D(raghi)-Day al Senato, Italia in attesa

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D(raghi)-Day

Cronistoria della giornata decisiva per le sorti del (Bel)Paese. Stasera i risultati al Senato e domani alla Camera

Il D(raghi)-Day inizia nell’Aula del Senato con le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. Il premier siede tra i ministri della Difesa e degli Esteri, Lorenzo Guerini e Luigi Di Maio. Il Governo è al gran completo e l’Aula è gremita. La seduta va avanti con il discorso di Draghi fino alle 10.30, quando il presidente del Consiglio si reca alla Camera per consegnare il testo delle comunicazioni rese a Palazzo Madama. Alle ore 11.00 riprenderà la seduta del Senato, con una discussione generale prevista fino alle 17, quando Draghi replicherà. Alle 17.30 inizieranno le dichiarazioni di voto e alle 19 partirà la “chiama” dei senatori.

Il ricordo dei più efferati omicidi d’Italia

Standing ovation da parte dell’Aula del Senato quando il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ricordato i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel trentesimo anniversario della loro scomparsa, l’Aula si è alzata in piedi per tributare omaggio ai magistrati. «Dobbiamo tenere le mafie lontane dal Pnrr, è il modo migliore per onorare la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e degli uomini e le donne delle loro scorte a 30 anni dalle loro barbare uccisioni».

Applausi

Sono stati diciotto gli applausi rivolti dall’aula di Palazzo Madama al premier Draghi durante le sue comunicazioni. Tutti dalla maggioranza escluso M5S, i cui senatori sono rimasti impassibili come quelli di Fdi. Significativi gli apprezzamenti sulla necessità di introdurre un salario minimo, sul sostegno incondizionato alla causa Ucraina, sulla salvaguardia dei valori europei e sulla necessità di insistere e migliorare il Reddito di cittadinanza.

«Come ho detto in Consiglio dei ministri, il voto di giovedì scorso ha certificato la fine del patto di fiducia che ha tenuto insieme questa maggioranza. Non votare la fiducia a un Governo di cui si fa parte è un gesto politico chiaro, che ha un significato evidente. Non è possibile ignorarlo, perché equivarrebbe a ignorare il Parlamento. Non è possibile contenerlo, perché vorrebbe dire che chiunque può ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo, perché viene dopo mesi di strappi e ultimatum. L’unica strada, se vogliamo ancora restare insieme, è ricostruire da capo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità».

«Il desiderio di andare avanti insieme si è progressivamente esaurito e con esso la capacità di agire con efficacia, con “tempestività, nell’interesse del Paese“».

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso delle sue comunicazioni in Aula al Senato, ha chiarito di essere particolarmente colpito «dagli appelli dei sindaci e del personale sanitario ad andare avanti con il Governo».

Consegna a Fico

Con una breve seduta alla Camera, il premier, Mario Draghi, ha consegnato al presidente di Montecitorio, Roberto Fico, le comunicazioni tenute al Senato. «Le consegno il testo delle comuni comunicazioni da me rese al Senato ai fini del dibattito di domani. Ringrazio le onorevoli deputate e gli onorevoli deputati per il contributo che daranno».

«Ritengo che un presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori debba avere in Parlamento il sostegno più ampio possibile».

Ue e gas

«In Europa si discuterà presto anche della riforma delle regole di bilancio e di difesa comune, del superamento del principio dell’unanimità. In tutti questi campi, l’Italia ha molto da dire, con credibilità, spirito costruttivo, e senza alcuna subalternità. L’Italia» – ha sottolineato – «è un Paese libero e democratico. Davanti a chi vuole provare a sedurci con il suo modello autoritario, dobbiamo rispondere con la forza dei valori europei. L’Unione europea è la nostra casa e al suo interno dobbiamo portare avanti sfide ambiziose».

«Dobbiamo continuare a batterci per ottenere un tetto al prezzo del gas russo, che beneficerebbe tutti, e per la riforma del mercato elettrico, che può cominciare da quello domestico anche prima di accordi europei. Queste misure sono essenziali per difendere il potere d’acquisto delle famiglie, per tutelare i livelli di produzione delle imprese».

«Questo Governo si identifica pienamente nell’Unione europea, nel legame transatlantico. L’Italia deve continuare ad essere protagonista in politica estera. La nostra posizione è chiara e forte nel cuore dell’Ue, del G7, della Nato».

Pnrr, Mattarella e fiducia piena

«A oggi, tutti gli obiettivi dei primi due semestri del Pnrr sono stati raggiunti. Abbiamo già ricevuto dalla Commissione europea 45,9 miliardi di euro. A cui si aggiungeranno nelle prossime settimane ulteriori 21 miliardi – per un totale di quasi 67 miliardi».

«Giovedì scorso ho rassegnato le mie dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato questo Governo sin dalla sua nascita. Il presidente ha respinto le mie dimissioni e mi ha chiesto di informare il Parlamento di quanto accaduto. Una decisione che ho condiviso».

«All’Italia serve una fiducia concreta e sincera, non serve una fiducia di facciata che svanisca davanti a provvedimenti scomodi».

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza

«Completare il Pnrr è una questione di serietà verso i nostri cittadini e verso i partner europei. Se non mostriamo di saper spendere questi soldi con efficienza e onestà sarà impossibile chiedere nuovi strumenti comuni di gestione delle crisi».

«Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione unica per migliorare la nostra crescita di lungo periodo, creare opportunità per i giovani e le donne, sanare le diseguaglianze a partire da quelle tra Nord e Sud. Entro la fine di quest’anno, dobbiamo raggiungere 55 obiettivi, che ci permetteranno di ricevere una nuova rata da 19 miliardi di euro. Allo stesso tempo dobbiamo procedere spediti con le riforme che, insieme agli investimenti, sono il cuore del Pnrr».

Ucraina

«Dobbiamo continuare a sostenere l’Ucraina in ogni modo, come questo Parlamento ha impegnato il Governo a fare con una risoluzione parlamentare. Come mi ha ripetuto ieri al telefono il presidente Zelensky, armare l’Ucraina è il solo modo per permettere agli ucraini di difendersi. Allo stesso tempo, occorre continuare a impegnarci per cercare soluzioni negoziali, a partire dalla crisi del grano. E dobbiamo aumentare gli sforzi per combattere le interferenze da parte della Russia e delle altre autocrazie nella nostra politica, nella nostra società».

Economia

Cala sotto quota 194 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi nel corso dell’intervento in Senato del premier che ha affermato «la necessità di proseguire in questo confronto e definire una prospettiva condivisa in vista della legge di bilancio. Lo spread si porta a 193,9 punti, con il rendimento annuo italiano in calo di 14,1 punti base al 3,173%. Nel resto d’Europa il calo dei rendimenti è di circa 6 punti base in media».

Energia

«Dobbiamo ultimare l’installazione del rigassificatore di Piombino entro la prossima primavera, è una questione di sicurezza nazionale».

Conclusione

Mario Draghi conclude il suo discorso al Senato sfidando i partiti della maggioranza a ritrovare le ragioni di un’azione comune. Ricorda che vuole fare altre riforme, oltre a quelle già indicate, «come la riforma del sistema di medici di base, la discussione per il riconoscimento di forme di autonomia differenziata. Ma tutto questo richiede un Governo forte e coeso e un Parlamento che lo accompagni nel rispetto dei ruoli. All’Italia non serva una fiducia di facciata che svanisca davanti ai provvedimenti. Serve un nuovo patto di fiducia». Quindi Draghi rivolto ai senatori: «I partiti e voi parlamentari siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare lo sforzo di questi mesi e che poi si è affievolito. Siamo qui solo perché gli italiani lo hanno chiesto. La risposta a questa domanda non dovete darla a me ma a tutti gli italiani».

 

Le interviste ai senatori e deputati di tutte le forze politiche sono presenti sui social di Eurocomunicazione (Facebook, YouTube, Twitter e Instagram)

 

Ginevra Larosa

Foto © Eurocomunicazione

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