Primi accordi fra Conte e von der Leyen a Palazzo Chigi

  • Condividi questo articolo

Il premier ha ricevuto la neoeletta presidente della Commissione europea nella quarta tappa del suo giro di incontri ufficiali dopo l’incarico. Parole di amicizia, ascolto e collaborazione

4 Agosto 2019 | di | Economia - Europa - in evidenza - Politica

Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte ha ricevuto a Palazzo Chigi, Ursula Von Der Leyen per una colazione di lavoro. La neoeletta presidente della Commissione europea, dopo aver ricevuto l’incarico è già stata accolta a Berlino, Parigi, Varsavia e Madrid per un giro di incontri con tutti i presidenti degli Stati appartenenti all’Unione europea.

Conte allude subito al sentimentoeuroscetticocrescente in Italia, che ha poi alimentato posizioni sovraniste di gran parte dell’elettorato, forse come vera e propria difesa da una serie di politiche europee che hanno fatto sentire soli gli italiani. «Potremmo concentrarci sugli obiettivi prioritari per un cambio di passo dell’Europa, è un’ottima occasione per avere uno scambio di vedute e per impostare più proficuamente la nuova legislatura europea. Ribadirò a Ursula Von Der Leyen che per per riavvicinare l’Europa ai cittadini e per contrastare il rischio della sfiducia della disillusione, dovremmo impegnarci ancor di più per lavorare a un’Unione europea che sappia  offrire soluzioni concrete adeguate per i bisogni urgenti, avvertiti dei nostri cittadini».

Il presidente del Consiglio ha poi evidenziato nello specifico le criticità del Belpaese che necessitano interventi europei più concreti, a partire dal lavoro. «Per quanto riguarda l’agenda delle priorità che rispondono alle premure italiane è una lista ben chiara peraltro, ho molto apprezzato il discorso inaugurale e apprezzo molto le sensibilità che la neopresidente ha già espresso. Per noi è importante dare impulso alla crescita, coltivare politiche attive per il lavoro, soprattutto per i nostri giovani è importante per altro dosare le politiche per la crescita in modo differente tenendo conto anche delle aree più disagiate e tra questi sicuramente c’è il nostro mezzogiorno, occorre un rilancio per il sud e vogliamo il pieno sostegno dell’Europa».
Conte ha poi ricordato uno dei temi più scottanti, contraddittori e divisori nella compagine europea,  «dobbiamo regolare in modo più adeguato, modificare il regolamento di Dublino e gestire anche in modo più efficace i flussi migratori. Non è pensabile che il problema rimanga sulle spalle dei Paesi di primo arrivo come ancora accade». Poi il premier rivendica  le sfide per il futuro, che l’intero Continente deve affrontare sempre più coeso e dove l’Italia, Paese fondatore, deve essere in prima linea.

«Dobbiamo poi vincere la sfida del cambiamento climatico: l’Europa deve assumere o posizioni di leadership di guida per quanto riguarda le prospettive più avanzate nella protezione del contrasto ai cambiamenti climatici nella Protezione della biodiversità, dobbiamo infine lavorare per riformare e rendere ancora più efficaci per le istituzioni europee la governance europea, vogliamo che le decisioni assunte dalle istituzioni europee siano e vengano percepiti dai cittadini come sempre più chiare. L’Italia è per valorizzare ancor più il ruolo del Parlamento europeo, parlamento dove siedono i rappresentanti dei cittadini europei e così queste saranno le priorità della Commissione. O mi par di capire, già dalle anticipazioni, che la neopresidente ha formulato una concreta sintonia nella collaborazione con l’Italia, Paese fondatore e terza economia del continente. Perciò vuole giocare un ruolo da protagonista in questo processo ed è disposto ad assumersi tutte le responsabilità».
Il presidente del Consiglio ha concluso il suo intervento ponendo l’accento sulle ambizioni italiane nella politica europea: «per quanto riguarda la nomina del commissario italiano, che sarà al centro anche delle nostre discussioni, rivendichiamo un portafoglio economico, come sapete, abbiamo detto più volte di primo piano. Perché riteniamo che un portafoglio del genere sia adeguato alle ambizioni e alle responsabilità che l’Italia vuole assumersi in questa nuova legislatura. Da questo punto di vista siamo disponibili a offrire e a concordare a proporre a concordare il profilo di un candidato che il più possibile adeguato per competenza. Per capacità disponibilità a svolgere bene questo ruolo nell’interesse dell’Italia e degli altri Stati membri. Ecco ci sono delle ottime promesse, quindi per impostare in modo efficace profilo questa nuova legislatura e siamo qui per questo, grazie.»

Ursula Von Der Leyen, dopo ha iniziato il suo intervento ricordando l’importanza che l’Italia ha avuto nella vera e propria nascita dell’Unione europea e ha subito manifestato la sua disponibilità a collaborare per le istanze italiane. «Il Trattato di Roma è veramente la culla dell’Europa, che ha visto uno dei Padri fondatori Alcide De Gasperi che è sempre stato convinto del fatto che l’Italia rappresenta la pietra miliare del concetto di Europa, lo era a suo tempo ed è vero ancora oggi. Io la ringrazio ancora, presidente, per avermi invitato qui, oggi, nella sua veste di primo ministro per affrontare le tematiche comuni dell’Unione europea, Siamo qui naturalmente per individuare quelle che saranno le linee guida dell’Ue per i prossimi cinque anni, quelle che ho pubblicato 2 settimane fa, e naturalmente ascolterò molto attentamente quello che lei, presidente, vorrà illustrarmi, anche per capire bene la prospettiva dell’Italia e questo per me è necessario per poter capire bene quelle che sono le nostre sfide, siamo consapevoli delle importanti sfide che ci attendono ma abbiamo bisogno di individuare delle soluzioni sostenibili»
La presidente della Commissione europea ha poi parlato del tema più scottante, le migrazioni e ‘attuale l’impasse europea nell’affrontare un problema che, sostanzialmente, andrà gestito diversamente da ora. «Lei ha fatto riferimento al tema delle migrazioni e bene. Io vorrei proporre un nuovo patto per le migrazioni e per l’asilo in quanto io credo che abbiamo bisogno proprio di una nuova soluzione, una boccata d’aria, dato che facciamo parte del mondo globalizzato e vogliamo che le nostre procedure siano efficaci efficienti, ma anche umane certamente non è un compito facile da realizzare, però abbiamo tutti capito che non esistono soluzioni facili né tantomeno risposte facili, soprattutto quando si tratta di una condivisione dell’onere. Certamente necessario rivedere il concetto di suddivisione o ripartizione. Io sono consapevole che Paesi come l’Italia, la Grecia, la Spagna si trovano in una posizione geograficamente esposta, sono in prima linea, per questo dovremmo tenerne conto ed è fondamentale poter garantire la solidarietà. Ma non è mai unilaterale, è sempre minimo bilaterale, ma se collaboriamo insieme, certamente riusciremo a individuare delle soluzioni per il futuro».
Ha quindi trattato il tema del lavoro per i giovani e sulle nuove sfide tecnologiche per contrastare l’inquinamento e il conseguenti cambiamenti climatici, iniziative e finanziamenti che dovranno anche supportare i Paesi che sono rimasti indietro. «C’è un secondo tema fondamentale: la prosperità, la competitività, la crescita, nuovi posti di lavoro per i giovani e la digitalizzazione. Anche questo sarà uno dei principali pilastri, perché dobbiamo in qualche modo recuperare il tempo perduto, il divario, quindi certamente potremmo collaborare e inoltre dovremmo attuare nuove iniziative più ambiziose per quanto riguarda il cambiamento climatico. Vorrei che l’Europa fosse il primo continente neutro nel 2050, obiettivo molto ambizioso, di cui sono consapevole, il tempo è poco il tempo è prezioso, dobbiamo quindi agire. Ma credo che ci siano anche tanti aspetti positivi, per quanto riguarda le nuove tecnologie, ecologiche, pulite: esistono, ma dobbiamo poter coinvolgere tutti in questa nostra politica, quindi cercheremo di introdurre un fondo di transizione per aiutare quelle regioni che sono più colpite dalla transizione ed infine ma non meno importante sono qui per ascoltare. Ma naturalmente anche per fare domande chiedere l’appoggio dell’Italia».
Ursula Von Der Leyen ha poi concluso il suo intervento con parole di speranza, riassumendo i problemi e gli inutili contrasti da superare all’interno dell’Unione europea, precisando che “serve un Italia prospera forte”, forse le parole più attese, per chi fino ad ora ha percepito più come una competizione che fratellanza da altri Paesi europei. «L’Unione europea è il meglio che nostro continente abbia mai avuto ma ha bisogno di investimenti, di tempo, di energie, di poter ottenere il meglio. Se riusciamo ad affrontare queste tematiche che abbiamo accennato, cambiamenti climatici, migrazione, cambiamento demografico, digitalizzazione, le superpotenze, ebbene è ovvio che per rispondere a tutto ciò dovremo offrire una risposta unita e forte. Certamente se le situazioni si complicano noi sappiamo di poter contare su la comunità forte e la comunità forte è  proprio quella a cui pensava e di cui sognava Alcide De Gasperi. Il mio obiettivo politico primario è quello di superare le divisioni nord-sud, est-ovest, i piccoli Paesi nei confronti dei grandi Paesi e certo un’Unione europea unita ha bisogno di un’Italia forte prospera».

 

Riccardo Angelo Ronconi

Foto e video © Riccardo Angelo Ronconi, Ufficio stampa Palazzo Chigi

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *