Le temperature dell’Europa sono da 11 mesi sopra media

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Stato europeo clima: è il Continente che si riscalda più rapidamente, il doppio del resto del Mondo. Giornata della Terra 2024, associazioni al Governo italiano: cambiare rotta

 

L’Europa è il Continente che si sta riscaldando più rapidamente, con un aumento delle temperature pari a circa il doppio della media globale. Ecco quindi che nel Vecchio Continente il 2023 è stato l’anno più caldo o il secondo mai registrato, a seconda del set di dati cui si fa riferimento. Le temperature sono state superiori alla media per 11 mesi all’anno, compreso il top a settembre mai registrato.

Tutto accade troppo velocemente

Ancora una volta preoccupa la frequenza ravvicinata dei record: i tre anni più caldi registrati in Europa si sono tutti verificati a partire dal 2020 e i dieci dal 2007. Il Servizio Copernicus per i cambiamenti climatici (C3S, dall’acronimo inglese Copernicus Climate Change Service), insieme all’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO, World Meteorological Organization), pubblica oggi il Rapporto sullo stato europeo del clima 2023 (ESOTC 2023, European State of the Climate).

temperatureNel 2023, gli impatti dei cambiamenti climatici hanno continuato a manifestarsi in tutta Europa, con milioni di persone colpite da eventi meteorologici estremi, rendendo prioritario lo sviluppo di misure di mitigazione e adattamento. Lo scorso anno ha registrato un numero record di giorni constress da caldo estremo“. Si nota una tendenza all’aumento del numero di giorni con almeno “forte stress da caldo” in tutta Europa. La mortalità – proseguono Copernicus e WMO – è aumentata di circa il 30% negli ultimi 20 anni e si stima che i decessi legati al caldo siano aumentati nel 94% delle Regioni europee monitorate.

Mari, fiumi e neve tipico esempio

Per l’intero anno, la temperatura media della superficie del mare in Europa è stata la più alta mai registrata. Alcune parti del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico nord-orientale hanno registrato “la più alta temperatura superficiale marina media annuale mai registrata”, come si legge nel Rapporto. A giugno, l’Oceano Atlantico a ovest dell’Irlanda e intorno al Regno Unito è stato colpito da un’ondata di calore marino classificata come “estrema” e in alcune aree “oltre l’estremo“, con temperature marine superficiali fino a 5 gradi sopra la media.

Lo scorso anno l’Europa nel suo complesso ha avuto circa il 7% di precipitazioni in più rispetto alla media. E così lo scorso anno un terzo della rete fluviale europea ha registrato flussi fluviali superiori alla soglia di alluvioneelevatae il 16% ha superato la soglia di alluvione “grave“.

Male l’innevamento: lo scorso inverno gran parte dell’Europa ha contato un numero di giorni di neve inferiore alla media, in particolare nell’Europa centrale e nelle Alpi durante l’inverno e la primavera, riassume ESOTC 2023. Nel 2023, le Alpi hanno avuto un’eccezionale perdita di ghiaccio nei ghiacciai, legata all’accumulo di neve invernale inferiore alla media e al forte scioglimento estivo dovuto alle ondate di calore. Nel periodo 2022-2023, i ghiacciai delle Alpi hanno perso circa il 10% del loro volume residuo.

Le parole dei responsabili WMO e C3S

«La crisi climatica è la sfida più grande della nostra generazione. Il costo della climate action può sembrare alto, ma il costo dell’inazione è molto più alto. Come dimostra questo rapporto, dobbiamo sfruttare la scienza per fornire soluzioni per il bene della società», avverte Celeste Saulo, segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale.
«Nel 2023, l’Europa è stata testimone del più grande incendio mai registrato, di uno degli anni più piovosi, di gravi ondate di calore marino e di devastanti inondazioni diffuse. Le temperature continuano ad aumentare, rendendo i nostri dati sempre più fondamentali per prepararsi agli impatti del cambiamento climatico«», aggiunge Carlo Buontempo, direttore del Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus.

Preoccupa anche il Polo Nord

temperatureL’anno 2023 è stato il sesto piu caldo mai registrato per l’Artico nel suo complesso, segnala ancora ESOTC 2023. Per le terre artiche e stato il quinto, subito dopo il 2022. I cinque anni peggiori registrati per la terra artica si sono verificati tutti a partire dal 2016. L’estensione del ghiaccio marino artico e rimasta al di sotto della media per gran parte del 2023. Al suo massimo annuale a marzo, l’estensione mensile e stata del 4% al di sotto della media, collocandosi al quinto posto tra le piu basse mai registrate. Al suo minimo annuale a settembre, l’estensione mensile si e classificata al sesto posto, con il 18% in meno rispetto alla media.

Le emissioni totali di carbonio dovute agli incendi boschivi nelle Regioni subartiche e artiche – il cui verificarsi è fenomeno già di per sé preoccupante – sono state le seconde più alte mai registrate. La maggior parte degli incendi alle alte latitudini si e verificata in Canada tra maggio e settembre.

Buone news dalle rinnovabili

Unico elemento positivo in un quadro sconfortante, l’anno ha visto una percentuale record di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Europa, pari al 43%. L’aumento dell’attivita temporalesca tra ottobre e dicembre ha determinato un potenziale di produzione di energia eolica superiore alla media. Il potenziale di produzione di energia idroelettrica fluviale e stato superiore alla media in gran parte dell’Europa per l’intero anno, grazie alle precipitazioni e alla portata dei fiumi superiori alla media. Per l’intero anno, il potenziale di produzione di energia solare fotovoltaica è stato inferiore alla media nell’Europa nord-occidentale e centrale, e superiore alla media nell’Europa sud-occidentale e meridionale e in Fennoscandia, la penisola finno-scandinava.

Danni per tutti

Il Rapporto ESOTC 2023 sottolinea poi il profondo impatto dello stress da calore sulla salute pubblica. È una misura di come il corpo umano risponde all’impatto delle alte temperature combinate con altri fattori come l’umidità e la velocità del vento, tra gli altri. L’esposizione prolungata allo stress da calore può esacerbare le condizioni di salute esistenti e aumentare il rischio di malattie legate al caldo, come l’esaurimento e il colpo di calore, in particolare tra le popolazioni vulnerabili.

Oltre alle sfide che le ondate di caldo rappresentano per la salute, ci sono altri eventi meteorologici estremi che hanno avuto un forte impatto sulle persone in Europa nel 2023. Secondo le stime preliminari per il 2023 dell’International Disaster Database (EM-DAT, Emergency Events Database), l’anno scorso in Europa sono purtroppo morte 63 persone a causa di tempeste, 44 per inondazioni e 44 per incendi. Le perdite economiche legate alle condizioni meteorologiche e climatiche nel 2023 sono stimate in oltre 13,4 miliardi di euro.

Stagioni lunghe ed estreme

L’estate 2023 non è stata la più calda mai registrata, ma ha visto condizioni a volte estreme. Ci sono stati contrasti di temperatura e precipitazioni in tutto il Vecchio Continente e da un mese all’altro. La cosiddetta “estate prolungata” (da giugno a settembre) ha visto ondate di calore, incendi, siccità e inondazioni.

Nel corso del 2023, la rete fluviale europea ha registrato flussi fluviali massicci. Tra la Loira, Reno e Danubio portate record o quasi, a causa di una serie di tempeste tra ottobre e dicembre. Secondo le stime preliminari dell’EM-DAT, nel 2023 le inondazioni hanno colpito circa 1,6 milioni di persone in Europa e hanno causato circa l’81% delle perdite economiche dell’anno dovute agli impatti climatici sul continente.

Giornata della Terra 2024, associazioni: Governo italiano cambi rotta per combattere cambiamenti clima

L’Italia cambi la sua posizione e sostenga la Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura in grado di rigenerare la biodiversità, mettere in sicurezza il territorio, contribuire alla soluzione della crisi climatica e a un futuro più sostenibile per economia e società. È il cuore dell’appello che 31 associazioni lanciano oggi, in occasione della Giornata della Terra 2024, che si unisce a quello di numerose altre associazioni europee ai loro Governi. Dopo la mancata approvazione, il 22 marzo scorso, della legge da parte del Consiglio europeo, che doveva sancire la conclusione del lungo percorso che aveva portato alla sua approvazione da parte del Parlamento europeo lo scorso 27 febbraio, ora il rischio, tra elezioni europee incombenti, fake news e interessi di parte, è quello di perdere questa opportunità, proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno.

La legge sul Ripristino della natura, in realtà – sostengono le associazioni – porterebbe benefici straordinari, oltre che alla biodiversità e alla lotta ai cambiamenti climatici, proprio ai territori, all’agricoltura, alla pesca e all’economia tutta, smentendo la narrazione anti-ambientale di alcuni gruppi politici e organizzazioni agricole. “In termini economici” – spiegano le associazioni – “i benefici che deriverebbero dal ripristino della natura sono in media 10 volte superiori ai costi. Ad esempio per l’agricoltura la presenza di piccoli spazi naturali ridurrebbe l’uso della chimica e migliorerebbe rese agricole e salute del suolo, a beneficio della biodiversità, delle aziende agricole e della società in generale”.

Nature Restoration Law

Inoltre, riportare più natura nel territorio, piantare alberi nelle aree urbane, restituire ai fiumi spazi più ampi dove scorrere senza fare danni ridurrebbe i rischi di alluvioni e altre catastrofi naturali, con grandi benefici economici e di salvezza di vite umane. A ciò si aggiungono gli effetti positivi che l’applicazione di questa legge avrebbe sul clima poiché habitat marini, forestali e delle zone umide in salute trattengono e assorbono CO2 e altri gas climalteranti, mitigando l’aumento delle temperature, che ogni anno si fanno sempre più estreme.

“Per tutti questi motivi” – sostengono le 31 associazioni – “chiediamo al Governo italiano, la cui posizione è determinante per le sorti della legge sulla Nature Restoration Law, di rivedere la propria decisione contraria alla legge e sostenerne l’approvazione. Non si assumano la presidente Meloni e il ministro Pichetto Fratin la responsabilità di affossare un provvedimento così prezioso. Ne va del nostro futuro“. Le associazioni hanno organizzato oggi dalle 12,30 alle 13,30 un Twitt storm su X per coinvolgere i cittadini nella richiesta al Governo di approvazione della Nature Restoration Law.

 

Ginevra Larosa

Foto © Mount live, ICT & DRR Gateway, Regionieambiente.it

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