Il Musical, questo sconosciuto

0
322
Musical

In libreria il primo dizionario in lingua italiana dedicato al Musical e alle sue innumerevoli declinazioni

Vi è una certa idiosincrasia del pubblico italico nei confronti del musical, un pregiudizio che ha varie motivazioni. Forse la prima risiede nel senso di straniamento che coglie lo spettatore di fronte a una rappresentazione della quale comprende i dialoghi (doppiati), ma non le parole delle canzoni (usualmente in lingua originale).

Con il consueto acume che lo contraddistingue, e sostenuto da una grande passione, con Lo spettacolo comincia (Arcana Editore) Eugenio Tassitano ha confezionato non solo un dizionario dei musical, ma un vero e proprio atto d’amore verso il genere.

Inoltre, come aveva fatto per la sua precedente pubblicazione, Storie di musica al cinemaha saputo individuare una debolezza nel nostro panorama editoriale, un varco nel quale nessuno si era avventurato prima. Scopo del libro è dunque quello di alimentare il dibattito e ampliare la platea dei fruitori, sovente ignari delle perle che si nascondono nei fondali inesplorati del Musical.

Il metodo

Come per il precedente libro l’autore traccia una mappa, salvo poi sottolineare come tutto sia soggettivo, e come ognuno possa creare le proprie categorie di valore. Uno spazio ordinato e nello stesso tempo allusivo di innumerevoli varianti e percorsi. Per questo la suddivisione fra film indispensabili, consigliati e segnalati è una semplice suggestione, utile al neofita per inoltrarsi in un mondo apparentato con il sogno in maniera quasi shakespeariana.

Ulteriori appendici dedicate alle pellicole operistiche, a quelle con semplici inserti musical e ancora ai film sulla danza arricchiscono il quadro che, evidentemente, non può essere esaustivo data la vastità della materia.

La geografia del libro

La prima sezione declina il tema descrivendo pellicole molto note, provenienti in gran parte da classici del cinema hollywoodiano. Si pensi a Cappello a cilindro, o ancora a Un americano a Parigi, fino ai Blues Brothers. É specialmente nella seconda sezione che possiamo sbizzarrirci a indagare ambiti geografici inattesi, insieme a titoli poco familiari ai più.

Pensiamo all’India, che a voler essere precisi aveva già trovato un posto d’onore nelle prime pagine con Sete eterna di Guru Dutt, ma che popola anche la seconda con pellicole di indubbio interesse, ad esempio nella duplice declinazione di Devdas, film del 1955 ripreso in una nuova ed enfatica versione nel 2002.

Spostiamoci in Cina con un titolo molto famoso, non specificamente un musical, ma incentrato sulle vicende di due artisti dell’Opera di Pechino. Stiamo parlando di Addio mia concubina di Chen Kaige, premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes, uno dei massimi successi del cinema orientale.

MusicalDall’Oriente alla Francia, con il delizioso Parole, parole, parole … di Alain Resnais. Un maestro indiscusso della Nouvelle Vague, qui in grado scompaginare il genere inserendo il cantato fra le parti dialogate. Sperimentazione formale, leggerezza e profondità vengono mescolate con maestria, senza mai perdere il ritmo narrativo. Le canzoni svelano i reali sentimenti dei personaggi, in un gioco abilissimo fra l’essere e l’apparire. La Francia è territorio di grandi talenti. L’autore inserisce giustamente Les parapluies de Cherbourg di Demy fra gli indispensabili, citando altre opere del Maestro nella successiva sezione. Riguardo l’attualità transalpina, troviamo il pluripremiato Emilia Pérez di Jacques Audiard, singolare mescolanza di noir e musical.

Non manca neppure il Giappone, presente ad esempio con Memories of Matsuko, sconcertante opera pop di Tetsuya Nakashima in bilico fra melodramma e musical. Un film eterogeneo, sgargiante nei colori, rischioso e coraggioso, colmo di spunti interessanti. Non trascurabile infine la sezione conclusiva, dedicata a un’ampia messe di film solo segnalati ma non per questo indegni di attenzione. Schede meno dense, ma comunque in grado di suscitare la curiosità del lettore.

Da queste brevi note si comprende come il libro sia una mappa geografica e un labirinto nel quale ogni lettore può individuare il proprio percorso. Approcciando le schede, tutte accuratamente redatte, con la mente di un esploratore, si può andare alla ricerca delle pellicole più rare. Trovarle e visionarle offrirà il gusto della scoperta, quella sensazione unica di imbatterci in qualcosa che, altrimenti, non avremmo conosciuto. Il libro inoltre è un progetto aperto. Da questo punto di vista auspichiamo che, nel prossimo futuro, possa essere aggiornato con ulteriori, inaspettate acquisizioni.

 

Riccardo Cenci

Foto © Riccardo Cenci

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui