La Bulgaria presenta i suoi siti Unesco a Siena

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“So much to share” è lo slogan della presentazione del Paese dell’Est Europa nell’ambito del World Tourism che si svolgerà da domani al 24 nella cittadina toscana

21 settembre 2017 | di | Cultura - Viaggi

La Bulgaria è l’erede di diverse civiltà antiche. Traci, antichi greci, romani, slavi e proto-bulgari hanno lasciato in questo territorio preziose testimonianze artistiche e architettoniche dello sviluppo delle proprie culture. Il fatto che queste siano presenti nell’intero territorio nazionale, rende il Paese una delle destinazioni più attraenti per chi s’interessa di storia e cultura. Oltre a questi tesori, la Bulgaria vanta una natura vergine e una straordinaria biodiversità custodita nei parchi e nelle riserve naturali nazionali. L’Unesco valuta altamente il ricco patrimonio culturale e paesaggistico della Bulgaria.

Quest’anno per la prima volta la Bulgaria partecipa a World Tourism Unesco, esposizione specializzata che mira a presentare i siti inclusi nella Lista dei patrimoni Unesco, che si apre domani e va avanti fino a domenica 24 settembre. A motivare i bulgari il notevole interesse verso la nazione e la sua capitale Sofia dimostrato, in particolare, dai turisti italiani. Degno di nota è l’aumento di arrivi con oltre il 25% registrato nel 2016 dei turisti italiani a Sofia. E solo nel primo semestre del 2017 il loro numero è con il 62% maggiore rispetto a quello nello stesso periodo dell’anno precedente.

Al momento nella Lista dell’Unesco del patrimonio culturale e paesaggistico mondiale sono inseriti 17 siti bulgari: sette siti del patrimonio culturale materiale: la chiesa di Boyana, le chiese rupestri di Ivanovo, la Tomba tracia di Kasanlak, il cavaliere di Madara, l’antica città di Nesebar, il monastero di Rila e la tomba tracia di Svestari; cinque siti del patrimonio paesaggistico: il parco nazionale di Pirin, le riserve della biosfera di Srebarna, il parco nazionale dei Balcani centrali, la riserva della biosfera Chervenata stena e la riserva della biosfera Usunbudzhak; cinque capolavori del patrimonio immateriale: il gruppo di folclore autentico Bistrishki babi, il rituale Nestinarstvo, la tessitura tradizionale dei tappeti di Chiprovtsi, la festa popolare Surva della zona di Pernik e il festival folcloristico a Koprivstitsa. Uno dei siti più interessanti è la Chiesa di Boyana (nell’immagine di apertura) il tempio cristiano più leggendario della Bulgaria. È nascosta nei pendii della montagna di Vitoscia, a soli 30 minuti dal centro della capitale bulgara Sofia. La chiesa è una delle poche costruzioni medievali conservatesi interamente fino ai giorni nostri. Deve la propria fama mondiale non tanto alle caratteristiche architettoniche quanto agli affreschi del 1259. Le 89 scene con oltre 240 personaggi, dipinte con una nuova, libera dai canoni e unica nel suo genere tecnica espressiva sono la testimonianza del fatto che lo spirito del primo Rinascimento aveva raggiunto la sua fioritura in Bulgaria ben due secoli prima dell’inizio del Rinascimento italiano. A soli 120 km dalla capitale Sofia, nel cuore della montagna di Rila e del Parco naturale Rilski manastir si trova il monastero più grande e spettacolare della Bulgaria, uno dei simboli nazionali – il Monastero di Rila inserito nella Lista Unesco del patrimonio culturale mondiale nel 1983. Fondato nel X secolo, durante la sua esistenza plurisecolare è stato sempre il custode della fede cristiana e della cultura bulgara.

Nel 1979 nella Lista Unesco viene inserito il Cavaliere di Madara, un bassorilievo unico del suo genere, sito nella zona nord-orientale della Bulgaria, a 18 km ad est dalla città di Shumen e a 10 km a sud della città di Pliska. È stato scolpito sulla roccia a un’altezza di 23 metri da un autore ignoto. Anche se sono ormai passati oltre 1.000 anni dalla sua creazione, sulla roccia sono tuttora visibili un maestoso cavaliere armato di lancia, un leone caduto ferito ai piedi del cavallo е un cane da caccia. Si ignora l’anno di creazione del bassorilievo e i pareri dei ricercatori sull’identità del personaggio che vi è stato raffigurato non sono unanimi.

A Kasanlak, nel parco civico Tyulbeto, si trova l’originale di una tomba trace del ІV-ІІІ secolo a.C., nota come la Tomba di Kasanlak. L’originale è soggetto a un regime speciale di conservazione, mentre accanto ne è costruita una copia in scala 1:1 che riproduce esattamente le caratteristiche architettoniche, i reperti archeologici e gli affreschi della Tomba di Kasanlak, che è una delle testimonianze più importanti della cultura trace nel territorio bulgaro ed è inserita nella Lista Unesco del patrimonio culturale mondiale nel 1979. La tomba – una magnifica testimonianza delle vette raggiunte dall’arte trace nel primo periodo ellenistico – si trova nella zona nord-orientale di Kasanlak, ed è stata scoperta per caso nel 1944. In base alla sua pianta architettonica, le si attribuisce l’appartenenza alle tombe a cupola, tipiche dell’architettura dei necropoli trace nel periodo dalla fine del V all’inizio del III secolo a.C.

Il Parco nazionale di Pirin è inserito nella Lista Unesco nel 1983. Si trova nell’omonima montagna di Pirin, che si erge nella zona sud-occidentale della Bulgaria, e custodisce numerosi siti paesaggistici, laghi glaciali, boschi di coniferi e una ricca biodiversità. Nei suoi confini rientrano due riserve naturali. La sua biodiversità è rappresentata da 1.315 specie di piante superiori, oltre 2.000 specie di invertebrati, oltre 200 specie di vertebrati e 159 specie di uccelli. Nel Parco si trova anche l’albero più vecchio in Bulgaria – la cosiddetta Baykusheva mura, la cui età supera i 1.300 anni.

La Festa popolare Surva è uno dei tratti distintivi culturali della zona di Pernik. In quasi tutti i centri abitati si mantiene la tradizione dei cortei in maschere caratteristiche, che sfilano ogni anno la notte tra il 13 e il 14 gennaio e l’intero giorno del 14 gennaio, quando la popolazione locale festeggia il giorno di San Basilio, ovvero il Capodanno vecchio stile chiamato Surova.

 

Laura Testa

 

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