Guerra in Ucraina, l’Europa si riorganizza attorno a Starmer

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Guerra in Ucraina Europa Starmer

Regno Unito e Francia spingono per una “coalizione dei volenterosi” che garantisca la pace dopo che ci sarà una tregua. L’obiettivo è (ri)coinvolgere anche gli Usa

Gli Stati Uniti sembrano ormai orientati a defilarsi dalla guerra in Ucraina, sospendendo gli aiuti militari ed economici. L’Europa si ritrova così scoperta, costretta a riorganizzarsi per sostenere la difesa di Kiev. Il premier britannico Keir Starmer già nei giorni scorsi era volato a Washington per mediare con il presidente Usa Donald Trump. Nel fine settimana, invece, ha ricevuto a Londra i principali leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Lo scontro

L’insofferenza statunitense si è manifestata in maniera forse definitiva durante l’incontro-scontro fra Trump e Zelensky allo Studio Ovale. Anche se è slittata la firma, l’accordo sulla cessione delle terre rare agli Usa (i minerali utili per la costruzione di apparecchi di tecnologia avanzata) probabilmente si chiuderà lo stesso. È stato reso chiaro dal capo della Casa Bianca come dopo tante spese, gli Stati Uniti vogliano il loro risarcimento.

È molto probabile che l’intesa mineraria alla fine porterà alla tregua. Ed è da qui che la visione americana e quella europea si differenziano. Per Trump, la sola presenza di civili statunitensi, impegnati nello sfruttamento delle terre rare, sarà un deterrente contro la temuta rottura russa del cessate il fuoco. Ucraina ed Europa non la considerano invece una soluzione soddisfacente, preferendo un contingente internazionale di peacekeeping – che l’Europa, da sola senza Stati Uniti, avrebbe difficoltà a organizzare.

Difesa comune europea

La commissaria europea Ursula von der Leyen ha presentato, in tal senso, un piano da 800 miliardi di euro, per aumentare la capacità bellica dell’Ue. Starmer, dal canto suo, vuole sfruttare la terzietà da Unione europea e Usa per mediare un ricompattamento delle forze occidentali atlantiste. Non tutti però, nemmeno nel Regno Unito, sono convinti dell’efficacia del piano. L’ala sinistra ritiene che sia inutile fare da ponte, impossibile dialogare con Trump. Ma anche tra i conservatori c’è chi considera la presidenza Trump un vantaggio principalmente per la Russia.

I leader europei a Lancaster House

Guerra in Ucraina Europa StarmerDi rientro da Washington, Zelensky ha fatto tappa a Downing Street. Starmer ha ribadito il pieno sostegno all’Ucraina e annunciato un nuovo prestito da 2,26 miliardi di sterline, circa 2,7 miliardi di euro, da dilazionare. Nei giorni seguenti, altri 18 tra rappresentanti di Paesi Ue, Nato, Turchia e Canada hanno raggiunto i due per un incontro a Lancaster House.

Il primo colloquio è stato con la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni. La premier, che con Trump ha buoni rapporti, auspica un ulteriore incontro sul da farsi fra tutti gli alleati, Stati Uniti inclusi.

Coalizione dei volenterosi

Regno Unito e Francia su tutti hanno proposto di incanalare gli sforzi verso una «coalizione dei volenterosi», che richiama la terminologia usata durante la guerra in Iraq del 2003. «Siamo di fronte a un bivio storico», ha affermato Starmer esponendo gli altri punti concordati: continuare gli aiuti militari all’Ucraina aumentando la pressione economica sulla Russia; una pace duratura che garantisca la sovranità ucraina; aumentare le capacità di difesa di Kiev come deterrente a future invasioni.

Starmer ha annunciato ulteriori 1,6 miliardi di sterline (quasi 2 miliardi di euro) per l’acquisto di 5 mila missili difensivi. «Dobbiamo imparare dagli errori del passato», ha dichiarato, «non possiamo accettare un accordo debole che la Russia può rompere facilmente. Un accordo deve essere supportato dalla forza».

Tregua (parziale) di un mese?

Guerra in Ucraina Europa StarmerIl presidente francese Emmanuel Macron ha messo sul piatto anche l’idea di un cessate il fuoco di un mese, ma solo per quanto riguarda aria, mare e infrastrutture energetiche. Rimarrebbero invece attivi i combattimenti via terra, cui potrebbero aggiungersi, in un secondo momento, truppe europee di contenimento e deterrenza.

Gli Usa si aspettano che l’Europa si assuma le sue responsabilità, Francia e Regno Unito si stanno prendendo il compito di dimostrarlo, in modo da tenere Trump nell’alleanza. «Sarò chiaro», ha aggiunto Starmer, «siamo d’accordo con Trump che c’è bisogno urgente di una pace duratura. Nessuno avrebbe voluto vedere quello che è successo (riferendosi all’incontro con Zelensky a Washington, ndr), ma non considero gli Usa alleati inaffidabili».

Ruolo internazionale nel dopo-Brexit

Downing Street è consapevole che tutto questo potrebbe portare a poco di concreto. Anche perché non c’è unanimità di intenti in Europa. Slovacchia e Ungheria sono contrarie a spendere ancora per l’Ucraina (e sanzionare la Russia), ma anche l’Italia non si è sbilanciata troppo, più che altro per non inimicarsi Trump in questa fase delicata.

Ma, per ora, c’è soddisfazione nel vedere come il premier Starmer si stia muovendo in una situazione geopolitica così complessa, provando come, anche dopo la Brexit, il Regno Unito possa ritagliarsi un ruolo di leadership internazionale.

 

Raisa Ambros

Foto © Reuters; RFI; Foreign Policy; BBC; Washington Times

Video © Eurocomunicazione

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