Bilancio Ue, accise su sigarette e imprese

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Bilancio Ue

La nuova imposta si applicherebbe a tutte le società con fatturato “netto” superiore a 50 milioni. E in arrivo c’è anche una stangata sul fumo

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha intenzione di apportare una riforma radicale al bilancio dell’Unione europea. L’obiettivo è quello di rivoluzionare la gestione dei fondi attraverso una drastica semplificazione, imitando lo schema del Pnrr. Ogni Governo nazionale avrebbe una sua dotazione propria e le erogazioni dipenderebbero dal raggiungimento di obiettivi, target e traguardi. Ma è un’idea che sta già provocando forti resistenze politiche e istituzionali.

Il cuore della riforma è la creazione di un unicocontenitore nazionale” per ogni Stato membro, che sostituirebbe l’attuale sistema frammentato in oltre 530 programmi di finanziamento. Questo nuovo meccanismo seguirebbe il modello del Recovery Fund: ogni Paese presenterebbe un piano nazionale unico e riceverebbe i fondi solo dopo aver raggiunto specifici obiettivi e riforme concordate con Bruxelles.

Proposte inedite

Nel nuovo quadro della proposta sul bilancio Ue 2028-2035 che approderà sul tavolo del collegio dei commissari mercoledì 16 luglio ci sono varie opzioni. Tra le principali: crescita stellare delle accise sulle “bionde“, nuove anche sulle sigarette elettroniche; sulle grandi aziende oltre i 50 milioni di fatturato netto e sui rifiuti elettronici, fondi europei per la fissione nucleare e una piattaforma pubblica per monitorare in tempo reale l’uso delle risorse europee. L’idea allo studio della commissione europea è senza precedenti.

Tra le nuove ipotesi di maggiori entrate da destinare ai bilanci Ue, dunque, spunta ora anche quella di far cassa con l’extragettito generato dall’aumento della tassazione sul tabacco e su tutti i prodotti da fumo. In sostanza per la prima volta una parte delle entrate fiscali derivanti da sigarette, tabacco riscaldato e prodotti della nicotina non finirebbero più nelle casse degli Stati membri, ma direttamente nel bilancio dell’Unione europea. In pratica, sarebbe Bruxelles a incassare i proventi, sottraendoli ai Governi nazionali.

Quanto alla tassazione delle grandi aziende, secondo il Financial Times, riguarderebbe tutte quelle attive in Europa indipendentemente dalla loro sede, e vedrebbe anche degli scaglioni per tassare maggiormente le imprese più grandi.

Ogni modifica dovrà comunque ottenere l’unanimità dei 27 stati membri.

15 miliardi di euro

L’idea è sul tavolo e l’appuntamento è già fissato per mercoledì 16 luglio quando la Commissione europea presenterà una proposta ufficiale sulle cosiddette “risorse proprie”. Secondo le ipotesi allo studio “nuove fonti di risorse proprie si potrebbero sviluppare dove appropriato, per esempio attraverso le imposte sul tabacco”. Il dossier è trattato ai massimi livelli ai Bruxelles e non ci sarebbe stato alcun coinvolgimento degli altri commissari. Inoltre la consultazione interna sarebbe durata appena 24 ore, tempo in cui i funzionari avrebbero dovuto analizzare un testo di 100 pagine con impatti significativi su agricoltura, industria, salute pubblica e finanze statali.

Bilancio UeLa proposta è destinata ad accendere un forte dibattito anche perché secondo le primi stime prudenziali la quota che Bruxelles vorrebbe destinare ai bilanci dell’Ue ammonterebbe a 15 miliardi di euro. Una somma che di fatto sarebbero sottratte ai Governi nazionali per finire direttamente nelle casse di Bruxelles.

Gli aumenti previsti

Su tabacchi un documento tecnico interno alla commissione circolato da tempo sulla possibile revisione della direttiva ha già ipotizzato aumenti considerevoli: +139% sull’accisa minima per le sigarette, +258% sul tabacco da arrotolare e addirittura +1.090% per sigari e sigarilli. Per i consumatori italiani (non tutte le imposte sul “fumo” vanno al bilancio Ue) questo si potrebbe tradurre in un aumento del prezzo di un pacchetto da 5 euro fino a 6,20 euro. La revisione della direttiva, attesa da anni, è pensata non solo per aumentare le entrate, ma anche per disincentivare il consumo di tabacco e includere nuove categorie finora escluse, come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. Le nuove aliquote previste per questi prodotti variano da 0,12 a 0,36 euro/ml per le e-cig, e 108 euro per 1.000 unità nel caso del tabacco riscaldato, cioè circa la metà della tassazione delle sigarette tradizionali.

Secondo le stime della stessa Unione europea, tali incrementi comporterebbero un aumento dell’inflazione di oltre mezzo punto percentuale.

Fissione nucleare

C’è anche “energia a fissione nucleare” tra le voci di spesa previste dall’Ue nel futuro Quadro finanziario pluriennale. È quanto emerge dalle bozze viste dall’Ansa del Regolamento collegato alla revisione del Bilancio Ue per “stabilire un quadro di monitoraggio delle spese e delle prestazioni e altre regole orizzontali”, il metodo del Recovery sulle future erogazioni europee. Negli allegati ci sono voce per voce le previste spese Ue. Nel caso della fissione l’indicatore di output è lanuova capacità di energia a fissione istallata”, mentre tra gli indicatori di risultato le “emissioni annuali evitate di gas serra”.

Grandi aziende

Tra le ipotesi sui mezzi propri per finanziare il prossimo Bilancio Ue figura anche un’imposta sulle grandi aziende che operano in Europa. Sul tema scrive anche il Financial Times che segnala anche che si applicherebbe a tutte le aziende con un fatturato netto superiore a 50 milioni (tenuto conto di sussidi e imposte) operanti in Europa, indipendentemente dal luogo in cui hanno la sede. Ci sarebbe un “sistema a scaglioni” per contributi più alti da parte dei gruppi con i ricavi maggiori. 

 Oltre al fronte entrate, il nuovo bilancio introduce elementi innovativi sul lato della spesa. Le bozze del regolamento sul controllo delle performance prevedono un vero e propriosingle gateway“, un portale unico di trasparenza dove cittadini, imprese e giornalisti potranno consultare in tempo reale le performance finanziarie dei programmi Ue, l’elenco dei beneficiari, i bandi aperti e l’impatto delle spese su clima, parità di genere e diritti sociali. Ogni misura sarà valutata anche con un punteggio specifico (“gender score”) da 0 a 2, e i programmi dovranno dimostrare il rispetto delle convenzioni internazionali in materia sociale per poter accedere ai fondi. L’obiettivo della commissione è semplificare il sistema di monitoraggio oggi frammentato, con oltre 5.000 indicatori eterogenei, e passare a un quadro armonizzato con circa 700 indicatori comuni. Ciò renderà più semplice valutare l’efficacia della spesa e rafforzare il controllo.

Cambio di passo

Non mancano scelte controverse anche sul fronte delle priorità. Tra le oltre 200 voci di intervento previste nel nuovo regolamento spicca come detto la presenza dell’energia da fissione nucleare, finora raramente menzionata nei documenti programmatici Ue. Per questa voce, gli indicatori previsti sono la “nuova capacità installata” e le “emissioni annuali evitate di gas serra, segnalando così un possibile cambio di passo nella politica energetica, sempre più orientata anche a tecnologie considerate finora divisive.

 

Ginevra Larosa

Foto © Europafacile, Sigmagazine, Bancodesio,

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