Intervista a Giulio De Vita, direttore del PAFF!
Conosciamo più da vicino l’ideatore del PAFF! Palazzo Arti Fumetto Friuli, la struttura innovativa nata a Pordenone nel 2018 che offre un approccio inconsueto alla promozione culturale del territorio.
Chi è Giulio De Vita?
«Nasco come artista del mondo del fumetto. Ho iniziato molto presto a pubblicare a 18 anni fumetti umoristici su una rivista religiosa di Padova, successivamente ho realizzato alcuni episodi di Lazarus Ledd un fumetto poliziesco da edicola e copertine per la Marvel Italia. Negli anni 2000 ho creato assieme a Francesco Artibani la serie Kylion per la Disney e sono approdato al fumetto d’oltralpe che mi ha dato la notorlietà internazionale e mi ha permesso di cimentarmi in progetti di grande visibilità. Parallelamente il mio spirito eclettico mi ha condotto a lavorare nel mondo della pubblicità, del videoclip (Vasco Rossi, Zucchero, 883…), del cinema (Aida degli Alberi)».
Come arriva un artista a dirigere una struttura come il PAFF?
«Le mie esperienze internazionali mi hanno permesso di conoscere molte realtà diverse in campi diversi. E di arricchirmi di input preziosi che mi dispiaceva non potessero essere sfruttati per la mia comunità. Per scelta di vita mi sono concesso il lusso di continuare a vivere nella mia città natale, Pordenone, vicino ai miei affetti e alle mie radici. Peraltro la città vanta una realtà culturale molto frizzante nella quale quella del fumetto spicca per aver prodotto numerosi artisti. Così, inizialmente ho iniziato a prodigarmi nella filantropia creando Vastagamma, un’associazione che permettesse ai giovani artisti di tutte le discipline di esprimersi e avere un luogo dignitoso, per poi, sull’esperienza di centinaia di mostre, di ambire a un luogo più ambizioso dove il fumetto fosse il fulcro di incrocio tra di esse».
Ci spieghi meglio…
«Sì, comprendo che non sia di immediata comprensione la visione che mi ha animato, perché ci si aspetterebbe che l’obiettivo sia il valorizzare il fumetto, che troppo spesso è visto ancora come un’arte minore, ma il PAFF! ha una prospettiva un po’ più alta che contempla anche il concetto di marketing territoriale. Pordenone non è certo percepita come una destinazione di turismo culturale. È ancora legata a degli stereotipi come il luogo di caserme, un luogo freddo, lontano ecc.
Oggettivamente non dispone di una storia sufficientemente autorevole per competere con altre città limitrofe più seducenti. Mentre poi chi la visita scopre che è una città accogliente, dinamica, vivibilissima, tranquilla, piacevole e soprattutto animata da numerosi eventi culturali di eccellenza. Di contro ho spesso osservato da parte di alcuni pordenonesi l’ambizione di confrontarsi con città di altre dimensioni e altra storia. Cosa che ritengo ridicola, perché denota un complesso di inferiorità ingiustificato. Mentre i fatti dimostrano che il piccolo centro è il futuro del benessere, l’idea dell’urbanesimo è ormai ampiamente superata».
E quindi?
«Il piccolo centro deve puntare sui punti di forza, per distinguersi ed essere unico. E una delle cose sui cui può puntare Pordenone è la sua autorevolezza fumettistica. Non tanto per valorizzare i propri fumettisti, che non hanno certo bisogno di del PAFF! per affermarsi, ma per dare alla città un luogo di cultura che nessuna altra città in Italia possiede, forte anche di una struttura splendida, messaci a disposizione coraggiosamente dal Comune di Pordenone, che, quella sì, farebbe invidia anche a una capitale».
Dunque che cosa fa il PAFF?
«Il PAFF! non si limita ad essere un museo del fumetto; sarebbe velleitario e superfluo, dato il gran numero di musei di questo Paese, ma un laboratorio di progetti integrato che possa essere un motore per le industrie culturali creative e allo stesso tempo un luogo di incrocio di discipline diverse. Perché il fumetto offre innumerevoli possibilità per collegarsi alle più disparate tematiche e discipline. Quind attraverso una struttura polifunzionale, con esposizioni, didattica, formazione, eventi creiamo situazioni propizie alla nascita di fermenti, idee, situazioni di incontro oltre che a un motivo in più per visitare la città. Il tutto attraverso un gancio importante che è l’appeal che il fumetto ha verso tutte le fasce di pubblico, perché è associato a una facile fruibilità, comprensibilità e divertimento. Un approccio originale per reinventare il concetto di contenitore culturale che forse solo a Pordenone si poteva creare».
Facci qualche esempio
«Alcune mostre da noi realizzate come il Viaggio a fumetti nella storia dell’arte, in cui il vivistatore entrava fisicamente nelle storie a fumetti del geniale Gradimir Smudja per conoscere la vita e le opere dei massimi pittori. Un modo per sollazzare la curiosità dei profani ad approfondire la storia dell’arte, oppure La Polizia a Fumetti realizzata in collaborazione con la Polizia di Stato in cui veniva divulgato il senso di legalità, o ancora la mostra su Leonardo realizzata in collaborazione con l’L3 di Milano il museo interattivo dedicato al maestro del rinascimento. Ma abbiamo anche esposto maestri come Giorgio Cavazzano, maestro indiscusso del mondo Disney ed estra Disney, Milton Caniff che ha ispirato generazioni di fumettisti come Hugo Pratt e Alex Toth, e un confronto tra i maestri storici dei supereroi Marvel e DC comics».
Riguardo alle attività?
«Ovviamente la struttura non può basarsi sulle sole esposizioni. Un’attenta analisi di marketing ha evidenziato l’esigenza di differenziare la proposta per realizzare la missione di un luogo sempre attivo per essere vissuto da fasce di pubblico diverse. Quindi in orari diversi e durante tutto l’anno. Pordenone che ha una popolazione di 60 mila abitanti e non dispone di frotte di turisti non può alimentare il PAFF! di flussi di visitatori sempre nuovi, ma può fornire un pubblico abituale. Per questo proponiamo il PAFF! come un posto da vivere prima che da visitare: un luogo che propone soluzioni e situazioni diverse, con offerte culturali, ludiche e di tempo libero differenziate. Il tutto è facilitato da un contesto davvero ammirevole, una struttura impeccabile immersa in un parco pubblico splendido a pochi passi dal centro storico».
Come state affrontando il difficile momento dovuto alla pandemia?
«Con la resilienza che un po’ tutti nel Mondo sono stati costretti a scoprire. Affrontando giorno per giorno le novità, con la consapevolezza dell’incertezza del domani. Beneficiamo di contributi pubblici messici a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia, e questa sicurezza economica che ci permette di non chiudere, ci dà allo stesso tempo la responsabilità di usare il denaro pubblico in maniera oculata, sapendo che interpretiamo un ruolo importante nella società, il ruolo della cultura che deve dare un messaggio di speranza e visione verso il futuro, e che tutto quello che facciamo oggi lascerà il segno nella storia di domani del nostro territorio».
Cosa propone attualmente il PAFF?
«La mostra attualmente in corso è dedicata al fumettista italiano più famoso al mondo che è Milo Manara. Intotolata Secret Gardens abbiamo voluto distaccarci dall’argomento prettamente erotico al quale l’artista è solitamente associato, per focalizzarci su un aspetto aturiale meno conosciuto e cioè i vari universi della fantasia da lui affrontati nelle sua cinquantennale carriera: la fantascienza, il fantasy, i racconti storici fino alle collaborazioni con Federico Fellini e Pratt. La mostra è stata appena prorogata fino al 19 Settembre, quando partirà – l’inaugurazione è fissata per il 18 Settembre – La mostra Mingus, master of Jazz dedicata al noto contrabbassista in occasione del centenario della nascita e basata sulla nuova biografia a fumetti di Massarutto/Squaz».
Parlaci della mostra sugli abbracci
«Una realtà ambiziosa e dinamica come PAFF! non si può fermare ad attività che si svolgono esclusivamente all’interno delle sue sedi. Ma deve zampillare di iniziative e fondarsi sulla rete di collaborazioni eccellenti. Per questo la mia principale attività consiste nel concepire progetti che possano coinvolgere dei partner per azioni di promozione culturale congiunte sia sul territorio che fuori da esso. È bello conoscere persone sparse per il mondo che condividono la nostra visione con le quali ci si intende alla perfezione.
Abbiamo stretto una collaborazione con Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi che in collaborazione con Acca accademy, importante scuola di fumettisti per la realizzazione di una bella mostra dal sapore simbolico di questo perioto pandemico la mostra Free Hugs che verrà allestita a Settembre in occasione del festival musicale. Ho proposto alle Giornate degli Autori della Biennale Cinema di Venezia di ospitare la mostra e ho ricevuto dal presidente Giorgio Gosetti un convinto sì. Siamo enormemente grati per questa immensa opportunità di poterci affiancare a uno degli eventi culturali più importanti del mondo nell’ambito come il festival cinematografico lagunare. Contiamo che questa sia la prima di una lunga serie di collaborazioni».
Cecilia Sandroni













