L’Egeo e il Mediterraneo orientale sono nel mirino – la mossa di Ankara vuole dimostrare che non può essere messa da parte
Il Governo turco guidato dal presidente Recep Tayyip Erdoğan prepara una nuova iniziativa destinata ad aumentare la tensione nel Mediterraneo orientale e nell’Egeo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il partito al potere AKP starebbe elaborando un disegno di legge che conferirebbe al presidente il potere di dichiarare unilateralmente una Zona Economica Esclusiva (ZEE) estesa fino a 200 miglia nautiche dalle coste turche.
La proposta consentirebbe ad Ankara di rivendicare diritti esclusivi sulla pesca, sull’estrazione mineraria, sulle trivellazioni energetiche e sull’istituzione di parchi marini anche in aree considerate contese da Grecia e Cipro. Si tratta di un passaggio che potrebbe riaccendere le dispute regionali sulle risorse energetiche del Mediterraneo orientale, già al centro di numerose crisi diplomatiche negli ultimi anni.
Le tensioni con Grecia e Cipro
Secondo fonti vicine al dossier citate da Bloomberg, l’obiettivo della Turchia è rispondere alle rivendicazioni avanzate da Atene e Nicosia nei mari ricchi di gas naturale e riaffermare il ruolo strategico di Ankara nella Regione. La Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare prevede infatti la possibilità per gli Stati costieri di istituire ZEE fino a 200 miglia nautiche, ma impone accordi bilaterali nei casi di sovrapposizione delle rivendicazioni. La Turchia, tuttavia, non ha mai ratificato la convenzione.
Ankara continua inoltre a contestare la posizione greca secondo cui le numerose isole dell’Egeo dispongono di pieni diritti sulle rispettive zone marittime. Per il Governo turco, la delimitazione della piattaforma continentale dovrebbe invece basarsi principalmente sulle coste continentali dei Paesi interessati. Una divergenza che rappresenta uno dei principali nodi irrisolti tra i due membri della Nato.
La Turchia sostiene inoltre che Stati insulari come Cipro possano rivendicare soltanto acque territoriali limitate, mentre il Governo della Repubblica Turca di Cipro del Nord – riconosciuta esclusivamente da Ankara – continua a rivendicare diritti sulle risorse energetiche offshore al largo dell’isola.
Pressioni internazionali e questione cipriota
Gli Stati Uniti hanno invitato Grecia e Turchia a proseguire il dialogo per affrontare le divergenze sull’esplorazione di petrolio e gas, mentre l’Unione europea in passato aveva minacciato Ankara di sanzioni per le attività di perforazione in aree considerate contese da Atene e Nicosia.
Parallelamente, Erdoğan è tornato anche sulla questione cipriota, lanciando un avvertimento riguardo alla presenza militare straniera sull’isola. Durante un incontro a Istanbul con il presidente della Repubblica Turca di Cipro del Nord, Tufan Erhürman, il presidente turco ha dichiarato che le forze dispiegate a Cipro con il pretesto delle tensioni legate all’Iran non dovrebbero trasformarsi in una presenza permanente. Secondo la direzione comunicazione della Presidenza turca, il colloquio si è svolto presso l’ufficio di Dolmabahce e ha riguardato sia le relazioni bilaterali sia gli sviluppi regionali.
Erdoğan ha ribadito che Ankara è pronta ad adottare tutte le misure necessarie per difendere i turco–ciprioti e non permetterà che i loro diritti e interessi vengano compromessi. All’incontro erano presenti anche importanti esponenti dell’apparato statale turco, tra cui il capo dell’intelligence MIT İbrahim Kalın, il direttore delle comunicazioni Burhanettin Duran e il consigliere presidenziale per la politica estera e la sicurezza Akif Çağatay Kılıç.
Situazione interna e sicurezza nelle scuole
Nel frattempo, sul fronte interno, Erdoğan ha deciso di rimuovere il vice ministro dell’Istruzione Nazif Yılmaz, sostituendolo con Cihad Demirli, dopo i due gravi attacchi armati avvenuti nelle scuole turche nel mese di aprile, episodi che hanno provocato forte shock nell’opinione pubblica del Paese.
Nel primo attacco, avvenuto nella città di Kahramanmaras, un ragazzo di 14 anni ha aperto il fuoco in una scuola uccidendo otto studenti tra i 10 e gli 11 anni e un insegnante. Secondo le autorità, il giovane era in possesso di cinque armi da fuoco ed era figlio di un ex comandante di polizia, successivamente arrestato.
Un secondo episodio si è verificato nella provincia di Sanliurfa, dove un ex studente è entrato nella sua vecchia scuola superiore, ha sparato e poi si è tolto la vita.
Dopo i due attacchi, il presidente turco ha annunciato l’intenzione del Governo di introdurre restrizioni più severe sul possesso di armi, nel tentativo di rafforzare la sicurezza interna e prevenire nuovi episodi di violenza nelle scuole del Paese.
George Labrinopoulos
Foto © AI, Cnn













