Dopo le ultime affermazioni di Trump, la Commissione europea risponde con una dura dichiarazione che potrebbe colpire i prodotti statunitensi
Le scelte di Donald Trump rispetto ai dazi da lui imposti fanno, ancora una volta, discutere nonché richiedono un’azione congiunta a livello europeo affinché non si spezzi definitivamente il fragile equilibrio Ue-Usa.
Reazione alla sentenza della Corte Suprema
Lo scorso venerdì la Corte Suprema statunitense, attraverso una sentenza approvata con sei voti favorevoli su nove, ha sancito che l’International emergency economic powers act (Ieepa) non autorizzi il presidente americano a imporre dazi unilateralmente ai partner commerciali degli Usa, in quanto ciò sarebbe una violazione della legge federale nonché un abuso delle sue prerogative presidenziali. Immediata è stata la replica da Bruxelles, da cui il portavoce della Commissione per il commercio, Olof Gill, ha commentato: «rimaniamo in stretto contatto con l’Amministrazione statunitense per ottenere chiarezza sulle misure che intende adottare in risposta a questa sentenza. Le aziende su entrambe le sponde dell’Atlantico dipendono dalla stabilità e dalla prevedibilità delle relazioni commerciali. Pertanto, continuiamo a sostenere tariffe doganali basse e a impegnarci per ridurle».
Bernd Lange, eurodeputato socialista tedesco nonché relatore del Parlamento europeo per l’attuazione dell’accordo commerciale Ue–Usa, ha invece affermato che tale provvedimento della Corte Suprema sia un segnale positivo per lo Stato di diritto, dimostrando come nemmeno Trump operi in un “vuoto giuridico”. Lange ha poi aggiunto di aver «convocato una riunione straordinaria del team negoziale del Parlamento europeo sull’accordo Turnberry, al fine di valutare le possibili implicazioni sui lavori in corso e in particolare in vista del voto della commissione», voto atteso per oggi, 24 febbraio.
In seguito alla pronuncia della Corte Suprema, Trump ha replicato dichiarando che avrebbe aumentato i dazi doganali globali dal 10% al 15%, affermando su Truth Social che queste tariffe saranno immediatamente efficaci e non prive di seguito e che saranno rivolte verso quei «Paesi, molti dei quali hanno “derubato” gli Usa per decenni, senza alcuna ritorsione».
Dichiarazione della Commissione europea
Le minacce del presidente rendono il clima internazionale ancora più teso ma l’Ue, pur
lavorando su più fronti, procede soprattutto sulla strada della diplomazia. Durante lo scorso weekend il commissario per il commercio, Maroš Šefčovič, si è confrontato con il segretario al commercio americano, Howard Lutnick, e il rappresentante per il commercio Usa, Jamieson Greer, con lo scopo di giungere a una quadra funzionale.
Successivamente a tale confronto, la Commissione Ue ha rilasciato una dichiarazione richiedendo chiarezza rispetto alle misure che la Corte Suprema Usa intende perseguire per attuare la recente sentenza sull’Ieepa. In tale documento si evidenzia come la situazione attuale non sia favorevole alla realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici “giusti, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi”, come invece concordato da entrambe le parti e precisato nella “Dichiarazione congiunta Ue-Usa” dell’agosto 2025. L’obiettivo della Commissione è garantire che gli interessi europei siano sempre pienamente tutelati, donando ad aziende e esportatori dell’Ue le garanzie di un trattamento equo, nonché prevedibilità e certezza giuridica.
«Un accordo è un accordo. In quanto principale partner commerciale degli Usa, l’Ue si aspetta che onorino gli impegni stabiliti nella dichiarazione congiunta, proprio come l’Ue mantiene i propri impegni», si legge ancora nella dichiarazione della Commissione. Centrale è la garanzia che i prodotti europei continuino a beneficiare di un trattamento più competitivo, senza però essere sottoposti ad aumenti delle tariffe oltre il massimale chiaro e onnicomprensivo precedentemente concordato. Difatti, se applicate in modo imprevedibile, le tariffe sarebbero intrinsecamente dirompenti, minando la fiducia e la stabilità nei mercati globali e creando ulteriore incertezza nelle catene di approvvigionamento internazionali. L’Ue ha poi concluso che continuerà a lavorare per abbassare le tariffe, preservando un ambiente commerciale transatlantico stabile e prevedibile che funga anche da ancoraggio globale per il commercio basato su regole.
La risposta europea ai dazi
Nell’affermare che la Commissione garantirà sempre la piena tutela degli interessi europei, si intravede la forte risposta che l’Ue sarebbe pronta a porre in essere attraverso una serie di misure che colpirebbero dei prodotti “made in Usa” con dei contro–dazi fino a 93 miliardi di euro. Questa lista di prodotti che comprende dai jeans al whisky, dal tabacco, le harley davidson fino ai barbecue, prevede dei dazi progressivi fino a giungere
a una tassazione del 30%. Questa previsione, elaborata nel luglio scorso, è stata poi accantonata in seguito al raggiungimento di un’intesa tra Von der Leyen e Trump su tariffe al 15% ma la posizione della Commissione lascia intendere che potrebbe essere sempre ripresa lì dove divenisse necessario.
Altra via che potrebbe essere percorsa dall’Europa contro le misure commerciali statunitensi è di fare ricorso allo strumento anti–coercizione che le consentirebbe di varare limitazioni alle esportazioni, dazi sui servizi nonché escludere le imprese straniere dagli appalti pubblici, minando le aziende tecnologiche americane.
Dopo le ultime affermazioni di Trump, l’eurodeputato Lange ha annunciato l’intenzione di mettere in stand-by l’accordo sui dazi Ue–Usa fino a quando non sarà chiaro quali siano le reali intenzioni degli Stati Uniti. Difatti la riunione straordinaria da lui convocata per le giornate di ieri e oggi, è passata dall’essere un momento di discussione in merito alle implicazioni sulla sentenza della Corte Suprema, all’occasione per rinviare il voto sui provvedimenti attuativi dell’intesa Ue-Usa. Nonostante il rappresentante Usa Greer abbia sostenuto che Washington non abbia intenzione di mettere in discussione gli accordi commerciali firmati con i suoi partner, l’Ue resta incerta rispetto l’affidabilità di tali affermazioni.
Italia allineata all’Ue
In merito alle ultime dichiarazioni del presidente statunitense si è espresso anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, invitando alla calma. «Qui si tratta di tutelare le nostre imprese», ha affermato, riferendosi sia a quelle italiane che europee. «Bisogna lavorare con serietà, determinazione, prudenza e intelligenza per tutelare le imprese», ha aggiunto sottolineando come una guerra commerciale non giovi a nessuno.
L’Italia si schiera dunque sulla stessa linea della Commissione europea, orientata al raggiungimento di una soluzione negoziata che verrebbe abbandonata solo se non fosse più possibile perseguirla. L’invito alla calma e alla prudenza non è di certo casuale considerando il rilievo che questa questione assume per l’economia nazionale e il “made in Italy”. Difatti Tajani ha ricordato come gli Usa siano il mercato più importante per le esportazioni del Belpaese, aggiungendo che «l’export rappresenta quasi il 40% del
nostro Prodotto interno lordo». Tajani ha inoltre evidenziato la fiducia del Governo italiano verso il lavoro svolto dal commissario Šefčovič, rispetto il quale ha dichiarato «ci sentiamo ben rappresentati». Allineandosi con l’Ue, anche l’Italia richiede dunque agli Usa di rispettare l’accordo per il regime tariffario al 15%, evitando però «fughe in avanti che non servono».
Nel mentre il ministro degli Esteri ha annunciato la convocazione della task–force dazi al fine di informare il mondo delle imprese. L’intento è di rassicurare le aziende italiane che esportano soprattutto verso gli Usa.
Ottavia Scorpati
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