Filippo De Masi, al via il tour letterario di “Le case che hanno gli occhi”

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Filippo De Masi

Nasce a Roma nel 1967 e respira arte sin da bambino attraverso la madre, direttrice di doppiaggio e il padre compositore di musica da film

Sta per iniziare il tour letterario del regista, autore e scrittore Filippo De Masi, che ha appena dato alle stampe il suo ultimo lavoro, un thriller psicologico dal titolo “Le case hanno gli occhi” (Pegasus Edition). Prime tappe la capitale Roma e Minori (Sa).

Due appuntamenti da non perdere con Filippo De Masi: nel pomeriggio di venerdì 3 giugno nella Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma (all’interno della rassegna letteraria Scrivendo AltroveLibri in Campidoglio organizzata dall’Associazione Culturale Occhio dell’Arte in collaborazione con la Pegasus Edition e sotto l’egida dell’On. Fabrizio Santori, segretario d’Aula dell’Assemblea capitolina) e nella serata del 6 giugno a Minori (Sa), ospite del salotto letterario di Alfonso Bottone e della sua storica kermesse …incostieraamalfitana.it

L’autore

Regista Rai di lungo corso, Filippo De Masi nasce a Roma. Classe 1967, respira arte sin da bambino. Nel salone di casa c’era la moviola di sua madre, direttrice di doppiaggio, e lo studio di un celebre padre, Francesco De Masi, che componeva musica da film.

Alla stampa ha dichiarato: «A otto anni ho iniziato a lavorare come doppiatore andando contro la volontà di mamma. Non voleva facessi la sua stessa vita “sepolta in una sala buia per tutto il giorno”. Papà, però, aveva promesso a un suo amico regista che mi avrebbe portato ai provini per doppiare dei bambini, protagonisti di una pellicola per la quale stava scrivendo le musiche. Vinsi la parte di uno dei protagonisti».

I primi passi

Il primo lavoro di rilievo che ha fatto Filippo De Masi è stato l’assistente per “Fantozzi alla riscossa” al fianco di Neri Parenti. Nel 2003, giunge alla regia di una trentina di documentari per “Alle falde del Kilimangiaro” e nel 2005 approda a Rai Due dove, al fianco di Roberto Giacobbo, è rimasto per più di dodici anni conVoyager“. Insieme a Giacobbo, Filippo ha fatto la regia di decine di prime serate, tutte straordinarie, sia per ascolti che per la qualità del prodotto che riuscivano a confezionare con budget realmente irrisori.

Quando Giacobbo è passato a Mediaset, si è sentito un po’ perso, ma la sua professionalità era oramai stata notata. “Sereno Variabile” (con Osvaldo Bevilacqua), “Niagara” (con Licia Colò), “Paesi che vai” (con Livio Leonardi), “Bellissima Italia”, “Primo Set”, “Il Provinciale” (con Federico Quaranta) sono solo alcune delle produzioni con le quali ha proseguito il cammino nella televisione pubblica.

Ha scritto finora cinque libri, ha collaborato con la Beat Records di De Gemini partorendo le note per decine di cd di colonne sonore firmate dal padre Francesco De Masi. Ha curato alcune edizioni di una manifestazione di musiche da film che ha dedicato sempre alla memoria del celebre papà, scomparso nel 2005. Inoltre, ha diretto un film horror indipendente dal titolo “TH3 PIT”. Questo e molto, molto altro, per un professionista che negli ultimi tempi si sta appassionando al mondo della letteratura.

Filippo De Masi  anticipa al lettore l’atmosfera de “Le case hanno gli occhi”, che è il suo primo romanzo

«Dopo qualche esperienza in campo letterario rivolta ad altri generi, per soddisfare la mia naturale inclinazione, ho deciso di scrivere un romanzo giallo. Sono cresciuto con la passione del cinema e della regia e adoro i film nei quali si succedono avvenimenti sinistri, sfiorando anche tinte forti, dove è complicato venire a capo di un intrigo. Se dopo poche inquadrature capivo chi fosse l’assassino, cambiavo immediatamente canale e passavo ad altro. Per questo nel mio romanzo appena uscito, non si viene a capo del mistero se non leggendo l’ultima pagina».

In un genere assai frequentato, nel quale è complicato poter risultare originale, Filippo De Masi ha trovato alcune chiavi per rendere questo lavoro singolare e diverso dagli altri. La prima è il punto di vista dal quale prende vita la storia, che è quello del casale all’interno del quale si svolge la trama. La seconda è che in questa vicenda i personaggi non si dividono in buoni e cattivi, ma sono tutti, chi più chi meno, malvagi.

La narrazione, per le sue caratteristiche, si presta facilmente a un adattamento che – si vocifera – potrebbe concretizzarsi in una serie per la televisione

Filippo De Masi«Sarebbe il coronamento di due sogni perché vorrebbe dire che il romanzo è piaciuto e che potrei firmare la regia di un mio lavoro al quale tengo tantissimo».

Rispondendo con schiettezza a chi domanda cosa di lui nascondano le pagine del libro, Filippo risponde: «C’è tanto della mia vita, perché – come dice il grande maestro Pupi Avati, anche lui regista e scrittore – bisogna scrivere di ciò che si conosce. La pandemia mi ha concesso il tempo di dedicarmi alla scrittura. Fino a due anni fa, vivendo in ufficio anche quando non giravo o montavo, non avrei avuto mai il tempo di mettermi per qualche ora al giorno al computer per creare un romanzo».

«Ringrazio la mia famiglia, mia moglie e mio figlio, per la pazienza che hanno con me, e chiedo scusa per il tempo che tolgo loro scrivendo dalla mattina alla sera». Un seguito delle “Case hanno gli occhi” non esisterà probabilmente mai, ma l’autore sta lavorando ad altri progetti che sono già a buon punto.

 

Lisa Bernardini

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