L’evento promosso da Angi per interrogarsi sul ruolo dell’energia nucleare nella transizione ecologica e nella competitività internazionale
Per tantissimo tempo, il nucleare è rimasto un tema sospeso nel dibattito pubblico italiano, quasi un’eco lontana di un passato controverso. Referendum, paure collettive, immagini di incidenti che hanno segnato l’immaginario comune: tutto questo ha contribuito a congelare la discussione, trasformandola in un tabù più che in un’opportunità di confronto. Eppure, mentre il Mondo cambia a una velocità che i sistemi energetici faticano a seguire, il nucleare torna a riaffacciarsi come una delle possibili risposte a una sfida che non concede più rinvii: garantire energia sicura, accessibile e pulita in un contesto globale sempre più instabile.
La conferenza tenutasi presso lo spazio multimediale di Europa Experience – David Sassoli intitolata “Il nucleare nella pianificazione energetica” nasce proprio con questo intento: riportare il tema del nucleare su un terreno razionale, tecnico e strategico, lontano dalle semplificazioni e più vicino alla complessità reale delle scelte che attendono il Paese, con uno sguardo al futuro e alle nuove generazioni. A promuovere questo importante incontro l’Associazione nazionale giovani innovatori – Angi con il patrocinio degli Uffici in Italia del Parlamento europeo e del Wolrd Economic Council (Wec) e di CDTI (Club dirigenti Tecnologie dell’informazione).
I partecipanti
La giornata ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo accademico, istituzionale e aziendale, in un confronto sul tema dell’energia nucleare. Tra questi:
William Nonnis, analista tecnico operativo per la digitalizzazione e l’innovazione – Struttura di Missione Pnrr, Presidenza del Consiglio dei ministri; Nicola Ippolito, direttore Divisione Nucleare, Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica; Maria Siclari, direttore generale Ispra; Gian Luca Artizzu, amministratore delegato Sogin; Gianluca Duretto, professore Università Internazionale di Roma Unint, infrastrutture digitali e blockchain; Andrea Malizia, professore associato in Misure e strumentazione nucleari Università di Tor Vergata; Francesca Ferrazza, responsabile Magnetic Fusion Initiatives di Eni; Piergiorgio Rosso, rappresentante Associazione italiana di ingegneria chimica (Aidic); Michele Vitiello, segretario generale World Energy Council Italia.
Carmelina Salierno, responsabile sezione per la Vigilanza sulla sorveglianza ambientale di Isin; Alessandro Dodaro, direttore Dipartimento nucleare di Enea; Fabio Giannetti, professore associato Sapienza Università di Roma, docente di Applicazioni dell’energia nucleare e consigliere scientifico dell’Advisory Board e dell’Ain; Massimiliano Tacconelli, Nuclear Program Manager di Walter Tosto S.p.A.; Alessio Iuvara, vicepresidente Young Generation Ain – Associazione italiana nucleare Inyg; Vincenzo Santoro, presidente Commissione AI, esperto Energy & Utility.
Non è mancato poi il videomessaggio dell’on. Mariateresa Vivaldini, membro della Commissione per l’Industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo (Itre).
Un Mondo che corre più veloce dell’energia
La sicurezza energetica, un tempo materia per specialisti, è diventata improvvisamente un tema quotidiano. Le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi delle materie prime e la corsa globale alla decarbonizzazione hanno mostrato con chiarezza un limite strutturale: i sistemi energetici attuali non sono pronti a sostenere la domanda del futuro.
In questo scenario, il nucleare viene osservato con occhi nuovi. Non più come una tecnologia ingombrante del passato, ma come un possibile elemento di stabilità in un mix energetico sempre più complesso. Molti Paesi stanno rivalutando questa opzione, spinti dalla necessità di ridurre le emissioni senza compromettere la continuità della fornitura. La transizione energetica richiede strumenti diversi, complementari, e il nucleare potrebbe essere uno di questi.
Cosa può offrire il nucleare di oggi
Uno dei nodi centrali del dibattito riguarda l’evoluzione tecnologica. Il nucleare del XXI secolo non è più quello degli anni Settanta. Reattori più compatti, sistemi di sicurezza passivi, cicli del combustibile più efficienti e soprattutto la prospettiva dei reattori modulari di piccola taglia (Smr) stanno ridisegnando i confini della fattibilità.
In molti hanno posto l’accento su come queste innovazioni rendano il nucleare più competitivo e più integrabile in un sistema dominato dalle rinnovabili. Non si tratta di contrapporre due modelli, ma di capire come possano convivere. Le rinnovabili sono indispensabili, ma la loro intermittenza richiede una fonte stabile che possa sostenere la rete nei momenti critici. È qui che il nucleare viene considerato un possibile “pilastro di equilibrio”.
Il nodo italiano: tra memoria, identità e futuro
L’Italia ha una storia complessa con il nucleare, e questo pesa inevitabilmente sul dibattito. Ma guardare al futuro non significa cancellare il passato: significa valutarlo con lucidità. La domanda che emerge è semplice e scomoda: possiamo permetterci di escludere a priori una tecnologia che molti Paesi considerano strategica?
La pianificazione energetica richiede visione, coraggio e soprattutto tempo. Ogni scelta fatta oggi avrà effetti per decenni. Per questo il confronto sul nucleare non può essere ridotto a slogan o paure irrazionali. Serve un dialogo informato, aperto, capace di distinguere tra rischi reali e percezioni.
L’evento
Questo spirito ha animato l’evento “Il nucleare nella pianificazione energetica. Sicurezza, innovazione e competitività nel contesto internazionale”. L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, mondo accademico, imprese e stakeholder del settore energetico. Gabriele Ferrieri ha evidenziato la necessità di un confronto propositivo tra istituzioni ed esperti, capace di orientare il Paese verso una visione energetica fondata su innovazione e strategia. Spada ha ricordato come l’azione congiunta a livello europeo sia fondamentale per affrontare sfide che nessun Paese può sostenere da solo.
Il videomessaggio dell’on. Mariateresa Vivaldini ha aperto un panel ricco di interventi: tecnici, ricercatori, dirigenti di enti pubblici e privati, rappresentanti dell’industria e della comunità scientifica. Un mosaico di competenze che ha mostrato quanto il nucleare sia una materia multidisciplinare, impossibile da affrontare con approcci semplicistici.
Ferrieri: «Accendere un confronto propositivo»
«Abbiamo convocato diversi esponenti, italiani e internazionali, di aziende e università, per accendere un confronto propositivo tra le istituzioni e gli esperti del settore, evidenziando, dal punto di vista del nuovo paradigma tecnologico e scientifico, quale direzione il nostro Paese intende seguire in termini di visione e approvvigionamento energetico. Siamo grati per l’importante presenza e adesione dei partecipanti e auspichiamo che i temi emersi possano essere utili alle istituzioni italiane ed europee per proseguire nella visione strategica sulla pianificazione del nucleare, elemento da considerare per lo sviluppo e l’indipendenza energetica del nostro Paese» ha dichiarato il presidente dell’Angi Gabriele Ferrieri.
Una roadmap nazionale
L’evento ha messo in luce un punto chiave: solo un coordinamento tra ricerca accademica e capacità produttiva può garantire la competitività necessaria per sostenere la transizione ecologica.
Le traiettorie tecnologiche di lungo periodo, come la fusione magnetica e le applicazioni avanzate dell’energia atomica, richiedono investimenti, visione e continuità. Il dialogo tra comunità scientifica e industria è essenziale per definire una roadmap chiara per l’integrazione del nucleare nel mix energetico nazionale.
Angi ha ribadito il proprio impegno nel coinvolgere le nuove generazioni nei processi decisionali legati all’innovazione. La transizione energetica non è solo un percorso tecnologico ma un processo culturale. Il nucleare è quindi una delle possibili opzioni sul tavolo. Ignorarla significherebbe rinunciare a una parte del dibattito proprio nel momento in cui il Paese ha più bisogno di strategie solide e lungimiranti.
Parlare di nucleare oggi significa parlare del futuro, e delle strade che si intendono percorrere per delinearne i confini. Un futuro in cui sicurezza, sostenibilità e innovazione non siano alternative, ma parti di un’unica visione.
Gianfranco Cannarozzo
Video© Eurocomunicazione













