Coronavirus, l’appello dell’ANGI: un “decreto Connessioni”

0
280

Un’iniziativa forte a livello centrale a sostegno di imprese, startup, alfabetizzazione digitale e sicurezza delle reti

In questa situazione di emergenza sanitaria, in cui l’Italia è chiamata ad agire con grande forza e rapidità, per sostenere il comparto sanitario e le persone colpite dal coronavirus, per supportare le famiglie e i giovani, per salvaguardare il comparto economico e industriale dell’Italia, occorrono misure straordinarie e provvedimenti economici mirati a raggiungere tali scopi.
Tra i numerosi temi in discussione da parte del governo, delle istituzioni e dei principali stakeholder, il messaggio dell’ANGIAssociazione Nazionale Giovani Innovatori, promossa e patrocinata dalle maggiori istituzioni italiane ed europee, pone l’attenzione con una serie di proposte concrete sull’alfabetizzazione digitale, sulle imprese e le startup, sulla riduzione del divario digitale, sulla tutela del cosiddettolavoro agilee sulla sicurezza del dato informatico. Proposte che, indirizzate direttamente al Parlamento e al governo, rappresentano un contributo per la stesura di provvedimenti ad hoc a sostegno dell’ecosistema innovazione italiano, dei giovani e delle imprese. ANGI chiede al governo, data la necessità vitale delle reti nella fase emergenziale, lo sviluppo di un “decreto Connessioni”.

ALFABETIZZAZIONE DIGITALE
L’Istat, nel suo rapporto “Cittadini, imprese e Ict”, registra che circa 18 milioni di italiani, il 30% circa di quelli con più di sei anni, non hanno mai usato Internet nell’ultimo anno. Una famiglia su quattro non possiede una connessione al web e tra queste il 58% dichiara che non è connesso perché non lo sa usare, mentre il 21% non usa Internet perché non lo reputa uno strumento interessante. Non agire significa aumentare ancora di più il gap tra le competenze fornite dal sistema scolastico nazionale e ciò di cui le aziende hanno bisogno. Nell’ambito dell’audizione nel corso dell’indagine conoscitiva sull’innovazione didattica tenutasi presso la Camera dei deputati il 16 ottobre 2019 ANGI ha proposto una mappatura delle prassi a livello nazionale per superare il problema dell’alfabetizzazione informatica, in particolare nel mondo della scuola dove da un’indagine recente è emerso che il 76% degli alunni delle scuole primaria e secondaria di primo grado non dispone di dotazioni informatiche e connessione adeguate alla didattica a distanza.
Come ANGI propone nel Manifesto europeo per l’Innovazione lanciato nel 2019, vi è la necessità di creare un unico network universitario europeo che promuova reti di conoscenza diffuse e accessibili a tutti, con equiparazione di competenze certificate in tutti i Paesi Ue, che costituisca il primo passo concreto nell’unificazione di un percorso di istruzione europeo destinato alle future generazioni di lavoratori, consentendo l’inclusione sociale e parità di opportunità per lo sviluppo di una società coesa, dinamica e connessa.

Per realizzare questa visione ANGI propone lo sviluppo della robotica e dell’IA come mezzi per sviluppare e tutelare imprese e lavoratori. Tutte queste iniziative possono essere finanziate con la riprogrammazione del prossimo bilancio Ue 2019/24 con maggiori risorse al fondo europeo per l’innovazione.
È necessario:
● attuare il Piano Nazionale Scuola Digitale;
● adottare il libro di testo digitale;
● istituire un fondo per l’acquisto di piattaforme digitali per famiglie bisognose;
● sviluppare piattaforme proprietarie della pubblica amministrazione come sostegno alla didattica a distanza;
● rafforzare sui palinsesti Rai la diffusione della cultura digitale attraverso approfondimenti sui canali dedicati ai giovani e nelle rubriche economiche;
● introdurre campagne di comunicazione dedicate ai temi del digitale verso i target anagrafici della scuola primaria.

STARTUP E IMPRESE
Al fine di limitare l’impatto economico negativo delle misure di contenimento del Covid-19 e per difendere l’interesse nazionale contrastando la costante cessione e dispersione di talenti, proprietà intellettuale e altri asset strategici, considerata anche l’attiva partecipazione nel contrastare l’emergenza sanitaria in corso, la tutela delle startup innovative è vitale e lo Stato deve fare la sua parte. ANGI è da sempre parte integrante del tessuto innovazione italiano.
È necessario:
● sospendere le scadenze di permanenza nel registro, di quelle sociali e fiscali;
● accelerare il pagamento dei crediti d’imposta in R&S e investimenti di innovazione;
● introdurre una moratoria sulle spese irriducibili (es. Affitti, bollette di elettricità e gas, assicurazioni, spese di cloud e server, strumenti di home office, ecc.);
● Sospendere i termini di rimborso di prestiti concessi da banche pubbliche di investimento o garantiti dallo Stato
● Ridurre le tariffe per spazi di co-working
● Istituire un “Fondo di Garanzia per le startup” presso il Fondo Nazionale Innovazione che possa garantire prestiti a fondo perduto per il sostegno delle startup innovative;
● Estendere le indennità di licenziamento a tutti i tipi di lavoratori, compresi i nuovi lavoratori dell’economia digitale – come “contributo per la perdita di reddito” per tali lavoratori.

RIDUZIONE DEL DIVARIO DIGITALE
A seguito dell’emergenza Covid-19, la maggior parte degli italiani si trova a lavorare da casa, mostrando l’asincronia nel Paese dello sviluppo della connettività e il divario digitale fra settentrione e meridione e per fascia anagrafica. La Nazione va ricucita. Soltanto un’impresa su tre è dotata di connessioni in banda ultralarga, e circa due aziende su tre risiedono nelle “aree grigie”, mentre la connessione ultralarga raggiunge solo il 10% delle famiglie, in ritardo rispetto gli obiettivi di digitalizzazione previsti dell’Agenda 2020 e dal Piano nazionale sulla Banda UltraLarga. La quinta generazione mobile e tutte le altre tecnologie che vedranno la luce nei decenni a venire dovranno necessariamente essere connesse con la fibra per esprimere appieno il proprio potenziale.
È necessario:
● sostenere la tecnologia Fixed Wireless Access per la transizione digitale degli enti locali;
● sbloccare i fondi per gli incentivi alle famiglie per l’adozione della banda ultralarga (cd. voucher);
● aggregare i beni relativi alle reti di telecomunicazioni di TIM e Open Fiber;
● dotare i presidenti di Regione di strumenti normativi ad hoc per attuare il piano Banda UltraLarga, nominandoli commissari per la digitalizzazione e la connettività;

LAVORATORE SOGGETTO ALLA MODALITÀ DI LAVORO AGILE
Lo smart working è stato pensato per conciliare i tempi lavoro-famiglia, ma la situazione emergenziale ha comportato un’adozione massiva di questa modalità di lavoro. L’accelerazione ha posto, nel contempo, anche una serie di problemi: la fornitura di apparati informatici per garantire lo smart working da parte della PA o delle aziende, problemi relativi alla regolamentazione degli orari, il rispetto delle pause e, di conseguenza, della conciliazione tra i tempi del lavoro e i tempi familiari, la privacy del dipendente.
È necessario:
● rinegoziare le forme dei contratti collettivi di lavoro per introdurre il diritto alla disconnessione e maggiori tutele del bilanciamento lavoro/tempo libero;
● incentivare la formazione in ambito cybersicurezza dei dipendenti, sia della PA che delle piccole e medie imprese, introducendo un credito d’imposta per gli investimenti in sicurezza informatica.

PROBLEMA DELLA SICUREZZA DEL DATO INFORMATICO
A causa della mancata fornitura di dotazioni informatiche di lavoro dalle PA e dalle aziende per avviare lo smart working massivo, si è posto un problema di tenuta delle reti e di sicurezza delle reti. Molti dipendenti, infatti, si trovano nella condizione di dover lavorare con PC e connessioni internet personali, con i conseguenti problemi di sicurezza informatica. I dati che le amministrazioni gestiscono devono essere a prova di possibile attacco informatico, quindi si propone che le piattaforme vengano rese sempre più sicure dai possibili cyberattacchi, data la generale permeabilità.
È necessario:
● istituire un Fondo per la sicurezza cibernetica presso il ministero dello Sviluppo Economico, così da incentivare la qualità della sicurezza informatica delle piccole e medie imprese;
● istituire un credito d’imposta per gli investimenti tecnologici delle PMI in sicurezza informatica.

IL FUTURO DELLA MOBILITA’ DOPO L’EMERGENZA SANITARIA

L’emergenza del Covid-19 modificherà nettamente le forme di socialità e per questo è necessario trovare anche nuove forme di governance dei servizi pubblici essenziali quali il trasporto pubblico. I dati evidenziano che un approccio sostenibile e socialmente responsabile nel settore dei trasporti non deve puntare a una compressione del volume ma a un corretto utilizzo delle risorse, materiali e naturali, al fine di soddisfare le dinamiche attuali e future. Nell’ultimo decennio, le tecnologie digitali hanno permesso la nascita di nuovi e innovativi modelli di business, come ad esempio le piattaforme di ride sharing e di mobilità condivisa a cui si è aggiunto il grande contributo degli smartphone nel rendere più fruibile il trasporto pubblico locale.
È necessario:
● Accelerare la transizione verso veicoli a zero emissioni mediante l’integrazione tra diverse tipologie di mezzi di trasporto
● Elaborare i BigData sul traffico passeggeri al fine di garantire piena continuità (frequenza e velocità) nelle soluzioni intermodali all’interno dell’offerta TPL.
● Ampliare le aree di parcheggio dedicate al car sharing e favorire l’installazione di colonnine di ricarica mediante la loro concentrazione nelle aree parcheggio dedicate.

 

Doroteia Martines Robinho

Foto © ANGI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui