Mostra sull’evoluzione del futurismo in Sicilia

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Futurismo

Marinetti, Balla, Boccioni e Depero incontrano Corona, Rizzo e altri maestri dell’Isola

Il Centro espositivo di Centuripe, ospita la mostra “Futurismo e futuristi“, a cura di Simona Bartolena fino al 4 novembre 2025. Del Movimento Futurista si è parlato e visto molto dalle grandi mostre del 2009 a Milano fino a quella recente di Roma. Ma questa racconta un capitolo meno conosciuto dell’unico movimento avanguardistico italiano, cioè lo sviluppo ed evoluzione del movimento fondato da Marinetti in Sicilia.

Artisti come Umberto Boccioni mossero i primi passi in Sicilia e tra il 1927 e il 1929, protagonisti della scuola palermitana come Pippo Rizzo, conquistarono notorietà a livello nazionale e internazionale.

Il percorso espositivo

L’esposizione si articola in sezioni tematiche, all’interno delle quali si sviluppano importanti temi. Innanzitutto velocità, dinamismo, simultaneità. Principi presenti nel manifesto di Marinetti e sviluppato da Balla, Boccioni, Depero e i futuristi siciliani. Una rivoluzione nell’arte moderna che supera la prospettiva classica. D’altra parte il XX secolo, che ha visto in Europa nascere le grandi avanguardie come il surrealismo, cubismo, dadaismo e anticipate dall’espressionismo tedesco e l’avanguardia formalista russa, non poteva isolare l’Italia.

Tra il 1909 e il 1916, grazie alla genialità di Filippo Tommaso Marinetti nasce il movimento futurista, unico in Italia, che pubblica più di cinquanta manifesti, dall’arte, all’architettura, dalla musica, al cinema e al teatro, e che affascinò scrittori e intellettuali come Luigi Pirandello. Si è detto, erroneamente, che il movimento futurista anticipò il fascismo. Dagli studi del De Maria agli scritti sul cinema di Mario Verdone, possiamo vedere, che il futurismo era un movimento di rottura con il passato e voleva presentare nuove forme espressive.

Il manifesto della ricostruzione futurista dell’universo, di Balla e Depero (1915), proclama di creare un universo cromatico e luminoso. Eppure il regime fascista, legato ai fasti dell’antichità e delle sue gesta, non rimase, in un primo periodo a questa escandescenza, e che è al centro della mostra, e che è documentato dalla trasversalità del movimento e l’interazione con le arti applicate, la pubblicità, il design, il teatro, la danza e la musica.

Origini

Il percorso espositivo sviluppa importanti temi come il mito della città, o quello del rapporto con il regime e con le vicende belliche dei due conflitti mondiali. Molto interessante è l’approfondimento delle origini del futurismo siciliano, da Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Giacomo Balla e autori poco conosciuti. Al centro vi è il manifesto fondativo pubblicato da Le Figaro, in cui Marinetti proclama la necessità di distruggere il passatismo, per lasciare finalmente spazio al nuovo. La mostra evidenzia un confronto e un approfondimento su ipotesi astrattiste in Italia e nel resto d’Europa. E Balla sarà il grande rappresentante della cultura italiana.

La mostra dedica una sezione agli anni Trenta e alle nuove tendenze del movimento futurista, che in realtà riprende il concetto leonardiano del Volo, con tutte le sue suggestioni legate all’aerofuturismo. A queste si aggiungono aspetti spirituali ed esoterici. In mostra opere di Crali, Dottori, Fillia, Thayaht, Bruschetti.

 

Paolo Montanari

Foto © Regalbuto Press, Il corriere nazionale

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