Villa di Massenzio, la nuova illuminazione artistica

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Villa di Massenzio

Inaugurato l’apparato di luci che valorizza i resti monumentali della Villa in un’area archeologica di 20 ettari sull’Appia antica

 

Si è inaugurata sabato 20 aprile l’illuminazione della Villa di Massenzio sull’Appia antica. Il nuovo impianto interessa la zona del mausoleo dinastico, il sentiero di accesso alla Villa, e le torri dei carceres. L’illuminazione ideata dalla Sovraintendenza consente ai cittadini di accedere nel complesso archeologico dopo il tramonto, fino alle 22, nel periodo estivo, il sabato, per eventi speciali e di godere il suggestivo spettacolo delle strutture imperiali anche di notte.

Nell’ambito del programma ” Caput Mundi”

All’inaugurazione, avvenuta anche alla presenza di un castrum ricostruito e di alcuni soldati e cortigiani in costume, è intervenuto il sindaco Gualtieri. Il primo cittadino ha sottolineato come le opere nella Villa di Massenzio si stanno realizzando nell’ambito del programma Caput Mundi”. Con questi interventi si definisce un processo innovativo di valorizzazione del patrimonio archeologico turistico e culturale di Roma e in generale del Lazio. Volto ad ampliare l’accessibilità in tutti i sensi. Il sindaco infatti ha sottolineato che si vogliono rendere visitabili nuove zone e insieme renderle accessibili anche alle persone con disabilità.

L’intervento delle luci, ha evidenziato Gualtieri, renderà il luogo splendido anche la sera non solo per punteggiare il paesaggio ma anche per poterlo visitare in orari serali potendone godere la bellezza in modo diverso. Nel concludere il suo intervento ha, inoltre, sottolineato che l’opera è stata realizzata in occasione del Natale di Roma quai per fare un regalo a tutti noi e questo restauro andrà ad arricchire il parco archeologico dell’Appia che è un continuum fino ai Fori.

L’atto di mecenatismo della Lotus Production

La luce è un elemento chiave nella lettura dei monumenti. Con il sostegno della Lotus Production, grazie al suo atto di mecenatismo si è immaginata la luce per la possibilità di aprire i monumenti in orari serali. E ciò significa aprire l’area dei monumenti antichi non solo in centro ma anche in periferia in orari diversi da quelli consueti. Inoltre si è pensato alla luce che disegna, che rende leggibili le superfici delle murature. L’impianto si sviluppa sul viale di accesso, lungo il muraglione della villa che circondava il mausoleo e lungo le due torri dei carceres. Da qui partivano i carri e i cavalli durante le gare nel circo. Così pure le luci all’interno delle sei nicchie presenti nel mausoleo, monumento funebre costruito dall’imperatore per il figlio Romolo morto prematuramente.

La Villa, tecnica costruttiva e realizzazione

La tecnica costruttiva non prevedeva rivestimenti, ha spiegato il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce. I buchi sulle pareti sono infatti fori punteggiati utilizzati dagli operai che la costruirono. Non sono per l’ancoraggio di altri materiali che avrebbero rivestito la struttura muraria. Questa era fatta di pozzolana e avvolta con elementi a tufelli e laterizi che si alternavano man mano che salivano.

Il dottor Presicce ha raccontato come Massenzio fece interventi urbanistici molto importanti: rialzò le mura Aureliane e restaurò questa Villa. Si era impadronito di un’area occupata in precedenza da un personaggio famoso, Erode attico con la moglie Annia Regilla la cui sepoltura si trova in quest’area. Egli era un oratore particolarmente famoso in Grecia e proconsole in Asia. Un personaggio che ha lasciato molte sculture che decoravano i suoi possedimenti in modo fastoso.

Massenzio edificò la sua villa sopra la preesistente di Erode. Poi la arricchì con un circo come voleva la tradizione secondo cui gli imperatori costruivano sontuose ville dove risiedevano. Il circo era un elemento chiave della figura imperiale perché serviva alla scena dell’imperatore che aveva ormai un ruolo diverso da quello di principe dell’esercito come era stato da Traiano in poi. All’epoca di Massenzio l’imperatore era un Dio che appariva soltanto alla sua corte. Questa si riuniva in un’area come il circo. Proprio per questo il circo di Massenzio realizzato lungo l’Appia antica non aveva un ingresso sulla via pubblica. La sola funzione era la possibilità dell’imperatore di incontrare lì i suoi fedelissimi.

Il Circo di Massenzio

Il circo era costruito in laterizio lungo 465 metri con una larghezza nel punto più ampio di 71 metri. La spina, ossia la struttura che separava i due rettilinei, era lunga 270 metri circa. Nella decorazione originale voluta da Massenzio era decorata con un obelisco proveniente dal tempio di Iside al Campo Marzio quello che poi Bernini nel XVII secolo collocò sulla fontana dei quattro fiumi a Piazza Navona.

Il circo è riservato alla famiglia imperiale e agli amici poteva ospitare solo 10.000 spettatori. Attualmente rimane in piedi il muro di cinta, i resti della spina e le due torri chiamati carceres dalle quali partivano i cavalli. Il circo probabilmente non è stato mai utilizzato: infatti negli scavi non sono state trovate tracce della sabbia che avrebbe dovuto ricoprire la pista. La spina sarà proprio l’oggetto di un prossimo intervento sempre nell’ambito del progetto caput Mundi per restituire la città alla città e verrà ristrutturato con i fondi del Pnrr.

Di quest’area si è persa memoria durante il medioevo e ritorna in vita nel Settecento. In particolare Piranesi fu lì e ne abbiamo testimonianza attraverso disegni e incisioni. Dopo l’acquisto da parte degli Orsini, nel 1943 Roma capitale gli espropria quest’area che diventa pubblica. Dal 2014, come per altri siti a Roma l’accesso è gratuito.

 

Veronica Tulli

Foto © Eurocomunicazione

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