Le alte temperature dovute all’anticiclone Caronte alimentano i roghi che stanno divampando nella Capitale italiana
Un incendio di grandi dimensioni è divampato a Roma, in zona Monte Mario, nei pressi del Tribunale a Piazzale Clodio. Il fumo nero e le fiamme, dalla tarda mattina di oggi, mercoledì 31 luglio, a un certo punto sono stati giudicati pericolosi tanto da evacuare i residenti di quattro palazzine, 40 persone dall’Osservatorio Astronomico, la sede Rai di via Teulada. Sospesa anche la puntata di Estate in Diretta, in onda su Rai1 e i lavoratori delle sedi anche di via Goiran, via Gomenizza, via Novaro hanno lasciato, in via precauzionale, gli insediamenti aziendali.
«Un incendio così non lo abbiamo mai visto», ha dichiarato un residente evacuato.
A partire dalle 13 sono giunte sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco. Nel frattempo, la polizia ha chiuso tutte le strade di accesso alla zona della Panoramica e del Trionfale, anche attorno allo stadio Olimpico. Un modo per permettere ai soccorritori di contenere il rogo. Sul posto il sindaco Roberto Gualtieri che ha effettuato una ricognizione aerea intorno alla zona dell’incendio di Monte Mario con un elicottero dei Vigili del Fuoco (Drago 159 del reparto volo di Roma-Ciampino) assieme al prefetto di Roma Lamberto Giannini e al comandate provinciale dei Vigili del Fuoco Adriano De Acutis.
«L’incendio a Monte Mario sarebbe stato originato da un pasto cucinato in un accampamento abusivo sulle pendici della collina», ha riferito il sindaco. Ad alimentare le fiamme, ha spiegato ancora Gualtieri, «le alte temperature e il vento». Il rogo si è propagato rapidamente al sottobosco e poi ha iniziato a bruciare la collina. Nell’accampamento di piccole dimensioni vivono alcuni senza tetto ricoverati in alcune tende.
“Gravissimo incendio alle spalle della sede Rai di via Teulada, che ora rischia di attaccare la caserma dei carabinieri. Al momento le fiamme non si riescono a domare“, ha scritto su Facebook Sigfrido Ranucci, giornalista Rai, postando un video delle fiamme con un elicottero dei vigili del fuoco impegnato sul posto.
«Le fiamme erano già alte dal primo pomeriggio, abbiamo visto la colonna di fumo, nera e densa, poi udito delle esplosioni. Abbiamo avuto paura e siamo scesi in strada», questo il racconto di alcuni abitanti.
«A volte questo monte prende fuoco, ma così mai. Abbiamo sentito un grande odore di bruciato. Poi era talmente acre che abbiamo cercato di chiudere le finestre. Ho sentito una ragazza che urlava. I pompieri ci hanno fatto evacuare». Così Marina, una donna anziana che abita nella traversa di via Teulada ai piedi di Monte Mario, all’Ansa. Assieme ad altri tre anziani, in canottiera e pantaloncini, siede sui gradini di un palazzo in attesa di poter rientrare a casa mentre attorno a lei i vigili urbani sono al lavoro.
Temperature elevate
Ad alimentare l’incendio nella Capitale ha contribuito anche il vento, seppur leggero ma
bollente, dell’anticiclone Caronte che sta infiammando Roma. Da oggi, mercoledì 31 luglio, fino almeno al prossimo venerdì, le giornate saranno da bollino rosso. Di giorno le temperature si aggireranno tra i 35 e i 40 gradi. Secondo gli esperti sulla Città sono previste condizioni “meteo stabili e soleggiate con clima ancora molto caldo e afoso; temperature massime elevate, valori prossimi a 37/38°C in centro, con punte di 39–40 gradi nella zona est-nordest. Caldo anche di notte con temperature minime intorno a 25–27°C che renderanno elevato il disagio bioclimatico”.
Tra il 3 e il 6 agosto è atteso un lieve calo termico che dovrebbe attenuare l’afa soffocante. Il continuo caldo, tuttavia, preoccupa per la possibilità di incendi. A tal proposito la protezione civile ha emesso un bollettino di rischio “elevato” ossia quanto le condizioni “meteo-climatiche e l’umidità del combustibile vegetale sono tali da generare, in caso di innesco, un incendio con intensità di fuoco elevata e propagazione estremamente veloce di estinzione molto impegnativa”.
Rogo di Ponte mammolo
La procura di Roma sta indagando per incendio colposo il maxi rogo che da domenica 28 luglio ha interessato Ponte Mammolo. Chi abita in zona, da Colli Aniene al Tiburtino passando anche per Casal Bruciato, continua a dover tenere le finestre di casa chiuse per l’aria, dicono i residenti, «irrespirabile». Il rogo risulta spento da questa mattina dopo l’ennesima notte di lavoro dei vigili del fuoco.
L’incendio è scoppiato a ridosso del fiume Aniene, all’altezza di via di Ponte Mammolo, costringendo all’evacuazione circa 120 persone e bruciando alcune baracche. I pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, sono al lavoro per ricostruire, come riporta l’Adnkronos, anche alla luce delle informative della polizia e dei vigili del fuoco, l’origine dell’incendio.
Mentre si attendono i risultati del monitoraggio dell’Arpa Lazio sulla qualità dell’aria, chi vive nelle zone interessate continua a denunciare l’aria irrespirabile. Come raccomandato dal Comune di Roma, i residenti sono di fatto costretti a rimanere sempre con le finestre chiuse. I fumi scaturiti dal rogo potrebbero avere conseguenze sulla salute degli abitanti.
Ginevra Larosa
Foto © Armenpress.am, Informazione, Corriere Roma, Roma Today













