John Cabot University, laurea honoris causa a Dacia Maraini

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Tra le maggiori università americane in Europa, lunedì avrà la più numerosa sessione di laurea della storia dell’ateneo, con 148 studenti di 27 nazioni

16 Maggio 2015 | di | Costume - Eventi

In occasione della cerimonia di conferimento di laurea a 148 studenti di 27 nazionalità diverse, che si terrà presso Villa Aurelia, sul Gianicolo, lunedì 18 maggio, con inizio alle ore 17.30, la John Cabot University, tra le maggiori università americane in Europa, conferirà la laurea in Lettere honoris causa a Dacia Maraini, in qualità di «figura iconica della vita culturale italiana, nonché instancabile attivista sociale». L’ambasciatore degli Stati Uniti, John R. Phillips, interverrà all’evento come relatore d’eccezione e riceverà una medaglia per il suo impegno istituzionale.

2«Celebriamo la più numerosa sessione di laurea della nostra storia, con la presenza di una straordinaria donna italiana, una grandissima scrittrice che riveste un importante ruolo internazionale. La storia personale di Dacia Maraini, la sua carriera, il suo impegno sociale e la sua attività professionale incessante rappresentano un esempio e un arricchimento per i nostri studenti e per noi tutti», ha dichiarato Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University, primo italiano a rivestire questo incarico.

«È un grande onore per noi avere come “Commencement Speaker” l’Ambasciatore Phillips, che si è distinto per il suo impegno nella tutela ambientale, nei diritti civili e nella responsabilità delle imprese. La sua azione diplomatica ha contribuito a favorire i rapporti di profonda collaborazione tra gli Stati Uniti e l’Italia», ha spiegato il presidente Pavoncello.

Fra le novità che incuriosiscono in questa manifestazione il fatto che la cerimonia sia organizzata in maniera ecosostenibile in tutti i suoi aspetti. Gli abiti dei neolaureati, ad esempio, sono realizzati con bottiglie riciclate di plastica: addirittura 23 per ogni vestito.

3La John Cabot University è frequentata da circa 1300 studenti provenienti da 68 diverse nazioni. Circa la metà è composta da statunitensi, gli italiani sono secondi in ordine numerico. «Alla John Cabot la formazione avviene in una comunità accademica viva, a misura di studente, in un contesto ambientale di qualità; crediamo nel valore aggiunto dato dal confronto interculturale», ha aggiunto Pavoncello.

L’Università utilizza il metodo didattico americano pragmatico e orientato al mondo del lavoro, e prepara i propri studenti al mercato globale e tecnologico. A questo fine, ogni sei mesi la John Cabot organizza il Career Fair, una fiera del lavoro durante la quale gli studenti dell’università hanno l’opportunità di incontrare i rappresentanti di aziende, start-up e organismi italiani e internazionali. Lo scorso marzo sono entrati in contatto con oltre 80 rappresentanti di queste realtà.

4«In questa ottica» – ha concluso il presidente – «sono importanti le esperienze professionali e il confronto quotidiano con il contesto lavorativo e con altre realtà universitarie americane, con le quali lo scambio è continuo. Senso critico e autonomia di pensiero, arti liberali, qualità dell’insegnamento, meritocrazia, rapporti internazionali e un legame stretto e costante con il tessuto produttivo e con le sue dinamiche occupazionali: questa è la nostra alchimia vincente che genera vantaggi competitivi. I nostri ragazzi sono richiesti e seguiti dalle imprese già nel corso del periodo di studio».

 

Elena Boschi

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