Il nuovo governo francese nel segno dell’Ue e della parità

  • Condividi questo articolo

22 ministri, la metà donne. Le Maire all’Economia, Esteri a Le Drian. La Mogherini nomina 41 ambasciatori Ue, sono ben 8 gli italiani

17 maggio 2017 | di | Attualità - Europa - Politica

Giornata di nomine, per il governo Macron in Francia e per l’Unione europea con il Servizio di azione esterna (il cosiddetto “ministero degli Esteri” europeo). Oltralpe si sono confermate le attese: un esecutivo totalmente aperto all’Europa, quello presentato a meno di un mese dalle elezioni politiche di giugno. In Francia dunque nasce la prima squadra di ministri dell’era Macron, composta da personalità di diverso colore politico ma tutte legate al processo d’integrazione Ue.

Perfettamente paritaria, nei 22 componenti guidati dal premier neogollista Edouard Philippe: tra i 18 ministri e i 4 sottosegretari ci sono 11 donne e 11 uomini. Oltretutto metà non sono politici di professione bensì provenienti dalla società civile. Jean-Yves Le Drian, socialista, molto apprezzato per l’operato da ministro della Difesa nell’ultimo governo Hollande, diventa “ministro dell’Europa e degli Esteri”.

Tre nuovi responsabili provengono dal “MoDem”, il partito centrista di Francois Bayrou, nuovo responsabile della Giustizia. Tra loro anche Sylvie Goulard, europeista convinta e molto vicina all’Italia. Nata nel 1964 a Marsiglia, l’europarlamentare dell’Alde fu consigliera di Romano Prodi alla Commissione europea, nonché autrice di saggi, tra cui “La democrazia in Europa” con Mario Monti. Nuova ministra della Difesa, padroneggia perfettamente l’italiano, oltre all’inglese e al tedesco.

Bruno Le Maire

Della Goulard c’è da rimarcare anche il rapporto stretto con la sua omologa a Berlino Ursula Van Der Leyen. Chiaro che la sua nomina, significhi la forte volontà di Emmanuelle Macron di contribuire a un’unione delle politiche europee della Difesa. Marielle de Sernez, co-fondatrice del Partito democratico europeo, diventa ministra per gli Affari Ue. Bruno Le Maire va all’Economia ed è, insieme al premier Philippe, lo strappo più vistoso nel senso della ricomposizione politica voluta dal nuovo presidente francese: dirigente dei Re’publicains, ex ministro di Nicolas Sarkozy, si presentò alle primarie della destra in nome del rinnovamento, ma non gli andò benissimo. Oggi accede a una delle cariche più importanti della Re’publique.

Dalla scuderia neogollista arriva anche Gerald Darmanin, incaricato dei conti pubblici. Un nuovo fondamentale portafoglio in un contesto in cui la Francia ha l’imperativo di riportare il deficit sotto alla soglia del 3% se vuole recuperare peso rispetto alla Germania (e dare ancor più credibilità al “suo” commissario Pierre Moscovici). Ovviamente la scelta degli esponenti repubblicani di passare con Macron ha comportato la loro immediata scomunica dai Re’publicains, ormai spaccato come non mai.

Agli Interni va Ge’rard Collomb, il sindaco socialista di Lione, che fu tra i primi a sostenere Macron. Nella Francia minacciata continuamente dal terrorismo si tratta di un’enorme responsabilità e forse non è un caso se nell’ordine protocollare dei ministri il fedelissimo del presidente risulti primo. Alla “transizione ecologica” viene nominato il paladino dell’ambiente, Nicolas Hulot. Giornalista, scrittore, poi star televisiva, il sessantaduenne molto apprezzato dai francesi è impegnato da tempo per la difesa del pianeta. Con la sua nomina, Macron intende rassicurare chi lo accusa di scarsa propensione rispetto ai temi ambientali. Tra gli altri ministri Agnes Buzyn (Salute), Francoise Nyssen (Cultura), Muriel Penicaud (Lavoro), Jean-Michel Blanquer (Istruzione), Jacques Mezard (Agricoltura). Domani primo consiglio dei ministri.

Oggi anche l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, nonché vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, ha annunciato la nomina di 41 nuovi ambasciatori dell’Unione europea. Tra i nomi in lista di Mrs PESC (Politica Estera e di Sicurezza Comune, nell’acronimo inglese CFSP, Common Foreign and Security Policy), sono inclusi anche 8 italiani. Alessandro Palmero prenderà servizio in Honduras e, a riempire il suo attuale posto di ambasciatore in Paraguay, sarà il connazionale Paolo Berizzi, attualmente nel gabinetto del commissario Ue per la cooperazione internazionale e lo sviluppo, Neven Mimica.

Gianluca Grippa sarà l’ambasciatore Ue nella Repubblica Dominicana, mentre Giacomo Durazzo andrà in Mauritania. Per il Ruanda è stato nominato Nicola Bellomo, per l’Uganda Attilio Pacifici, e per il Perù Diego Mellado. Samuela Isopi, attuale ambasciatrice italiana in Camerun con delega sulla Repubblica Centrafricana, Ciad e Guinea Equatoriale, diventerà ambasciatrice Ue della Repubblica Centrafricana. Nel giro di poltrone delle delegazioni europee, Peteris Ustubs, membro lettone del gabinetto della Mogherini, sarà ambasciatore in Canada. Michael Mann, ora capo della divisione per le comunicazioni strategiche all’EEAS (Servizio di azione esterna, dall’acronimo inglese European External Action Service), andrà invece in Islanda.

 

Elodie Dubois

Foto © Nordpresse, Boursorama,

  • Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *