti e bastoncini” del 1998, analizzò criticamente l’evoluzione della scuola italiana. Egli individuò un impoverimento dei contenuti didattici spiegandolo come un atteggiamento politico. La società non richiede più competenze diffuse di alto livello, ma piuttosto consumatori passivi e con scarso giudizio critico. “La scuola di oggi” – scriveva Russo – “proprio perché non ha più la funzione sociale di selezionare i migliori al fine di formare una classe dirigente, si sta appiattendo su livelli minimi”. La sua critica al sistema educativo si estendeva anche all’università, come emerge dai suoi scritti autobiografici in cui denunciava la miopia gestionale e la mancanza di visione culturale nei consigli accademici .
L’incontro di diverse discipline
Ciò che distingueva Lucio Russo era il suo approccio interdisciplinare, che univa il rigore del matematico alla profondità dello storico.
Come notò Carlo Rovelli, “Lucio Russo è personaggio singolare nel panorama intellettuale italiano. A cavallo fra discipline diversissime, è difficile da collocare”. Il suo metodo combinava analisi filologica e strumenti statistici, come dimostrato nel suo lavoro sulla datazione della nascita di Ipazia d’Alessandria, dove applicò un approccio probabilistico per combinare testimonianze storiche contrastanti .
Le ultime riflessioni
Nei suoi ultimi anni, Russo si era concentrato sulla difesa della cultura classica, sostenendo che il nostro modo di pensare non può essere disgiunto dalla lingua che parliamo, lingua che per i mediterranei affonda le radici nel greco e nel latino. Allo stesso tempo, denunciava la deriva irrazionalista di alcune correnti della scienza contemporanea, come quelle che confondono modelli fisici con la realtà o che abbandonano il metodo dimostrativo. «Oggi» – osservava amaramente Russo – «non ci sono più, come ad Alessandria, “teorie che salvano i fenomeni”, ma si è alla ricerca di “fenomeni che salvino le teorie”», critica rivolta in particolare al tentativo contemporaneo di elaborare teorie unitarie come quella delle stringhe.
L’eredità intellettuale di Lucio Russo
Come scrisse il giornalista scientifico Pietro Greco su Scienza in Rete, Russo ha dimostrato
che “la scienza, in termini epistemologici moderni, non è nata in Europa nel XVII secolo, ma quasi duemila anni prima, ad Alessandria d’Egitto”. La sua morte, avvenuta proprio mentre il mondo accademico stava iniziando ad assimilare le sue rivoluzionarie tesi, rappresenta una grande perdita. Ma le sue opere, il suo metodo e il suo spirito critico rimarranno punti di riferimento per chiunque creda che la cultura e la scienza siano strumenti di liberazione e di progresso umano. Come ebbe a dire lo stesso Russo: «Le battaglie perse sono spesso quelle che valeva più la pena combattere». E lui, fino all’ultimo, non smise mai di combattere per le sue idee.
Nicola Sparvieri
Foto © FestivalDellaScienza Cagliari, Tarentum Festival, Rai Cultura, ABC-people.com













