MigraVenture, comunità africane protagoniste dello sviluppo

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Un bando lanciato da più entità impegnate nella cooperazione per il «supporto all’impresa migrante» e per «fare impresa insieme» in Italia

15 novembre 2016 | di | Attualità - Economia - Politica

migraventureUn fondo da 20 a 30 mila euro per finanziare 20 progetti di imprenditori africani regolarmente residenti in Italia con forte impatto socio-economico sulla comunità di origine, anche i termini di posti di lavoro: è questo lo strumento innovativo di co-sviluppo nei Paesi di origine proposto da MigraVenture. Le domande al bando vanno presentate entro il 30 novembre (ore 12) e saranno sottoposte al vaglio di un Comitato di valutazione che sceglierà i migliori progetti imprenditoriali di avvio o ampliamento attività.

MigraVenture è un programma promosso dall’Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim), in partenariato con Etimos Foundation – specializzata in finanziamenti ed economia sociale – e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Il bando si inserisce nel nuovo corso della cooperazione allo sviluppo scaturito dalla Legge 125/2014 che vede, per la prima volta, le comunità di immigrati stabilite in Italia chiamate a diventare un ponte con il Paese di origine. Attraverso iniziative come MigraVenture, la Farnesina sta avviando processi di valorizzazione delle diaspore e del settore privato nella cooperazione internazionale con azioni integrate sul continente africano, fulcro degli interventi di sviluppo delle istituzioni italiane.

oimL’evento di lancio del programma, la Call for a Business Ideas MigraVenture, si è tenuto a Roma, nella sede dell’Oim, lo scorso 11 novembre. Al tavolo di discussione moderato da Cléophas Adrien Dioma, presidente dell’Associazione culturale Le Réseau, hanno partecipato Dagmar Schineanu, referente migrazioni e sviluppo della Direzione generale Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri, Davide Libralesso di Etimos, Giulia Falzoi e Serena Matarese dell’OIM.

«Si tratta quindi di un progetto innovativo e unico nel suo genere, almeno in Italia, perché mira ad un cambio di paradigma: dal “supporto all’impresa migrante” al “fare impresa insieme“», ha evidenziato la Schineanu, rappresentante della nuova Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (Aics), ricordando che «l’Africa rappresenta l’area geografica privilegiata della nostra cooperazione». Un continente che gioca un ruolo cruciale negli equilibri geopolitici mondiali, come dimostrato dalla storia recente, ma soprattutto il continente del futuro in termini di potenzialità economiche, commerciali, demografiche e umane. L’Italia – dalle istituzioni al settore privato – sta guardando all’Africa non più come continente problematico ma soprattutto come terra di opportunità in termini di crescita economica, di cooperazione e di sviluppo.

L’elemento di novità risiede nella creazione di un fondo pilota di capitalizzazione. «In sostanza l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo metterà a disposizione dell’imprenditore africano, o aspirante tale, uno stanziamento che si aggira tra i 20 e i 30 mila euro per finanziare l’assistenza tecnica a livello personalizzato, finalizzata alla redazione di un business plan», hanno spiegato dalla Etimos Foundation. «Terminata la fase dell’accompagnamento, i beneficiari possono decidere se rivolgersi ad operatori finanziari, ad esempio un istituto di microcredito, oppure permettere al Fondo di rotazione gestito da Etimos, di intervenire con una quota di minoranza nel capitale di rischio dell’impresa. Lo scopo è sostenere lo sviluppo e la crescita della nuova impresa per farla successivamente transitare nella totale proprietà dell’imprenditore», ha precisato Davide Libralesso.

«Un progetto che concretamente accompagnerà le diaspore nella creazione di piccole e medie imprese in Africa. Un’iniziativa non banale e davvero innovativa in quanto i finanziatori entreranno nel capitale di rischio dell’impresa che si verrà a creare» ha dichiarato a Eurocomunicazione Cléophas Adrien Dioma, coordinatore del gruppo di lavoro “Migrazioni e sviluppo” del Consiglio nazionale della Cooperazione allo Sviluppo (Cncs). Sottolineando l’interesse crescente in Italia nei confronti delle comunità straniere, in un contesto di grande attualità quotidiana della tematica dell’immigrazione, Dioma si rallegra per la nuova prospettiva aperta da MigraVenture, cioè «il vero desiderio di dimostrare interesse nei confronti dell’imprenditore africano, non solo con soldi e nella fase iniziale di creazione, ma anche come socio per un dato periodo con l’obiettivo di crescere insieme, dando vita a realtà che funzionino e crescano». In prospettiva, secondo Dioma, la strada aperta da MigraVenture «potrebbe diventare un modello di co-sviluppo da attuare su più vasta scala e in diversi settori».

italia-africa-quale-ruolo-strategico-per-la-diaspora-300x193Intanto, il Consiglio nazionale della Cooperazione allo Sviluppo sta lavorando all’organizzazione del Summit nazionale delle diaspore. A partire dal mese di gennaio prenderanno il via incontri territoriali per conoscere e mettere in rete le comunità straniere residenti in Italia. Entro giugno 2017 dovrebbe essere convocato il primo vertice nazionale delle diaspore, un appuntamento decisivo per la conoscenza dell’Altro, la cooperazione e l’integrazione.

 

Per maggiori informazioni: www.etimos.org; migraventure@etimos.org

 

Véronique Viriglio

Foto © Thomas Imo, Cooperazione italiana allo sviluppo, Oim, Etimos, Associazione culturale Le Réseau

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