Despina Vandi: un insulto cantare sullo sfondo del poster di Atatürk

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La cantante greca è stata presa di mira dai media e dai social turchi per aver chiesto la rimozione del volto e della bandiera nazionale

La famosa cantante greca Despina Vandi si è rifiutata di apparire come ospite a un concerto della Fondazione per l’istruzione turca (TEV) a causa di presunte sfumature politiche durante l’evento. Gli organizzatori del concerto, che si è svolto nel distretto di Cesme, nella provincia di Izmir, in Turchia, avevano allestito un gigantesco poster di Kemal Atatürk sullo sfondo del palco. La cantante ha ritenuto che l’evento non fosse un semplice concerto musicale. Ha quindi deciso di ritirarsi. La stampa turca e il sindaco di Cesme la hanno attaccato verbalmente per il suo rifiuto.

La Vandi ha spiegato i motivi del suo rifiuto di partecipare all’evento con un post sul suo account Instagram: “Con assoluto rispetto per il pubblico che mi avrebbe onorato della sua presenza al concerto, in programma oggi – 17/07/2024, annuncio che per motivi di sola colpevolezza della Fondazione turca per l’educazione, (che ha deciso unilateralmente di alterare il carattere dell’evento come “concerto” dandogli una connotazione politica vietata e non concordata), la mia partecipazione non è possibile”. La cantante, difendendo la sua mossa, ha sottolineato che sarebbe stato un insulto partecipare a qualsiasi evento, che avrebbe portato l’immagine di Kemal.

Parlando a Mega, Despina Vandi ha dichiarato: «Voglio dirvi che sarebbe un insulto alla memoria storica per qualsiasi artista greco apparire a un evento sullo sfondo di un gigantesco poster di Kemal Atatürk. Figuriamoci nel 50° anniversario dell’invasione turca di Cipro».

Kemal Atatürk era il capo dell’esercito turco che entrò a Smirne nel settembre 1922 e bruciò i distretti greco e armeno, uccidendo migliaia di persone che vivevano in Città, mentre il resto fuggì sulle navi o annegò nel porto. Atatürk, padre fondatore del Paese, è stato il primo presidente della Turchia tra il 1923 e il 1938. Per i greci il suo nome è collegato alla catastrofe di Smirne, uno dei periodi più bui della storia della Grecia moderna.

La Turchia reagisce alla cancellazione del concerto

Il sindaco di Cesme, Lal Denizli, è stata molto esplicita contro la decisione della famosa cantante greca. Secondo quanto riferito, è salita sul palco per annunciare: «la signora Vandi non si esibirà perché ha chiesto la rimozione della bandiera turca e del poster di Atatürk. Non fischiate; Non credo valga la pena affaticarsi e sprecare il fiato. Abbiamo sacrificato così tanti martiri per conquistare questa terra e crediamo che la fratellanza e l’amicizia prevarranno. Nessuno può costringerci a togliere il poster di Atatürk. Questa signora dovrebbe andarsene da qui immediatamente, con calma e tranquillità. Ma spero che non proverà mai più a togliere la bandiera turca, che è macchiata di sangue», ha affermato Denizli.

I media turchi

La stampa turca ha “sparato” contro Vandi, definendo il suo comportamento “maleducato” e “arrogante”. L’incidente è stato trasmesso su tutti i telegiornali giovedì sera, Vandidominando anche i social media. Il giornale filogovernativo Hurryiet ha sollevato la questione osservando che in Grecia “c’è sempre una campagna di linciaggio con quegli artisti che non rispondono al sentimento nazionalista del Paese”. Poi ha aggiunto che ha causato un incidenteestremo” quando ha chiesto che la bandiera turca e il poster di Kemal Ataturk fossero rimossi. Da parte sua, il giornale nazionalista dei Lupi Grigi parla di una Despina “sfacciata, spudorata”.

Il quotidiano Aksam ha descritto la cantante come “arrogante e sfacciata”, mentre il canale televisivo Haber7 ha definito il rifiuto un “grande scandalo”. Il quotidiano Sözcü ha riportato che molti degli spettatori sono rimasti a guardare l’esibizione di un coro che avrebbe dovuto accompagnare la star greca e si sono uniti per cantare un inno patriottico turco. Commentando sul Subreddit di Ask Balkans, un utente ha postato: “Dal suo punto di vista, ha ragione, dopo tutto, potrebbe affrontare gravi contraccolpi e odio in Grecia. Ma c’è un punto in cui si sbaglia di grosso: perché accettare di fare questo concerto?”.

Grecia e Turchia sono in disaccordo da decenni su una serie di questioni, tra cui le rivendicazioni territoriali – per esempio su Cipro – e sono arrivati sull’orlo della guerra tre volte nell’ultimo mezzo secolo. L’incidente arriva in un momento in cui i leader stanno cercando di migliorare le loro difficili relazioni. Si sono incontrati più volte nell’ultimo anno nel tentativo di rafforzare un processo volto a normalizzare i legami.

 

George Labrinopoulos

Foto © The National Herald, Frammenti Rivista

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George Labrinopoulos
Sono quasi 52 anni che vivo in Italia, originario di Vitina, nel Peloponneso, Sono nato a Vrilissia, 13 km dal centro di Atene, dove ho vissuto i primi 20 anni della mia vita, finché non sono arrivato a Roma dove ho lavorato come corrispondente per la Grecia e a una Agenzia Onu. Ho cominciato a lavorare in Italia nel '78, come secondo corrispondente di un importante giornale greco. Nel 1980 sono entrato nella stampa estera in Italia, della quale tuttora sono membro effettivo e per la quale negli anni Ottanta ho ricoperto per tre volte la carica di consigliere nel direttivo dell'associazione. Nell'arco di questi anni ho lavorato per vari quotidiani greci, oltre che per un'emittente radiofonica, Da Roma riuscii a portare tra il 1984, fino gli anni Novanta, politici del calibro di Pertini e Cossiga, i primi ministri Andreotti e Craxi, il Papa Giovanni Paolo II, Prodi, e altri uomini politici che attraverso il loro operato scrivevano la storia dell'Italia in quegli anni, poi messi in un libro "L'Italia dei giganti", due anni fa. Sono arrivato in Italia nel 1972, iscritto all'Università per Stranieri in Perugia per imparare la lingua italiana. Sono stato iscritto all'Università di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia indirizzo lingue straniere (inglese). Durante le lezioni il mio professore all'epoca Agostino Lombardo, ci insegnava analisi di testo e di poesia, e gia mi è arrivata la voglia di cominciare di fare il mestiere che dovevo fare nella mia vita. Giornalista...vorrei ricordare che negli anni '70 non c'erano scuole di giornalismo, e il mio mestiere l'ho imparato facendo la gavetta dopo l'Università, ero andato ad Atene e facevo praticantato a un giornale ellenico...erano gli anni del sequestro Moro, e un'agenzia ellenica chiedeva un secondo per l'Italia, e cosi sono tornato come professionista giornalista a Roma

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