Diritto all’aiuto a morire: approvata in Francia la proposta di legge

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Diritto all'aiuto a morire

Cinque requisiti fondamentali per una procedura articolata e controllata, sostenuta dall’opinione pubblica e politica

Martedì 27 maggio, l’Assemblea nazionale ha approvato in prima lettura, con modifiche, la proposta di legge sul diritto all’aiuto a morire, con 305 voti favorevoli e 199 contrari. Durante il dibattito, inoltre, sono stati presentati oltre 2.600 emendamenti. L’esame del testo, da parte del Senato, è previsto per il prossimo autunno.

La proposta introduce, in condizioni rigorosamente definite, un diritto all’aiuto a morire per i pazienti maggiorenni affetti da una patologia grave e incurabile, che ne abbiano fatto esplicita richiesta. Mentre per i professionisti sanitari è prevista una clausola di coscienza, che consente di rifiutarsi di partecipare. Il testo riprende le misure sull’aiuto a morire contenute nel disegno di legge sul fine vita presentato dal governo nell’aprile 2024, nonché le modifiche approvate dall’Assemblea nazionale prima della sua dissoluzione nel giugno dello stesso anno.

Un percorso di riflessione pubblica e politica

Questa iniziativa legislativa è il risultato di un lungo processo di riflessione, avviato dal parere favorevole espresso nel 2022 dal Comitato consultivo nazionale di etica, a condizione che si rafforzino in parallelo le cure palliative. Tale parere ha dato impulso ai lavori della Convenzione cittadina sul fine vita. Questa, nell’aprile 2023, si è espressa favorevolmente all’apertura condizionata all’aiuto attivo a morire, includendo sia il suicidio assistito che l’eutanasia. Secondo i 184 cittadini partecipanti, l’attuale quadro legislativo risulta insufficiente.

Diritto all'aiuto a morireIl deputato Olivier Falorni, autore della proposta, ha dichiarato che questo testo, atteso da «una larga maggioranza di cittadini», non può e non deve essere accantonato ancora una volta. Nel gennaio 2025, il primo ministro François Bayrou aveva chiesto che i due temi fossero trattati in testi legislativi separati. Per tale motivo la proposta di legge sulle cure palliative sarà quindi complementare a quella sull’aiuto a morire.

I punti chiave della proposta di legge

Il testo, modificato dal Governo e dai deputati, istituisce il diritto all’aiuto a morire. Ciò consiste nella possibilità di autorizzare e accompagnare un malato che richiede di ricorrere a un farmaco letale. Per poter usufruire di tale dirittoil paziente deve soddisfare cinque requisiti fondamentali:

  1. Essere maggiorenne;
  2. essere cittadino francese o residente stabile e regolare nel Paese;
  3. essere affetto da una malattia grave e incurabile, in fase avanzata o terminale, che mette in pericolo la vita. La “fase avanzata” è definita, su proposta del Governo, come uno stato irreversibile con peggioramento progressivo che compromette la qualità della vita. Ciò sulla base della definizione della Haute Autorité de Santé (HAS) del 6 maggio 2025. Secondo Parigi ciò permetterà di evitare inuguaglianze all’accesso e tutelare i medici da decisioni isolate;
  4. provare sofferenze fisiche o psicologiche costanti che i trattamenti non riescono ad alleviare o che risultano insopportabili, anche quando si sceglie di non riceverli. È stato però specificato che una sofferenza esclusivamente psicologica non consente l’accesso all’aiuto a morire;
  5. essere in grado di esprimere una volontà libera e consapevole, escludendo quindi le persone con gravi compromissioni cognitive.

La procedura

Diritto all'aiuto a morireLa legge definisce una procedura articolata e controllata. Prevede come primo step una richiesta formale del paziente (per iscritto o secondo ogni forma di espressione adattata alle sue capacità), seguita da un consulto medico. Quest’ultimo è tenuto a garantire che il richiedente sia informato sull’accesso alle cure palliative e a orientarlo, insieme ai familiari, verso un supporto psicologico o psichiatrico. Se il paziente non può spostarsi, il medico dovrà recarsi presso il domicilio o la struttura di accoglienza. In seguito alla visita, entro 15 giorni, verrà elaborata una decisione motivata cui seguirà un periodo minimo di riflessione per il malato, della durata di due giorni. Vediamo sussista la possibilità di revoca in qualsiasi momento. Il processo culmina in una valutazione collegiale, che coinvolge il medico responsabile, uno specialista della patologia e un altro professionista sanitario. La persona di fiducia designata dal paziente potrà partecipare alla valutazione.

Somministrazione e altri aspetti chiave

L’assunzione del farmaco letale dovrà avvenire, in linea generale, in modo autonomo da parte del paziente. Tuttavia, se questi non fosse fisicamente in grado di farlo, potrà ricevere assistenza da parte di un medico o un infermiere. La presenza del sanitario al momento della somministrazione non è obbligatoria, ma dovrà comunque essere a breve distanza e in grado di intervenire in caso di complicazioni.

Il progetto prevede che il malato possa scegliere la data di morte nonché che goda del diritto ad essere circondato dalle persone da lui designate. Sussistendo la possibilità di morire al di fuori del proprio domicilio, è stato stabilito che valga il divieto di morire in luoghi pubblici, quali strade, piazze, parchi, spiagge o foreste. Inoltre è previsto che tutti i costi siano coperti dall’Assicurazione malattia. Le decisioni mediche rispetto alla domanda di aiuto a morire o di interruzione della procedura potranno essere contestate esclusivamente dal paziente, tranne nei casi di adulti sotto tutela, presso il giudice amministrativo. Invece i sanitari contrari per motivi etici potranno avvalersi della clausola di coscienza, con l’obbligo di indirizzare il paziente a un collega disponibile.

Un nuovo sistema di controllo, reati e garanzie

I professionisti sanitari disponibili a partecipare dovranno iscriversi in un registro nazionale, gestito da una commissione indipendente presso il Ministero della Salute. Tale commissione avrà il compito di monitorare e valutare il sistema annualmente, riferendo al Governo e al Parlamento. La Haute Autorité de Santé e l’Ansm (Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali) saranno invece incaricate di definire le sostanze letali utilizzabili e le relative linee guida.

Diritto all'aiuto a morireLa proposta inoltre istituisce il reato di ostacolo all’aiuto a morire, modellato su quello per l’interruzione volontaria di gravidanza. Riguarda chiunque tenti di impedire, anche online, l’accesso o la pratica dell’aiuto a morire mediante pressioni, minacce o intimidazioni. Le pene previste arrivano fino a 2 anni di carcere e 30.000 euro di multa. Infine, le polizze assicurative sulla vita, anche già sottoscritte alla data di entrata in vigore della legge, dovranno includere l’aiuto a morire tra le cause coperte, per evitare esclusioni legate a un’eventuale assimilazione al suicidio. Tutte le disposizioni saranno estese, con gli opportuni adattamenti, anche ai territori d’oltremare.

In un momento così importante e delicato, significative sono le parole del presidente Emmanuel Macron in merito alla decisione dell’Assemblea nazionale. «L’approvazione dei testi sullo sviluppo delle cure palliative e sul diritto all’aiuto a morire rappresenta un passaggio fondamentale. Nel rispetto delle diverse sensibilità, dei dubbi e delle speranze, prende lentamente forma il cammino di fraternità cui auspicavo. Un percorso segnato dalla dignità e dall’umanità».

 

Ottavia Scorpati

Foto © Niooz, Le Point, Times Union, La Presse

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