“Mamma Grecia” non può uscire dall’Unione europea

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Tavola rotonda alla John Cabot University: No Grexit, la crisi vista dal di dentro. Organizzata dall’Istituto per gli Affari pubblici Guarini

24 Giugno 2015 | di | Attualità - Europa

No Grexit. La Grecia è la madre di tutti i Paesi europei, culla della civiltà occidentale e patria della democrazia, non può uscire dall’Ue. Non può sfilarsi ragionando anche sulla base di realistiche analisi economiche e sociali, nonostante la drammaticità della situazione.

È il messaggio emerso nel corso della tavola rotonda – Challenges Confronting the European Union organizzata dall’Istituto per gli Affari pubblici Guarini della John Cabot University, fra le maggiori università americane in Europa, tenutasi presso la sede romana di Trastevere.

Franco Pavoncello presidente John Cabot University
Franco Pavoncello

«Terminata la guerra fredda, tutti immaginavamo un mondo più semplice, ma purtroppo è avvenuto il contrario. Ora l’Europa si trova a confrontarsi con delle sfide epocali, che mettono a dura prova la sua stabilità. È necessario raggiungere una sintesi, un compromesso», ha spiegato Franco Pavoncello, presidente della John Cabot University.

«La Grecia non vuole uscire dall’euro e dalla Ue: per la maggioranza dei cittadini queste opzioni non esistono. Il Paese è allineato con l’Europa, anche sulla questione dell’Ucraina. La Russia non influenza le scelte greche», ha dichiarato Tania Bozaninou, del quotidiano ateniese To Vima, che ha descritto la situazione infelice in cui versa la sua nazione.

«In molti quartieri delle città» – ha proseguito la Bozaninou – «le persone rovistano nella spazzatura. In inverno le case non vengono riscaldate per mancanza di soldi. Per produrre calore si brucia qualsiasi cosa. Nel settore privato capita di non percepire lo stipendio per mesi. Tutti hanno debiti, ad esempio con le compagnie elettriche. Le tasse continuano a crescere. Il senso di insicurezza è diffuso. Le leggi sul fisco cambiano ogni anno, anche più di una volta. Allo stesso tempo la capacità esattoriale dello Stato non riesce a migliorare. Ed è un grande problema».

Mark Shepard e Tania Bozaninou
Mark Shepard e Tania Bozaninou

«Dall’aprile del 2010, data dell’inizio ufficiale della crisi, ci sono stati tagli al welfare e aumenti delle imposte. Però le riforme strutturali sono rimaste sulla carta. Non esistono più movimenti giovanili, i ragazzi vorrebbero lasciare il Paese. Poi c’è la Ue, che non si dimostra solidale – ogni Stato membro sembra pensare in proprio – e non solo con noi. Il problema delle ondate migratorie, ad esempio, accomuna per certi versi la Grecia all’Italia», ha sottolineato la giornalista greca.

«No Grexit», ha sintetizzato il professor Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini della John Cabot University. «L’Unione dell’Europa è un valore da difendere. La Grecia è la madre di tutti noi. Auspichiamo una soluzione definitiva o – a breve – almeno un accordo che scongiuri il default e l’uscita dall’euro», ha concluso Argentieri.

 

Aphrotiti Papadopoulos

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