Accademia Carrara ospita la Pala di San Bernardino e accende i riflettori sulla produzione del maestro con un percorso attraverso la Città
“Dentro Lorenzo Lotto“. Si intitola così il progetto che rappresenta l’omaggio di Bergamo a uno dei più grandi artisti del Cinquecento, profondamente legato alla Città lombarda. Fino al 31 agosto prossimo, chi visiterà Bergamo potrà cercare le tracce di Lotto – da solo o con una visita guidata – disseminate in vari luoghi. È un tour alla scoperta di alcuni dei più grandi capolavori di Lorenzo Lotto, ospitati in chiese importanti e presso l’Accademia Carrara, la quale propone anche una mostra fotografica di Axel Hütte, un maestro della fotografia contemporanea che offre la sua lettura su quanto Lotto ha lasciato a Bergamo e nel suo territorio.
Un animo inquieto e girovago
L’idea del percorso “Dentro Lorenzo Lotto” coincide con un anniversario: i 500 anni dalla partenza di Lorenzo Lotto (1480-1556 o 1557) dopo un lungo periodo di lavoro trascorso a Bergamo tra il 1513 e il 1525. La sua è stata una vita girovaga e all’insegna del lavoro, sempre a caccia di committenti che pagassero le sue opere. Il Cinquecento è un periodo di grande fioritura artistica e quindi di opportunità, ma anche di tanti concorrenti famosi con cui fare i conti. A Venezia, Lotto incontra l’ostilità di Tiziano e la presenza di un maestro famoso come Giorgione.
A Roma, Città in cui è chiamato da papa Giulio II, circolano delle star della pittura di nome Raffaello Sanzio e Michelangelo. Il “pictor veneziano”, Lorenzo Lotto, trova nel corso della sua vita dei luoghi in cui è accolto e apprezzato: in gioventù Treviso, poi le Marche. E soprattutto Bergamo, dove trascorre probabilmente il periodo più felice della sua vita.
La Pala di San Bernardino alla Carrara
Nella Città lombarda giunge per dipingere un’importante pala d’altare: la Pala Martinengo (1513-16), alta oltre 5 metri, oggi esposta nella chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano, una delle tappe del tour. Imperdibile è la Pala di San Bernardino (1521). Per esigenze di restauro dell’omonima chiesa, è ora esposta all’Accademia Carrara. Qui si può veramente ammirare l’opera di Lotto da un punto di vista diverso. Se in chiesa questi enormi dipinti sono posizionati in alto e per la presenza dell’altare non sono avvicinabili, al museo è possibile godere ogni minimo dettaglio, da vicino.
L’angelo che ci guarda
La pala rappresenta la Madonna con il Bambino tra i santi Giuseppe, Bernardino da Siena, Giovanni Battista e Antonio Abate, più cinque angeli. «A Bergamo Lorenzo Lotto trova un contesto favorevole per sperimentare delle invenzioni: come un drappo retto dagli angeli», afferma Maria Luisa Pacelli, direttrice di Accademia Carrara e curatrice con Filippo Maggia di Dentro Lorenzo Lotto.
La studiosa invita a guardare l’angelo ai piedi della Madonna, intento a scrivere ma che sembra rivolgersi anche a chi guarda la pala. La luce, il gioco delle nubi, il paesaggio realistico e le figure dei santi contribuiscono a un’opera davvero innovativa.
Il virtuosismo dei ritratti
All’Accademia Carrara, “Dentro Lorenzo Lotto” ci invita a scoprire sette capolavori del maestro veneziano, custoditi in Sala 10. Spettacolare il Ritratto di Lucina Brembati (1521-1523), moglie del conte Brembati, ritratta a mezza figura in modo realistico. Niente abbellimenti, insomma: la dama figura con un leggero doppio mento, ma abbigliata in modo sfarzoso. Il vestito testimonia i gusti dell’epoca, la predilezione per le perle e un curioso oggetto che pende dalla collana, identificato come uno strumento per pulire i denti in un’epoca in cui non esistevano ancora spazzolino e dentifricio.
Le foto di Axel Hütte
La mostra di Axel Hütte all’Accademia Carrara ritrae le opere più importanti dell’artista ponendole in relazione con l’ambiente che le ospita. Osservando queste grandi immagini, anche grazie alla tecnica usata dal fotografo, è possibile cogliere dettagli che dal vivo si fa fatica a vedere. Oltre ai quadri e alle opere nelle chiese cittadine, uno dei luoghi imperdibili di Lotto – documentato anche dal fotografo tedesco – è la Cappella Suardi presso l’Oratorio Suardi di Trescore Balneario (1523-24 circa, nella foto), dove spicca un Cristo dalle cui mani cresce una vite, un’iconografia assolutamente originale e innovativa per l’epoca.
Le tarsie del coro della Basilica
“Dentro Lorenzo Lotto” nella Città bassa di Bergamo prevede anche una tappa alla chiesa di Sant’Alessandro in Colonna, dove c’è una Deposizione di Cristo dalla croce (1522-23 circa), a Sant’Alessandro della Croce per ammirare una Trinità (1519-1521 circa) e alla chiesa di Santo Spirito, per la Pala di Santo Spirito (1521). In Città alta, c’è la Cappella della Vergine (1525) presso la chiesa di San Michele al Pozzo Bianco. Alla Basilica di Santa Maria Maggiore, Lorenzo Lotto si è cimentato nella creazione delle tarsie del coro, realizzate a intarsio dall’intagliatore Giovan Francesco Capoferri.
Il retroscena di questo capolavoro, concluso quando l’artista se ne era già andato da Bergamo, è una divergenza fra l’artista e il committente, il Consorzio della Misericordia Maggiore, che a un certo punto esautora Lotto e affida la fine dei lavori a un altro pittore.
Maria Tatsos
Foto © Accademia Carrara / Ufficio stampa Adicorbetta, Maria Tatsos













