Accordo strategico tra Roma e Atene per l’acquisto di due fregate Fremm: ispezioni in corso e consegna attesa per il 2029
Una delle fasi più critiche del processo è l’acquisizione delle prime due fregate Fremm usate dall’Italia. La Marina Militare italiana ha avviato un’ispezione tecnica approfondita di queste unità, per verificarne le condizioni operative prima di procedere con eventuali decisioni definitive sull’acquisto.
Il team di esperti greci ha richiesto che l’ispezione tecnica venga eseguita prima sulla fregata “Carlo Bergamini” e successivamente sulla “Virginio Fasan“. L’esame ha l’obiettivo di fornire un quadro chiaro e dettagliato delle condizioni operative delle navi: dai sistemi elettronici e di armamento fino al livello di usura generale e alla manutenzione ricevuta. Gli ufficiali della Marina ellenica vogliono assicurarsi che le fregate soddisfino i requisiti operativi richiesti, garantendo che l’investimento abbia un impatto strategico reale. Tra gli scenari allo studio, c’è la possibilità che la fregata “Carlo Bergamini” venga inviata alla base navale di Suda, a Creta, nell’ambito di una missione nel Mediterraneo, per permettere un’ispezione diretta. In alternativa, la delegazione greca potrebbe recarsi in Italia presso un porto o una base navale per svolgere le verifiche tecniche.
La Marina Militare greca richiede la massima trasparenza: dati tecnici, garanzie operative e impegni precisi da parte italiana, al fine di evitare sorprese negative dopo la consegna delle unità.
Va sottolineato che le due navi hanno configurazioni differenti: la “Carlo Bergamini” è una fregata per uso generale (GP), dotata di cannone OTO Melara da 127 mm, sistema di lancio verticale Sylver A50 con 16 celle per missili Aster 30, radar KRONOS Grand Naval e sonar a scafo. Ha inoltre predisposizione per l’integrazione futura di un sonar trainato. La “Virginio Fasan”, invece, è specializzata nella guerra antisommergibile (ASW). Dispone del sistema sonar trainato CAPTAS-4, due cannoni OTO 76/62mm Strales, sonar a scafo, sistemi di contromisure elettroniche e spazi per due elicotteri NH90 o MH-60R.
Interessi comuni
L’accordo tra Grecia e Italia, se finalizzato, avrà rilevanza non solo operativa ma anche geopolitica. Entrambi i Paesi condividono interessi nel Mediterraneo orientale, nel Mar Ionio meridionale e nell’area libica, e una collaborazione navale può rafforzare le relazioni strategiche all’interno di Nato e Ue.
Fincantieri, costruttore delle Fremm, vede in questo accordo l’inizio di una cooperazione a lungo termine con la Grecia, che potrebbe estendersi ad altri progetti europei come la corvetta comune EPC (European Patrol Corvette). L’intesa non si limita alle due navi in esame: è prevista un’opzione per altre due unità entro il 2035. Ciò consentirebbe alla Grecia di disporre di quattro Fremm, che, insieme alle Belharra francesi in costruzione e alle Meko modernizzate, comporrebbero una flotta di 12 navi di superficie principali.
Consegna per il 2029
Il costo complessivo per le prime due fregate è stimato in 480 milioni di euro (esclusi gli armamenti). Per renderle pienamente operative, saranno necessari almeno altri 200 milioni di euro per armamento, addestramento e supporto tecnico. Tra le ipotesi, l’uso dei missili greci Exocet in sostituzione dei Teseo italiani, e l’aggiunta di sistemi Phalanx o Ram per la difesa ravvicinata.
I negoziati tra i ministeri della difesa greco e italiano proseguono intensamente. Secondo fonti attendibili, la Marina ellenica potrebbe ricevere le prime due Fremm già dal 2029, man mano che la Marina Militare italiana prenderà in carico le nuove Evo. Fincantieri ha già avviato il programma: il 9 giugno è stata celebrata la posa della chiglia per la prima destinata alla Marina Italiana, la cui consegna è prevista per il 2029, seguita dalla seconda nel 2030.
La nuova generazione
Le Fremm Evo rappresentano un’evoluzione tecnologica delle attuali unità Asw, con capacità antiaeree e antibalistiche potenziate, nuovi radar e una maggiore versatilità operativa. Mantengono la propulsione Codlag (diesel-elettrico e turbina a gas), ma introducono una sovrastruttura ridisegnata per l’integrazione di sensori avanzati. Hanno una lunghezza di 144 metri, larghezza di 19,7 metri e un dislocamento di 6.500 tonnellate. L’architettura stealth è stata ottimizzata per ridurre la segnatura radar, termica e acustica.
Il sistema di propulsione include due motori elettrici Jeumont da 2.500 kW, quattro diesel Isotta Fraschini (VL1716), e una turbina General Electric LM2500 G4+ da 35.320 kW. La velocità massima è di 27 nodi; in modalità elettrica raggiunge i 16 nodi con autonomia fino a 6.000 miglia nautiche.
Radar, sensori e guerra elettronica
Il radar principale è il Kronos Dual Band Radar AESA, sviluppato da Leonardo, con otto antenne attive su due alberi. Copre 360° ed è in grado di rilevare minacce a lungo raggio, incluse quelle balistiche (600-1.300 km). È integrato con la suite EW di ELT Group, dotata di capacità anti-drone, guerra elettronica, Cyber RF e IA. Altri sistemi includono radar IFF AESA, due direttori di tiro NA-30S Mk.2, una suite IRST e il sistema di combattimento SADOC Mk.4, con display touch da 43″ e capacità di controllo remoto su droni e piattaforme unmanned.
Difesa e armamento
L’armamento prevede:
- 2 cannoni Super Rapido 76/62 con sistema Strales e munizioni Dart
- 2 lanciatori verticali Sylver A50 con 16 missili Aster 30 Block 1Nt
- Spazio per moduli A50 o A70 (compatibili con MdCN)
- 2 lanciatori quadrupli Teseo Mk2/E (fino a 350 km)
- 2 impianti tripli lanciasiluri da 324 mm
- 2 cannoni remotizzati Lionfish da 30 mm
- 2 lanciatori Odls-20
- 2 sistemi Mass (Multirole Acoustic Stabilized System)
Il programma Compass Call
Parallelamente, l’Italia ha firmato un accordo con L3 Harris per l’acquisizione di due velivoli EA-37B Compass Call, nell’ambito del programma Foreign Military Sales (Fms) Usa del 2024, per un valore di 300 milioni di dollari. Il sistema, inizialmente integrato sugli EC-130H, è ora trasferito su piattaforme Gulfstream G550, che offrono maggiore autonomia, velocità e capacità operative. Sarà usato per:
- interferenza tattica su C3, radar e navigazione nemica;
- supporto alle missioni Sead;
- operazioni di guerra elettronica e cyber.
L’Italia sarà il primo Paese non statunitense ad acquisire il sistema Compass Call, in collaborazione con Bae Systems e L3 Harris. I due velivoli sono già presso le strutture dell’azienda per l’adeguamento tecnologico. Questo progetto rafforza la capacità strategica italiana nel dominio della guerra elettronica e rappresenta un importante salto qualitativo nelle operazioni congiunte Nato.
George Labrinopoulos
Foto © RID, Defence Advancement, Wikipedia,













