“Le Sirene”, un brano per ridare voce alle Afghane

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Le Sirene

Martina Attili e Alia Ansari raccontano attraverso la musica il coraggio, la resistenza e la speranza di chi lotta contro ogni violenza

Le due cantanti, italiana e afghana, hanno unito le loro voci per raccontare la repressione, la censura, il silenzio a cui sono costrette le donne in Afghanistan, unico Paese al Mondo a imporre un apartheid di genere. Da cinque anni il regime talebano soffoca completamente ogni loro diritto escludendole dalla vita pubblica, dai parchi e dalle scuole. Ma, come canta Alia, “siamo lampade spente che un giorno torneranno a brillare”

Oltre al dramma afghano, il testo vuole essere un manifesto, per far arrivare un messaggio di libertà e di resistenza destinato a tutte le donne discriminate, perseguitate e abusate ai quattro angoli del Pianeta. Il progetto musicale è nato in collaborazione con l’Ong Nove Caring Humans, attiva da 13 anni a Kaboul e in Italia.

La nascita del brano

Le Sirene è il nuovo brano della cantautrice Martina Attili e di Alia Ansari, cantante afghana che vive a Londra. Nato a sostegno delle donne dell’Afghanistan, il pezzo, uscito ufficialmente a fine agosto, allarga lo sguardo a tutte le donne perseguitate e violate nel Mondo, intrecciando due voci e due esperienze diverse in una canzone sulla libertà di scegliere, vivere e farsi ascoltare.

Scritto inizialmente da Martina, il brano acquista una nuova dimensione con l’ingresso di Alia, che scrive e interpreta una parte originale in dari, portando nella canzone la propria esperienza e la consapevolezza, come donna afghana e cantante, di quanto possa essere potente la voce di una donna e quanto sia doloroso quando quella voce viene messa a tacere.

Le loro voci si incontrano in un brano che affronta senza edulcorazioni la violenza subita dalle donne: «stuprate, martoriate, impiccate, uccise, derise, insultate, rapite». Ma Le Sirene parla anche di ciò che accade quando una voce viene fraintesa, limitata o non ascoltata. Un messaggio rivolto alle donne, che interpella anche gli uomini e il modo in cui impariamo — o non impariamo — ad ascoltarci e comprenderci.

Le motivazioni di Martina e Alia

«Quello che mi ha spinta a prendere parte al progetto è il mio forte legame con la libertà. Ognuno dovrebbe poter fare le proprie scelte e decidere autonomamente come vivere la propria vita e, come cantante, sento di dover lottare per il diritto di cantare», racconta Martina Attili. Cantautrice romana classe 2001, inizia giovanissima a studiare musical e a scrivere e comporre le proprie canzoni. Nel 2018 si fa conoscere al grande pubblico a X Factor Italia con l’inedito Cherofobia, diventato disco di platino e poi titolo del suo primo EP. Al percorso musicale affianca la scrittura e il teatro. Nel 2025 pubblica il suo primo album, Signorina Rivoluzione, seguito nel 2026 da nuovi singoli e collaborazioni.

«Ho voluto portare la mia voce in questa canzone non solo per le donne e le ragazze dell’Afghanistan, ma per tutte le donne che lottano per il diritto di scegliere, creare ed essere ascoltate. Spero che questa canzone possa portare le loro voci oltre i confini e ricordare al mondo che sono ancora qui, continuano a sognare e continuano a resistere», sottolinea Alia Ansari. Alia è una cantante afghana che vive a Londra. Ha iniziato la sua carriera musicale nel 2015 e canta in dari e pashto. Profondamente legata alle proprie radici e alla cultura afghana, si è esibita negli anni su palcoscenici internazionali, usando la propria voce per raccontare e valorizzare la cultura, la musica e le storie dell’Afghanistan.

Un percorso creativo durato due anni

Le Sirene nasce nel settembre 2024, durante un evento dedicato alle donne afghane all’AR Circolo di Pomezia. Lo studioso Claudio Concas, autore di Voci dall’Hazaristan, coinvolge Nove e Martina Attili nella serata organizzata con l’attivista Laura Sansone. Martina presenta a sorpresa il brano, scritto per l’occasione. L’emozione delle rifugiate afghane presenti e la forza con cui il brano arriva a tutte noi ci spingono a chiederle di inciderlo. Da lì nasce l’idea di coinvolgere una voce afghana, Alia Ansari, che accoglie con entusiasmo il progetto e contribuisce a dargli la forma che ha oggi. Le Sirene vuole riportare l’attenzione non soltanto su ciò che alle donne afghane è stato tolto da un sistema di gender apartheid, ma su quello che continuano a difendere: il diritto a lavorare, scegliere, creare, essere ascoltate. Il silenzio può essere imposto, ma la voce trova sempre altre strade.

La musica e l’arte a sostegno dell’Ong

Martina e Alia hanno scelto di legare il progetto anche al sostegno delle attività di Nove in Afghanistan. È qui che il messaggio della canzone incontra il lavoro dell’organizzazione non profit italiana attiva dal 2012, con progetti in Afghanistan dal 2013, soprattutto a fianco di donne, bambini, persone con disabilità e comunità vulnerabili, con interventi di emergenza e progetti di medio termine a sostegno dell’autonomia e dell’inclusione. In Afghanistan Nove porta avanti programmi umanitari e di sviluppo adattati a un contesto in continua trasformazione.

Negli ultimi cinque, nonostante il cambio di potere, ha continuato a cercare di aprire insieme agli afghani spazi di lavoro, formazione e autodeterminazione, senza interrompere il sostegno alle comunità più vulnerabili e ai bisogni più urgenti del Paese. In un contesto di taglio globale dei fondi destinati alle emergenze e ai programmi di sviluppo in aree di crisi, tra cui l’Afghanistan, scenario dimenticato o quasi, è vitale contribuire anche con piccoli gesti concreti e donazioni per consentire a Nove di continuare ad accompagnare le afghane e le persone più vulnerabili per riuscire a prende parte alla costruzione di un futuro diverso, di diritti e crescita.

“Le Sirene” al Diversity Media Awards 2026

Le SireneIl 18 settembre, Martina Attili e Alia Ansari sono salite sul palco dei Diversity Media Awards, XI edizione degli “Oscar dell’inclusione” ideati dalla Fondazione Diversity Ets, presieduta da Francesca Vecchioni. Per la prima volta l’evento si è tenuto a Roma – invece di Milano – nella prestigiosa cornice de La Nuvola, premiando i personaggi e i contenuti mediali che si sono distinti nel corso dell’anno precedente per una rappresentazione valorizzante e inclusiva delle persone e dei temi per Genere, Età, Etnia, LGBT+, Disabilità, Aspetto fisico.

A condurre l’edizione 2026, sono stati Alberto Matano e Marina Cuollo con le incursioni di Paolo Camilli, sotto la direzione artistica di Ivan Cotroneo, per la regia di Alessandro Torraca. La serata è stata scritta da Flavio Nuccitelli, Virginia Ricci, Giorgia Di Pasquale, Marina Cuollo e Ivan Cotroneo. L’evento è stato promosso dall’Assessorato grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma Capitale, con il finanziamento del Ministero del Turismo; cofinanziato dall’Unione europea con risorse a valere sul Prfse+ Lazio 2021-2027 grazie alla Regione Lazio; realizzato con la collaborazione della Commissione europea e il patrocinio dell’Ambasciata del Canada.

Numerose esibizioni

Ad aprire lo show l’esibizione originale dei performer di Italy Bares, il charity show che sensibilizza contro ogni forma di stigma e pregiudizio, con una straordinaria coreografia curata da Luca Magnoni che vedrà sul palco anche l’artista Carolina Ambrosio che, oltre a danzare, comunicherà attraverso la lingua dei segni. La serata-evento benefica, ricca di racconti e performance, ha visto succedersi numerose personalità, tra cui: Serena Dandini, Dario Argento, Pilar Fogliati, Michela Giraud, Senza Cri, Giorgia Soleri, Hellsy, Carolina di Domenico, Pietro Turano, Igiaba Scego, KarmaB, Margherita Ferri. Sul palco anche Edna Moallin Abdirahman, Community Leader del Progetto Safe, impegnata con ActionAid nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e dei matrimoni precoci e forzati. Tra le numerose esibizioni, appunto, quella di Martina Attili e Alia Ansari con il loro brano Le Sirene.

Durante la serata assegnati diversi premi al Personaggio dell’Anno a Enzo Iacchetti; alle categorie Miglior Film a La vita da grandi, Miglior Serie TV Italiana a M. Il figlio del secolo, Miglior Serie TV Straniera ad Adolescence, Miglior Serie Kids & Teens a Riv4li, Miglior Programma TV a Splendida cornice, Miglior Programma Radio a Say Waaad?, Miglior Podcast a Pride, Miglior prodotto digital a papaperscelta  Domande comuni a una famiglia con due papà, Carlo Tumino e Christian De Florio, Creator dell’anno a Maria Bosco con Geopop. A questi si sono aggiunti riconoscimenti all’informazione attribuiti dal Comitato Scientifico di Diversity: Miglior servizio TG, Miglior Articolo Stampa Quotidiana, Miglior Articolo Stampa Periodica, Miglior Articolo Stampa Web.

Dma edizione 2026, “Le storie siamo noi”

Il concept dell’edizione 2026 dei Diversity Media Awards è stato “Le storie siamo noi”: una dichiarazione che vuole essere un appello all’industria dell’audiovisivo e dei media per ricordare che le storie che vediamo ogni giorno – in tv, al cinema, sui social, in radio, sui giornali – definiscono chi trova spazio e chi può immaginarsi nel futuro.

«Quando i racconti continuano ad escludere interi “pezzi di realtà”, non producono solo distanza: perdono credibilità – racconta Francesca Vecchioni, presidente di Fondazione Diversity –  Perché oggi il pubblico non è più soltanto spettatore: è una forza attiva che cambia canale, piattaforma e consumi, determinando ciò che sopravvive. I Diversity Media Awards hanno sempre premiato chi è capace di raccontare il mondo per quello che è, ampliando lo spazio della rappresentazione e restituendo complessità al reale. Per questo, alla nostra undicesima edizione, continuiamo a dire: guardateci e raccontateci, perché le storie siamo noi».

 

Véronique Viriglio

Foto © Mariachiara Panone, FB di Diversity Lab

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Véronique Viriglio
Franco-italiana cresciuta a "pane e Europa" – quella dei padri fondatori nel Dopoguerra – durante il percorso di studi tra Parigi e Firenze. Tutte le strade portano a Roma e…all’Africa. Dal 2000 segue quotidianamente l’attualità del continente con un’attenzione particolare alle tematiche sociali, culturali e ambientali. Collabora con Agi da settembre 2017. Fondatrice del sito www.avanguardiemigranti.it. Direttrice della rivista femminile multiculturale W- ALL WOMEN MAGAZINE

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