Fregata Kimon, la Grecia entra in una nuova era militare

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Fregata Kimons Grecia

Con la consegna della prima fregata FDI, Atene rafforza la Marina e consolida l’asse strategico con Parigi in un contesto regionale sempre più instabile

La prima fregata FDI è stata consegnata oggi dalla parte greca. Il ministro della Difesa Nikos Dendias ha sostenuto che “Kimon” simboleggia l’ingresso delle Forze Armate greche in una nuova era.

La Grecia ha accettato di acquistare tre navi Kimon nel settembre 2021 nell’ambito di un pacchetto di difesa da tre miliardi di euro. Atene ha la possibilità di acquistarne una quarta, approvata dal Parlamento in estate e concordata formalmente con Parigi a novembre.

Le dichiarazioni del primo ministro Mītsotakīs

Commentando a Bruxelles l’ambizioso programma di acquisti nel settore della difesa della Grecia, il primo ministro Kyriakos Mītsotakīs ha descritto la consegna come «un momento che dovrebbe rendere orgogliosi tutti i greci».

«Oggi sono al Consiglio europeo, ma credo che il cuore della Grecia batta a pochi chilometri da qui, nel cantiere navale di Lorient, dove la bandiera greca sarà issata sulla prima delle quattro fregate Belharra», ha dichiarato.

La cerimonia a Lorient e il ruolo della Francia

Quasi tre anni dopo la firma dei relativi contratti, la Marina ricevette la prima fregata francese con investimenti diretti, l’F-601Kimon”. La cerimonia di intitolazione e alzata della bandiera greca si è svolta a Lorient, in Francia, alla presenza del ministro Dendias.

«Vorrei ringraziare il ministro della Difesa della Francia per il caloroso benvenuto. Stiamo vivendo un’ulteriore prova del rapporto stretto tra Grecia e Francia nel contesto dell’accordo sulla nostra relazione strategica. Oggi non è solo la consegna di una nave straordinaria, è un nuovo giorno in una nuova era. La fregata Kimon simboleggia l’ingresso delle Forze Armate greche nell’Agenda 2030. Vorrei ringraziare il Governo francese e il Gruppo Navale».

Una Marina più forte per deterrenza e protezione

«L’integrazione della fregata Kimon così come delle successive tre fregate FDI HN crea la Marina più forte che l’Ellenismo abbia mai avuto. La Grecia sta diventando più forte non per minacciare, ma per proteggere, garantire, dissuadere, mettendo la legge davanti al potere». Questo è stato sottolineato dal ministro della Difesa nazionale nel suo discorso alla cerimonia di intitolazione e innalzamento della bandiera.

La benedizione è stata celebrata dal Metropolita di Francia Demetrio.

«Rendiamo omaggio a coloro che hanno lavorato e grande onore alla Grecia per aver deciso di acquisire una nave di know-how francese», ha dichiarato la ministra francese della Difesa Catherine Bautrin.

Tra pochi giorni, la nave andrà a Brest per ricevere il suo armamento e all’inizio del 2026 sarà alla Base Navale di Salamina.

Accordo sui missili Exocet e rafforzamento militare

Ad aprile la Grecia ha rafforzato ulteriormente la propria cooperazione militare con la Francia, firmando un nuovo accordo per l’acquisto di 16 missili antinave Exocet. L’intesa si inserisce in una più ampia strategia di riarmo e ammodernamento delle forze armate elleniche, avviata negli ultimi anni con l’obiettivo di colmare le lacune accumulate durante il lungo periodo di austerità seguito alla crisi finanziaria.

L’accordo è stato siglato ad Atene dal ministro della Difesa greco Nikos Dendias e dal suo omologo francese, allora titolare del dicastero della Difesa, Sébastien Lecornu, in occasione di una visita ufficiale nella Capitale greca. Sebbene l’importo del contratto non sia stato reso pubblico, l’operazione conferma il consolidamento dei legami strategici tra Atene e Parigi nel settore della difesa.

Tensioni regionali e contesto geopolitico

Fregata Kimons GreciaNel corso di una dichiarazione congiunta alla stampa, Dendias ha sottolineato la natura difensiva delle scelte di Atene, inserendole nel contesto delle persistenti tensioni regionali. «La Grecia non minaccia nessuno, ma è minacciata», ha affermato il ministro, richiamando le frizioni di lunga data con la Turchia. I due Paesi sono infatti coinvolti da anni in dispute sui confini marittimi e sui diritti di sovranità nel Mar Egeo e nel Mediterraneo orientale, aree strategiche sia dal punto di vista geopolitico sia energetico.

Investimenti, Rafale e cooperazione europea

L’acquisizione dei missili Exocet rappresenta solo uno degli elementi del piano di rafforzamento delle capacità militari greche, rilanciato dopo un decennio segnato da drastici tagli alla spesa per la difesa. Tra il 2010 e il 2018, nel pieno della crisi del debito, Atene era stata costretta a ridurre in modo significativo gli investimenti nel settore, con ripercussioni sull’efficienza e sulla modernizzazione degli armamenti.

Negli ultimi anni, tuttavia, il Governo greco ha avviato una decisa inversione di rotta, puntando su fornitori europei e in particolare sulla Francia, considerata un partner chiave non solo sul piano industriale, ma anche su quello politico e strategico. Tra le principali forniture già concluse figurano 24 caccia Rafale, destinati a rafforzare la componente aerea delle forze armate elleniche, mentre Parigi è coinvolta anche nella fornitura di elicotteri militari NH-90.

Un piano da 25 miliardi per il futuro della difesa greca

Secondo le stime ufficiali, la Grecia prevede di investire complessivamente circa 25 miliardi di euro nel prossimo decennio per l’ammodernamento delle proprie forze armate. Un programma ambizioso che mira a migliorare la deterrenza del Paese, a rafforzare la capacità di risposta in un contesto regionale instabile e a garantire una maggiore interoperabilità con gli alleati europei e della Nato.

In questo quadro, l’accordo sui missili Exocet assume valore oltre la singola commessa: rappresenta un ulteriore tassello nel progressivo riavvicinamento strategico tra Atene e Parigi e nella ridefinizione del ruolo della Grecia come attore chiave per la sicurezza nel Mediterraneo orientale.

 

George Labrinopoulos

Foto © Meta-Defense.fr, Facebook, DEFEA

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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