Ci si interroga sul destino di un’intera popolazione, donne e bambini

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Si auspica presto la realizzazione di un corridoio umanitario Ue per salvare gli afghani che devono scappare

In seguito agli ultimi accadimenti che hanno portato alla dichiarazione dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan, moltissimi sono documenti di foto e video di violenze contro le donne che circolano nella rete più o meno recenti.

È doveroso precisare che il video descritto in precedenza, lo scordo 17 agosto, difatti si riferisce ad un documento di alcuni anni fa, erroneamente spacciato per attuale. La preoccupazione nei confronti del futuro di un’intera popolazione, delle sue donne e dei suoi bambini, rimane però una costante attuale.

L’intervista di Eurocomunicazione

Lo stesso Luca Lo Presti – presidente di Pangea Onlus, impegnata da ben diciotto anni in Afghanistan creando consapevolezza, sviluppo per le donne afghane, rappresenta il concreto pericolo per le donne e i bambini rimasti lì da soli.

Vi è grande preoccupazione per le ragazze della Onlus che lavorano sul territorio rischiando la propria vita. Riferisce di esecuzioni extragiudiziarie, rastrellamenti e pulizie etniche degne dei tempi più bui del secolo scorso.

Europa in aiuto

Ricorda Lo Presti il ruolo fondamentale dell’Unione europea in seguito alla presa di consapevolezza da parte dei Governi del disastro e della responsabilità nei confronti della popolazione. E soprattutto delle donne e dei bambini che rimangono lì.

Auspica che l’Ue si faccia carico dell’apertura di un corridoio umanitario impegnandosi per salvarle e accoglierle. Anche al fine di prevenire infiltrazioni di terroristi nei flussi migratori.

Le nuove generazioni

Auuspica ancora che l’Unione europea possa svolgere quel ruolo di grande madre in grado di accompagnare le nuove generazioni afghane verso una cultura più democratica affinchè possa essere un giorno l’artefice, propio per mano delle nuove generazioni, di una nuova cultura senza più violenza e sopraffazione.

 

 

Cristiana Rossi

Foto © New York Times
Video © Eurocomunicazione

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